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Regioni.it

n. 2581 - venerdì 10 ottobre 2014

Sommario
- Fondi UE e patto di stabilità: Delrio, cercare flessibilità possibile
- Riforma Senato e Titolo V: critiche costituzionalisti
- Alluvione Genova: Burlando chiede lo stato di emergenza
- Riforma Pubblica Amministrazione: audizione della Corte dei Conti
- Pediatri: tutela salute bambini un variegato mosaico
- Istat: rapporto 2013 su agriturismi

+T -T
Riforma Pubblica Amministrazione: audizione della Corte dei Conti

Criticità su dirigenza e società partecipate

(Regioni.it 2581 - 10/10/2014) Nella riforma della Pubblica Amministrazione sono state rilevate dalla Corte dei Conti alcune criticità, in particolare in merito ai provvedimenti che interessano  la dirigenza e le società partecipare.
La riforma della P.A. sulla dirigenza “aumenta i margini di discrezionalità per il conferimento degli incarichi”, con un "insieme di elementi che potrebbero sacrificare l'autonomia dei dirigenti”. Ad evidenziarlo è stato il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, nel corso di un'audizione sulla delega PA al Senato. Comunque la riforma rappresenta un progetto "coraggioso e ambizioso", ma così "radicale" da rendere anche "più impegnativa la verifica degli effetti attesi".
Nel rendere così evidente la Corte la complessità dei provvedimenti messi in cantiere, e quindi di poter esaminare ora solo una parte delle conseguenze ordinamentali, si rilevano alcuni problemi conseguenti ad “alcune deleghe, in particolare sulla dirigenza e sulle società partecipate".
Sulle partecipate "bisognerebbe distinguere tra i diversi tipi". Tuttavia, nel complesso, per Squitieri il ddl rappresenta un progetto "coraggioso". Ma dalla prescrizione di due fasce di dirigenza si potrebbero avere nel corso del tempo un effetto contrario di quello voluto, quindi delle maggiori ricadute nei costi.
Infatti “dall'introduzione di un omogeneo trattamento fondamentale per l'unica qualifica dirigenziale, necessariamente più alto di quello attualmente previsto per la seconda fascia, non potranno che derivare maggiori costi a regime", con riferimento agli assunti con nuovi concorsi. La retribuzione d'ingresso infatti è oggi basata sulla fascia più bassa.
La Corte dei Conti quindi afferma che “Il taglio riformatore ambizioso e radicale avrebbe, forse, richiesto – ad avviso della Corte – un approccio più aperto nel riconsiderare gli stessi confini entro i quali opera l’Amministrazione centrale e locale. Un tema quello della riflessione sul perimetro sostenibile dell’intervento pubblico su cui la Corte si è più volte soffermata, considerandolo un percorso strategico ineludibile sulla via della revisione e razionalizzazione della spesa”.
Inoltre la Corte dei Conti che “L’estensione del ruolo unico anche ai dirigenti delle Regioni e degli enti locali viene ad incidere sulla materia riguardante l’organizzazione degli uffici, che l’attuale art. 117 della Costituzione attribuisce alla competenza esclusiva delle singole Regioni. La normativa in esame non esclude espressamente dall’applicazione del ruolo unico neppure il personale delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, che hanno ordinamenti particolari e comparti autonomi di contrattazione, nell’ambito di riserve statutarie ad intervenire sul trattamento economico e giuridico dei propri dipendenti. Anche con riferimento agli enti locali va valutata la compatibilità del nuovo sistema delineato, con il riparto di competenze fra Stato e Regioni previsto dal citato articolo 117 della Costituzione. Analoghe considerazioni valgono anche per il ruolo della dirigenza degli Enti locali che è disciplinato con legge regionale”.
La Corte dei Conti esprime "perplessità" sul tetto posto dalla delega Pa alla retribuzione di risultato, che dovrà mantenersi sotto il 15% del totale degli emolumenti, mentre secondo l'attuale disciplina dovrebbe essere "almeno il 30% della retribuzione complessiva". Per la Corte si tratta di un criterio "in controtendenza" rispetto alla "necessità di correlare una parte congrua del trattamento economico al raggiungimento degli obiettivi prefissati", ovvero, si potrebbe dire, al 'merito' del dirigente pubblico.
La Corte dei Conti ha già sottolineato la necessità di "assicurare la flessibilità dei modelli organizzativi e la salvaguardia di un'effettiva autonomia dei dirigenti nei confronti degli organi politici", in un quadro "basato sulla separazione tra indirizzo politico e attività gestionale". Squitieri quindi  avverte che invece "la riforma proposta non sembra garantire questo punto di equilibrio", aumentando la discrezionalità nel conferimento degli incarichi, "solo in parte temperata dalla previsione di requisiti legati alla particolare complessità degli uffici e al grado di responsabilità che i dirigenti sono chiamati ad assumere".
I principali aspetti critici sono: “l'abolizione della distinzione in fasce"; "la breve durata degli incarichi attribuiti; il rischio che il mancato conferimento di una funzione possa provocare la decadenza del rapporto di lavoro”.
Criticità sono evidenziate anche per le società a partecipazione pubblica. Per la Corte dei Conti "i criteri e i principi direttivi" in materia appaiono "molto ampi e non facilmente delimitabili", con il rischio che i successivi decreti possano essere "censurati per eccesso di delega". E per quanto riguarda la semplificazione delle procedure anticorruzione, la Corte dà il benvenuto alla riduzione degli "oneri burocratici", ma ricorda come sia arrivato il momento di "adeguare le misure di prevenzione della corruzione a quelle degli standard ormai consolidati in altri Paesi".

 

Tabella (redatta dall’Ansa) su retribuzioni manager Pa di prima fascia a tempo indeterminato. (La scheda distingue tra parte fissa (stipendio tabellare) e trattamento variabile (riconoscimento di risultato e voci accessorie). I valori sono inoltre suddivisi per comparto, con le agenzie fiscali (entrate, demanio e dogane) e gli enti pubblici non economici (dall'Inps all'Aci) che svettano. Le buste paga degli enti di ricerca (dal Cnr all'Istituto nazionale di Geofisica) sono invece le più leggere, comunque superiori ai 150mila euro. I dati, gli ultimi disponibili, si fermano al 2012).
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COMPARTO                             FISSO   VARIABILE   TOTALE

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Ministeri                                   97.829   77.845     175.673

Presidenza Consiglio Ministri        99.005   85.721     184.726

Agenzie fiscali                           97.073  115.700     212.773

Enti pubblici non economici          96.097  124.202     220.299

Enti di ricerca                            96.154   59.773     155.927

 

Riforma PA, Audizione Presidente Corte dei Conti, Squitieri - 09.10.2014



( Giuseppe Schifini / 10.10.14 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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