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Regioni.it

n. 2574 - mercoledì 1 ottobre 2014

Sommario
- Sblocca-Italia: Galletti, pronto al confronto con le Regioni
- Rapporto PIT salute: cittadini in fuga dal Servizio sanitario
- Consiglio ministri 30 settembre aggiorna Def e delibera su leggi regionali
- Elezioni regionali: Emilia-Romagna al voto il 23 novembre
- Censis-Ibsa: 40% italiani favorevoli a fecondazione eterologa
- Piccole e grandi imprese: scarsa occupazione, bene manifatturiero

+T -T
Censis-Ibsa: 40% italiani favorevoli a fecondazione eterologa

Nascono sempre meno bambini

(Regioni.it 2574 - 01/10/2014) Sempre meno bambini per via della crisi e il 40% degli italiani è favorevole alla fecondazione eterologa. Il calo delle nascite è a -3,7% nell'ultimo anno: mai così pochi bambini. Sono alcuni dati rilevati da una ricerca realizzata dal Censis e dalla fondazione Ibsa. 
Il 40% degli italiani è quindi favorevole all'uso di gameti esterni alla coppia, il 35% alla diagnosi pre-impianto, il 14% all'utero in affitto, il 9,5% alla possibilità di scegliere il sesso del nascituro. Ma la ricerca targata Censis-Ibsa indica anche che per il 46% è giusto che i single possano avere figli e il 29% apre alla “genitorialità” per le coppie omosessuali.
Inoltre la maggioranza degli italiani è favorevole alla fecondazione omologa, mentre sull'eterologa c’è maggiore differenza di giudizio. “È d'accordo con l'uso di gameti esterni alla coppia il 40% degli italiani (tra i cattolici praticanti la percentuale scende al 30% e sale al 65% tra i non credenti), il 35% è favorevole alla diagnosi pre-impianto (il 29% tra i cattolici praticanti). Solo il 14% concorda con la possibilità di ricorrere alla maternità surrogata (il cosiddetto utero in affitto). E appena il 9,5% è favorevole alla possibilità di scegliere in anticipo il sesso del nascituro''.
Secondo sempre il rapporto Censis-Ibsa la maggioranza degli italiani è favorevole alla inseminazione omologa in vivo (l'85% del totale) e alla fecondazione omologa in vitro (73%).
Dall'inizio della crisi l'Italia ha 'perso' oltre 62mila nuovi nati l'anno, e la causa  principale del fenomeno, almeno nella percezione degli italiani, sono i motivi economici. Si è passati dai quasi 577mila nuovi nati del 2008 ai poco più di 514mila del 2013, il valore più basso da quando si fanno le rilevazioni. “Per l'83%  degli italiani la crisi rende più difficile la scelta di avere un figlio. E la percentuale supera il 90% tra i giovani fino a 34 anni”.
Mancano politiche a sostegno della famiglia. Il 61% degli italiani è convinto che le coppie sarebbero più propense ad avere figli se migliorassero gli interventi pubblici. Sgravi fiscali e aiuti economici diretti sono le principali richieste (71%), il 67% segnala l'esigenza di potenziare gli asili nido, il 56% fa riferimento ad aiuti pubblici per sostenere i costi per l'educazione dei figli (rette scolastiche, servizi di mensa o di trasporto.
C’è anche un fenomeno di scarsa informazione sulla infertilità. Il 45% degli italiani ammette di saperne poco e un ulteriore 15% afferma di non essere per nulla informato.

 



( Giuseppe Schifini / 01.10.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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