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Regioni.it

n. 2589 - mercoledì 22 ottobre 2014

Sommario
- Legge stabilità: Chiamparino, notizia incontro con Governo è positiva
- Dopo Lorenzin sulla sanità, Giannini: non si tagli TPL e istruzione
- Maroni: legge stabilità, soluzione sono i costi standard
- Audizione su statizzazione degli ex Istituti musicali pareggiati
- Assistenza per disabilità gravi: osservazioni su proposte di legge
- Strategia Europa 2020: contributo alla consultazione pubblica

+T -T
Dopo Lorenzin sulla sanità, Giannini: non si tagli TPL e istruzione

(Regioni.it 2589 - 22/10/2014) E’ tempo di legge di stabilità ed è anche il momento di un certo interventismo mediatico da parte dei Ministri più toccati dalla manovra.
Il Ministro della salute Lorenzin, il 20 ottobre, ha avvisato “le Regioni non possono intervenire direttamente sul Fondo sanitario, serve una legge dello Stato. Io sono per la difesa del Fondo, tagliarlo sarebbe l'ultima spiaggia” (vedi anche “Regioni.it” n. 2587).
Quasi una moral suasion per orientare le scelte future rispetto alla quale occorrerà poi vedere quale traduzione troverà nelle norme scritte della legge di stabilità e nelle analisi della Ragioneria Generale dello Stato.
Se da una parte non si deve toccare la sanità, dall’altra anche altri settori presentano aspetti di una certa delicatezza. E così dopo gli avvertimenti della Lorenzin, arrivano anche gli allarmi lanciati dal Ministro Stefania Giannini. Alle Regioni “dico di poter trovare voci di risparmio che non siano i trasporti e le borse per il diritto allo studio”. Il ministro dell'Istruzione, rispondendo ai cronisti sugli annunciati tagli delle Regioni al trasporto pubblico locale e alle borse allo studio, in seguito alla riduzione di risorse previste dalla legge di stabilità. “Francamente - ha aggiunto - mi sembra molto possibile che le Regioni, complessivamente, arrivino a risparmiare due miliardi”. Giannini si “augura decisamente” che le Regioni non facciano questi tagli perché, sottolinea, credo un bilancio regionale, che non so complessivamente a quanto ammonti, sicuramente” dispone di "cifre ben più ampie di quelle che sono le nostre".
Giannini ha ricordato "che a fronte di una situazione economica non solo italiana ma internazionale, europea, ancora molto complessa, il governo italiano ha disposto una legge di stabilità che non prevede manovre e addirittura mette misure per la crescita, parlo del mio settore, come investimenti imponenti e assolutamente inusitati nel paese; così come i ministeri, parlo del mio, hanno fatto uno sforzo ragionato, interno e possibile di risparmio di risorse che non erano e non sono destinate alla carne viva della scuola o dell'università o della ricerca”.
“Si pensi - ha proseguito - che il Miur ha un bilancio di 51 miliardi complessivo, aggredibile come quota al netto delle quote stipendiali. Tecnicamente noi avremmo circa sette miliardi, forse anche meno". "E abbiamo fatto - ha concluso – un risparmio netto di oltre seicento milioni, calcolando l'incidenza sul deficit che per le quote personale grava del 54%”.
Anche il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, ha provato, nel corso della trasmissione “diMartedì”, a fare alcuni conti: “un contributo le regioni lo devono dare, 4 mld sono il 2,8% della loro spesa. Non è una cifra enorme”. Secondo il commissario gli enti locali potrebbero "in linea di principio" aumentare le tasse, ma "spero e penso che non succederà. Ci sono i margini di riduzione della spesa e di efficientamento”. Cottarelli si è detto più volte convinto che i tagli "si possono fare" anche senza toccare i servizi sanitari oltre che senza aumentare le tasse a livello locale. "Si tratta di efficientare, compresa la sanità, non di tagliare i servizi - ha spiegato -. In linea di principio gli enti potrebbero aumentare le tasse, ma non credo che lo faranno perché prima o poi sono sottoposti al giudizio degli elettori". I quattro miliardi richiesti alle Regioni “si possono trovare riducendo gli sprechi e pagando di meno gli acquisti di beni e servizi”. Cottarelli ha quindi riproposto l'esempi, ormai classico, della siringa il cui prezzo oscilla da nord a sud: "Se faccio di nuovo questo esempio è perché il problema non è stato ancora risolto”, ha osservato. Il commissario ha infine specificato che attualmente le amministrazioni regionali stanno riducendo le spese per il personale grazie anche al blocco del turnover. Complessivamente la spesa delle Regioni tra il 2009 e il 2012 è diminuita del 16%, mentre quella della sanità "è rimasta costante in termini nominali. Considerando che in questo settore l'inflazione è tendenzialmente più alta rispetto agli altri, si tratta – ha puntualizzato - di un risultato notevole, superiore a quello di altri Paesi, ma ci sono comunque ancora dei margini".
Poi arriva un suggerimento dal commissario alla spending review: nella revisione della spesa regionale, le amministrazioni potrebbero partire dalla revisione del numero delle sedi, tema su cui “hanno già lavorato quest'estate”. Per esempio, ha spiegato, “il Piemonte ha una sede a Buenos Aires, forse non è proprio una priorità. Poi le Regioni hanno le sedi a Bruxelles e anche quelle sul territorio nazionale. Andrebbero razionalizzate". Ma quali sono le fonti del Commissario?  La Regione Piemonte "non ha mai avuto e non ha alcun ufficio proprio a Buenos Aires”, ha precisato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, dichiarandosi sorpreso nel riscontrare che "da fonte autorevole quale il Commissario alla Spending review Carlo Cottarelli provengano notizie non verificate e fuorvianti”. In realtà a Buenos Aires, precisa la Regione Piemonte, “sono stati attivati degli accordi di collaborazione con le locali Camere di commercio per favorire le attività estere di imprenditori piemontesi e monitorare progetti in corso, accordi peraltro cessati nel 2010. Attualmente la sola sede della Regione Piemonte all'estero - conclude Chiamparino - è quella di Bruxelles, risultato di un investimento e di una valorizzazione immobiliare complessivamente positiva”.


Cfr. anche:
http://www.la7.it/piazzapulita/rivedila7/piazzapulita-21-10-2014-138892
 
 
 


( Stefano Mirabelli / 22.10.14 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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