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Regioni.it

n. 2507 - giovedì 29 maggio 2014

Sommario
- Patto per la salute: prosegue il lavoro delle Regioni
- Mobilità sanitaria: accordo su compensazione 2013
- DL Irpef: parere favorevole, poi incontro con Ministro economia
- Accordo PAC: intesa sulla politica agricola comune 2014-2020
- Rossi: su frodi alimentari servono leggi più severe
- Lanzetta: sì a federalismo differenziato

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Lanzetta: sì a federalismo differenziato

(Regioni.it 2507 - 29/05/2014) Rilanciare le riforme anche attraverso il federalismo differenziato. Lo propone in Audizione il ministro per gli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta, in Commissione bicamerale per gli  Affari Regionali.
Questo significa che è da prevedere e quindi introdurre nel testo di riforma costituzionale, attualmente all'esame del Senato, la facoltà di delegare alle Regioni che lo richiedano l'esercizio della funzione legislativa nelle materie di competenza esclusiva statale, con l'eventuale attribuzione anche di ulteriori competenze amministrative.
"Quella della riforma costituzionale in discussione – spiega Lanzetta - è un'occasione da non perdere per ridisegnare un riparto di competenze tra Stato e varie Regioni piu' adeguato alle specifiche situazioni. Un modello caratterizzato da maggiore flessibilità, in cui i territori più dinamici siano lasciati liberi di gestire direttamente, come recentemente avvenuto per la delega di funzioni in materia di agenzie fiscali prevista dall'ultima legge di stabilità, ma quelli piu' deboli non siano lasciati soli".
Lanzetta è intervenuta anche sulle questioni istituzionali delle regioni a statuto speciale, affermando che "un mantenimento dell'attuale situazione di differenziazione" è "condivisibile" ma la natura speciale "non può  essere di per sé giustificazione per una sovradotazione di risorse, ma occorre ragionare in termini di equità nazionale. A più di sessant'anni dall'adozione della maggior parte degli  statuti 'speciali', un bilancio del loro funzionamento è comunque da  ritenersi positivo, anche se con differenze tra le diverse esperienze. Infatti, sia in termini di sviluppo ed effettivo esercizio dei profili di autonomia che di crescita  economica, i risultati più rilevanti appaiono essere stati raggiunti nelle tre regioni settentrionali”.
Comunque secondo Lanzetta va superato l'attuale assetto "eccessivamente uniforme quanto alle competenze attribuite alle regioni a statuto ordinario - tra i fattori, secondo molti, dell'ulteriore divario che nell'ultimo decennio si e' prodotto tra regioni meridionali e settentrionali - a favore di modelli piu' rispondenti alle reali caratteristiche e capacità dei diversi territori". 
“Peraltro, - aggiunge lanzetta - su questa disposizione, il quinto comma dell'art. 117 della proposta governativa è in corso una riflessione, alla quale anch'io sto contribuendo, finalizzata a definirne una formulazione che, senza eccessivi aggravamenti procedurali, consenta la massima estensione possibile. Come, infatti, dimostrano alcuni esempi internazionali, ed in primo luogo l'esperienza spagnola, con gli eccellenti risultati avuti anche in termini di crescita economica in alcune regioni, ritengo condivisibile il modello di un "federalismo asimmetrico", che, secondo i principi costituzionali di differenziazione ed adeguatezza, consenta di svolgere le funzioni pubbliche al livello piu' efficiente per i cittadini. In questa prospettiva, e' giusto che le regioni che sono in grado possano richiedere allo Stato di svolgere da se' funzioni ulteriori, magari delegandole ai propri comuni".
"E', pero', d'altro canto vero - ed e' questa in un certo senso l'altra faccia del "federalismo differenziato" - che per le regioni in difficolta' - aggiunge Lanzetta - e' dovere dello Stato, oltre che interesse generale per una crescita collettiva, intervenire con azioni di ausilio e sostegno, non solo economico. Penso, in particolare, in alcuni territori, ad azioni di tutela della legalità, ma anche di "assistenza tecnica" e affiancamento in ambito amministrativo".
E' già previsto al terzo comma dell'articolo 116 la possibilità che anche le Regioni a "Statuto ordinario" possano negoziare con lo Stato ulteriori forme e condizioni di autonomia con riguardo alle materie di legislazione concorrente e ad alcune materie di legislazione esclusiva statale.
"Purtroppo - ha detto Lanzetta - questa norma non ha sinora conosciuto attuazione, nonostante alcuni tentativi in questo senso delle regioni Toscana, Piemonte e, soprattutto, tra il 2006 e il 2008, Lombardia e Veneto. Cio' e' avvenuto in parte a causa della tortuosita' del procedimento, ma, soprattutto, cio' e' a mio avviso accaduto per responsabilita' della politica, che e' stata incapace di cogliere l'opportunita' offerta dal testo costituzionale, a causa in primo luogo del clima conflittuale dell'ultimo decennio, che non ha favorito un piu' sereno confronto tra livelli di governo. Un errore assolutamente da non ripetere”.



( Giuseppe Schifini / 29.05.14 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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