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Regioni.it

n. 2508 - venerdì 30 maggio 2014

Sommario
- Bankitalia: Relazione annuale 2013
- Efficienza energetica: il parere delle Regioni e dei Comuni sul Decreto
- Friuli Venezia Giulia: si rinnova il sito della Presidente Serracchiani
- Strategia europea per il turismo costiero: chiesta l'Intesa in Stato-Regioni
- Sicilia: Crocetta su costi della politica regionale
- Coletto e Ciambetti su indennizzi per danni ad emotrasfusi

+T -T
Bankitalia: Relazione annuale 2013

(Regioni.it 2508 - 30/05/2014) In Italia la lunga recessione, in atto dal 2008 con una breve interruzione, si è arrestata alla fine dello scorso anno. Lo sostiene la Banca d’Italia nella Relazione annuale 2013.
La situazione è migliorata soprattutto grazie alla domanda estera e al ridursi della necessità di correzioni dei conti pubblici, così come ha aiutato l’accelerazione dei pagamenti dei debiti commerciali della pubblica amministrazione.
"Non abbiamo informazioni definitive sui debiti della Pa verso le imprese", afferma il governatore Ignazio Visco nel suo intervento in assemblea: "Secondo  le stime di Bankitalia lo scorso anno i debiti erano a 90 miliardi,  adesso abbiamo una cifra intorno a 75 miliardi".
Ma non si può ancora parlare di ripresa, anche se ci sono segni di miglioramento. L’incertezza sulle prospettive dei redditi nel medio e lungo periodo continueranno a gravare sui consumi delle famiglie. Comunque Bankitalia sostiene il beneficio dagli sgravi fiscali di recente approvazione da parte del Governo, ma questi non diventeranno forza trainante di ripresa senza un duraturo aumento dell’occupazione.
La recessione, infatti, si è riflessa pesantemente sul numero degli occupati e quindi sui redditi delle famiglie. Tra il 2007 e il 2013 l’occupazione è scesa di oltre un milione di persone, quasi interamente nell’industria; è anche diminuito il numero medio di ore lavorate. Il tasso di disoccupazione è più che raddoppiato rispetto al minimo toccato nel 2007, al 12,7 per cento dello scorso marzo.
“Crescita economica ed equilibrio del bilancio pubblico non possono che essere perseguiti congiuntamente'', afferma il governatore di Bankitalia Ignazio Visco aggiungendo come alle istituzioni Ue ''si richiedono politiche che conferiscano robustezza alla costruzione, ma che sappiano anche rispondere alle sfide del tempo''. 
Inoltre serve più liquidità alle banche e quindi maggiore concessione di credito alle Pmi. Questo l'obiettivo delle misure elaborate dalla Banca d'Italia e concordate con la Bce in arrivo nelle prossime settimane che prevedono l'utilizzo anche delle linee di credito in conto corrente da parte delle banche per rifinanziarsi alla Bce.
Il rapporto tra investimenti lordi e PIL è sceso di 4 punti percentuali dal 2007, portandosi nel 2013 al 17 per cento, il minimo dal dopoguerra. Vi ha concorso il difficile accesso di molte imprese al credito bancario.
Ma è soprattutto dalla diffusa incertezza sulle prospettive di crescita della domanda e sull’orientamento delle politiche economiche che dipendono rinvii e riduzioni dei piani di ristrutturazione e di ampliamento della capacità produttiva.
Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco sottolinea l’importanza di combattere contro "corruzione, criminalita', evasione fiscale" che pesano anche sul carico fiscale. Dal buon funzionamento della P.A. "dipende l'efficacia delle riforme".
Tra gli interventi di riforma "piu' urgenti" indica "la tutela della legalita' e l'efficienza della pubblica amministrazione".
'Il lascito della recessione è pesante, l'uscita e' travagliata e la via della ripresa, ancora fragile e incerta, non sara' breve, ne' facile'. Il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, nelle considerazioni finali, spiega che il lavoro crescera' piano poiche' lo stato dell'economia resta debole, in particolare nel mercato del lavoro su cui ora dovrebbe concentrarsi l'attivita' riformatrice del Governo. Per il governatore crescita economica ed equilibrio del bilancio pubblico non possono che essere perseguiti congiuntamente. Non solo: 'alle istituzioni Ue si richiedono politiche che conferiscano robustezza alla costruzione, ma che sappiano anche rispondere alle sfide del tempo'.
Corruzione, criminalità, evasione fiscale, oltre a minare alla radice la convivenza civile, distorcono il comportamento degli attori economici e i prezzi di mercato, riducono l’efficacia dell’azione pubblica, inaspriscono il livello della tassazione per coloro che adempiono ai propri doveri, comprimono gli investimenti produttivi e la generazione di nuove occasioni di lavoro. Il buon funzionamento della pubblica amministrazione migliora l’operare dei mercati e la concorrenza, riduce i costi delle imprese, si riflette favorevolmente sulla qualità e sul costo dei servizi pubblici e, per questa via, sul carico fiscale. Da esso dipende l’efficacia delle riforme.
La dotazione di infrastrutture, in Italia è inferiore a quella dei principali paesi europei, influenza la produttività e le scelte di localizzazione delle imprese, la qualità della vita dei cittadini. I ritardi accumulati nei decenni passati più che l’insufficienza delle risorse riflettono inefficienze nel loro utilizzo, ma nell’ultimo quadriennio la spesa per investimenti pubblici è diminuita di quasi il 30 per cento. Al finanziamento delle infrastrutture, e alla stessa salvaguardia del territorio, possono concorrere in misura maggiore risorse europee e capitali privati, con benefici per l’edilizia, particolarmente colpita dalla recessione.

                       

RELAZIONE ANNUALE SUL 2013, 30 MAGGIO 2014 30-05-2014



( Giuseppe Schifini / 30.05.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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