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Regioni.it

n. 2587 - lunedì 20 ottobre 2014

Sommario
- Lorenzin: fondo sanitario non può essere toccato senza una legge
- Chiamparino: Regioni devono fare la loro parte, ma anche i ministeri
- Welfare: nomenclatore tariffario, workshop il 21 ottobre
- Sanità: presentato programma nazionale esiti 2014
- Matera capitale europea della cultura 2019
- La "buona scuola": contributo al dibattito

Documento della Conferenza delle Regioni del 16 ottobre

+T -T
La "buona scuola": contributo al dibattito

Il rapporto trova l'apprezzamento di tutte le Regioni

(Regioni.it 2587 - 20/10/2014) Le Regioni intendono partecipare e contribuire al dibattito sul rapporto “la buona scuola” e auspicano che questo dibattito possa trovare anche una sede di confronto dove poter condividere idee, progetti, strategie, modelli organizzativi, ritenendo il “confronto” l'elemento fondamentale per promuovere il miglioramento continuo del sistema. Tanto più importante è il “confronto” in questa materia dell'istruzione, indicata, nella carta costituzionale, tra quelle materie dove Governo e Regioni sono chiamate ad esercitare competenze ispirate al principio di leale collaborazione, anche nel nuovo testo approvato in Senato l ’8 agosto 2014.
E' questa la premessa al documento approvato  dalla Conferenza delle Regioni il 16 ottobre che è stato illustrato dall'assessore della Regione Toscana, Emanuele Bobbio (vedi "Regioni.it n.2585) e che è stato pubblicato integralmente  nella sezione Conferenze del sito www.regioni.it :  CONTRIBUTO AL DIBATTITO SU 'LA BUONA SCUOLA'.
Il documento quindi spiega che "Proprio in considerazione del ruolo costituzionale ad esse attribuito, le Regioni hanno maturato in questi anni una vasta esperienza di governo del territorio, anche attraverso la realizzazione di progetti - riportati in appendice - quali esempi di best practices e di esperienze concrete di una buona scuola che, anche se non omogeneamente diffusa e poco conosciuta, esiste già nel territorio.
Il rapporto “la buona scuola” trova l'apprezzamento di tutte le Regioni.
Le Regioni condividono, in particolare, che “...l'istruzione è l'unica soluzione strutturale alla disoccupazione, l'unica risposta alla nuova domanda di competenze espresse dai mutamenti economici e sociali. Ogni investimento in istruzione e formazione è un investimento del paese su se stesso come leva per tornare a crescere e soprattutto che la scuola ha la potenzialità per guidare questa rivoluzione”.
Concordano pienamente sui 12 punti del documento: “mai più precari nella scuola”, “accesso per concorso”, “carriera in base a qualità valutazione e merito”, “formazione e innovazione”,” scuola in chiaro e semplificazione” “scuola digitale”, “nuove alfabetizzazioni”, “alternanza scuola – lavoro”, “la scuola per tutti”.
Le Regioni, tuttavia -anche in considerazione dei molti anni di esperienza di governo sul territorio - ritengono necessario porre all’attenzione del Governo i temi, di seguito riportati, che si considerano prioritari per realizzare 4
concretamente una “buona scuola”, che contempli tutti i segmenti dell’offerta formativa, compresi ad esempio gli IeFP, e che veda la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali che hanno responsabilità di governo in materia:
realizzare un modello di governance condiviso del sistema educativo, quale presupposto imprescindibile per rendere efficiente ed efficace l’azione di governo e coordinare al meglio gli interventi, attraverso: o la condivisione di regole di sistema, al fine di utilizzare al meglio le risorse disponibili, evitando duplicazioni e sovrapposizioni di ruoli, competenze e azioni;
- l’ individuazione di obiettivi comuni e target di convergenza che si intendono raggiungere in termini di sviluppo del sistema educativo e coesione dell’azione di governo ;
- l’individuazione di modalità condivise di raccordo interistituzionale che consentano il raggiungimento dei target fissati ovvero la verifica ed il monitoraggio delle azioni sul territorio al fine di rendere effettivamente fruibile su tutto il territorio nazionale l’offerta formativa. Al riguardo le Regioni mettono a disposizione, quale base per il confronto, le proposte operative allegate in appendice.
- la realizzazione di un sistema informativo attraverso la condivisione delle banche dati che permetta la verifica periodica del raggiungimento dei target.
descrivere un sistema di Livelli Essenziali di Prestazioni (LEP) - analogamente a quanto è stato fatto nella sanità - per poter definire con criteri oggettivi il fabbisogno formativo sulla base di uno standard condiviso e realizzare un sistema efficiente, razionale e sostenibile di riparto delle risorse nazionali ( di personale e finanziarie) ed un efficace sistema di controllo e valutazione dei risultati.
LA BUONA GOVERNANCE – PATTO PER LA SCUOLA
Al fine di realizzare concretamente una buona governance, si ritiene di assoluta importanza una chiara definizione delle competenze in materia di istruzione al fine di utilizzare al meglio l’apporto di tutti e di evitare l’inutile e dispendiosa “litigiosità” istituzionale che ha portato in 8 anni ad 8 sentenze della Corte costituzionale. Nelle more della riforma del titolo V della Costituzione – attualmente approvata dal Senato in prima lettura – che si auspica vada nella direzione sopra indicata, anche con l’impegno fattivo di ciascuno, le Regioni ritengono comunque necessario definire un modello di Governance multilivello fondato sui seguenti elementi da riprendersi nel patto educativo di cui al punto 2.5
1. individuazione delle regole di sistema, anche mediante la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e relativi costi standard.
2. Definizione congiunta di obiettivi misurabili e target di convergenza che si intendono perseguire per ciascuna regione con i tempi per il loro raggiungimento .
3. Individuazione delle modalità di raccordo interistituzionale per il raggiungimento dei medesimi target.
4. Definizione degli strumenti per verificare l’effettivo conseguimento dei target nei tempi definiti anche attraverso la realizzazione di un sistema informativo per il monitoraggio e la verifica .
La definizione di target di convergenza insieme agli strumenti per verificarne il conseguimento, descrivono un sistema teso alla responsabilità istituzionale e al miglioramento continuo delle politiche pubbliche.
Link al testo integrale:
Documento Approvato - CONTRIBUTO AL DIBATTITO SU 'LA BUONA SCUOLA'



( red / 20.10.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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