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Regioni.it

n. 2590 - giovedì 23 ottobre 2014

Sommario
- Legge di stabilità: incontro Governo-Regioni, si lavora su "lodo Chiamparino"
- Rossi: recuperare investimenti non spesi. Zaia: accelerare su costi standard
- Legge di stabilità: lavorare insieme per trovare soluzioni
- Posizione sulla riforma della pubblica amministrazione
- Legge stabilità: Maroni, Vendola, Spacca, Pigliaru, Serracchiani e Zingaretti
- Legge di stabilità: la lettera del Commissario UE all'Italia

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Legge stabilità: Maroni, Vendola, Spacca, Pigliaru, Serracchiani e Zingaretti

(Regioni.it 2590 - 23/10/2014) “Bene l'impegno di Matteo Renzi sui costi standard, è quello che avevo chiesto con forza: purché non rimanga una sua ennesima promessa non mantenuta". Lo scrive Roberto Maroni su Twitter a proposito dell'esito dell'incontro deli fra Regioni e Governo sui tagli annunciati con la legge di Stabilità. Il presidente della Lombardia si trova in viaggio a New York per un tour di promozione dell'Expo organizzato dalla Regione.
“E’ stato un incontro interlocutorio, sui principi siamo tutti d'accordo: è giusto che si applichino criteri ragionevoli, innanzitutto a partire dei costi standard: giusto anche che lo Stato faccia la sua parte, anche dal momento che l'operazione di taglio dell'Irap è finanziata interamente dalle Regioni. Resta la parte di sostanza. Però va strutturata una proposta che sia sostenibile altrimenti i principi sono belli ma si tagliano i servizi". Così il coordinatore della Commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia, che s ha partecipato all'incontro Governo-Regioni anche in rappresentanza della Regione Lombardia.
Secondo Garavaglia gli stanziamenti sulla sanità possono essere sfrondati fino al massimo a 1,5 miliardi “altrimenti c'è un effetto boomerang”. "Noi abbiamo fatto una serie di proposte al Governo - ha concluso - ora vedremo". (ANSA).
“Stiamo lavorando per rendere  sostenibile questa manovra finanziaria”, ha confermato il presidente della Sardegna Francesco Pigliaru. “ È un punto importante,  altrimenti ciò che lo Stato cerca di mettere a favore della crescita  viene annullato dal fatto che le Regioni rischiano invece di dover
tagliare investimenti, anch'essi destinati alla crescita o ai servizi  per i cittadini. Se tutti vogliamo lavorare per far uscire il Paese dalla stagnazione - ha detto Pigliaru -, dobbiamo fare in modo che ci sia coerenza fra i vari livelli del governo. Quindi, tale manovra deve essere  sostenibile. Ciò implica ragionare con le Regioni perché non si abbia  questo pericoloso effetto di rimbalzo sulle
politiche delle Regioni  stesse. Nei prossimi giorni si discuterà nel dettaglio dei temi  affrontati oggi - ha spiegato il presidente Pigliaru - e ci sono  importanti margini di ragionamento comune: la lotta contro gli  sprechi, per esempio, riguarda le Regioni, ma anche il Governo. Lotta  contro gli sprechi significa lotta per cercare i soldi da mettere a  correre per sviluppo e crescita''. Riportando le posizioni espresse dall'esecutivo Pigliaru ha aggiunto:  ''Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha dichiarato che i  tagli, che stiamo cercando di rendere sostenibili, saranno gli ultimi  con cui avranno a che fare le Regioni, perché dal 2016 non ci saranno  più. Questo ci dà una prospettiva che ci piace pensare davvero  credibile e affidabile”.
Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi “rafforza la mia fiducia sulla Legge di stabilità”, lo dice il  presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca. “Una manovra- sottolinea- che sceglie la via della crescita e che, come dice Renzi, introdurrà finalmente una logica di costi standard in luogo di tagli lineari che penalizzano Regioni virtuose come le Marche. Era quanto avevo auspicato sin dall'approvazione della Legge di stabilita' in Consiglio dei ministri: sì a nuovi sacrifici da parte delle Regioni, purche' modulati su una valutazione oggettiva, da parte del Governo, dei comportamenti virtuosi delle Regioni e basati sui parametri di produttività. L'obiettivo è razionalizzare la spesa a livello locale e nazionale, valutando i costi standard: e' questa la strada maestra e la sfida da perseguire per premiare i comportamenti virtuosi, evitare tagli lineari, modernizzare la pubblica amministrazione. Troppe, oggi, le penalizzazioni che colpiscono le Marche, Regione che da tempo ha imboccata la strada dell'efficientamento della spesa, del risparmio senza colpire i servizi. Regione che può vantare una delle migliori sanità in Italia, grazie ad una riforma che ha portato a sintesi il sistema, passando da 13 vecchie Asl, indipendenti e slegate, ad una governance coordinata con un'unica azienda regionale, l'Asur. Marche virtuose ma penalizzate da quei tagli lineari che il premier ha annunciato non saranno più il riferimento dei trasferimenti. Non è infatti più possibile, ad esempio, che per un servizio come il Trasporto pubblico locale le Marche ricevano dallo Stato 68 euro pro capite, mentre la vicina Umbria 110 e la Basilicata 130. O che lo Stato italiano trasferisca alla nostra regione 8.702 euro pro capite contro i 19.475 della Valle d'Aosta. La Regione Marche è dunque pronta a lottare contro ogni spreco e a confrontare i propri conti con quelli delle altre regioni sui costi standard e quindi sui comportamenti più virtuosi”.
“Questa manovra, che si cumula alle manovre precedenti per un totale di 6 miliardi e 250 milioni di euro, si abbatte come un ciclone, non sulle spese dei consigli regionali, bensì sulle spese che riguardano gran parte del welfare e dei servizi sociali". Lo afferma in una nota il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al termine dell'incontro che le Regioni hanno avuto a Roma con il Governo in relazione ai tagli previsti dalla Legge di stabilità.
“Ora si apre un tavolo tecnico - aggiunge - Il governo è disponibile a vedere le proposte che le Regioni sono in grado di fare per rendere più razionale l'impatto. Tuttavia, io ancora non riesco a capire bene come questo tavolo tecnico possa impedire che il ciclone si abbatta sui cittadini. Vedremo. Per me continua ad essere una manovra del tutto insostenibile - ha aggiunto Vendola - l'oggetto di fondo resta l'entità della manovra. Restano i 6 miliardi e 250 milioni che, per la Puglia, significa 350 milioni di tagli. Io sto parlando come Presidente di Regione che rispetta il principio costituzionale della leale collaborazione con il governo. Quello che mi preoccupa quindi - ha detto ancora - è evitare danni ai cittadini che io amministro. Questa è l'angoscia e l'ossessione fondamentale per me, cioè come ridurre i danni. Se i tagli sono razionalizzazione e pulizia va bene – ha concluso Vendola - ma dubito che ce la si possa cavare, a fronte di una manovra di oltre 6 miliardi, rendendo le tabelline più pulite. Il rischio piuttosto sarà quello di rendere i servizi sociali più scadenti o addirittura inesistenti”.
Per la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani si è trattato di “un incontro utile e costruttivo che ha posto le premesse di un dialogo sereno tra Regioni e Governo”.  “Ci siamo trovati tutti d'accordo - ha spiegato Serracchiani - sul fatto che ci sono sprechi che possono e devono essere eliminati, riqualificando la spesa e utilizzando al meglio i soldi dei cittadini. Le proposte delle Regioni saranno presentate più in dettaglio nel corso della prossima settimana: ci sono dei margini di manovra importanti e c'è un impegno da parte di tutti a fare la propria parte". Riguardo al criterio dei costi standard, Serracchiani ha ricordato che "pur non essendo obbligatorio per il Friuli Venezia Giulia, qui abbiamo già imboccato per conto nostro quella strada quando abbiamo fatto la riforma della Sanità, inserendo i costi di finalizzazione dei servizi, che equivalgono - ha concluso - ai costi standard".
“Mi sembra che l'incontro si sia mosso nel giusto clima. Si è partiti col piede giusto, c'è la comprensione che siamo tutti dentro la stessa sfida e che lavorando insieme si possano ottenere risultati migliori . Le Regioni, compreso il Lazio, vogliono essere assolutamente parte di questa sfida”, ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al Salone del Gusto di Torino. “Noi abbiamo ereditato una Regione dove c'era tantissimo da farsi perdonare, perché per troppi anni, e non mi riferisco soltanto agli ultimi, purtroppo c'e' stato un saccheggio vergognoso delle risorse pubbliche, da parte di una alleanza tra cattiva e politica e cattiva economia" ha osservato Zingaretti, sottolineando che pero' ora "abbiamo voltato pagina, grazie a tutto il consiglio regionale, opposizione compresa. In un anno - ha concluso Zingaretti - abbiamo prodotto circa un miliardo di spending review, segno  che il Lazio sta cambiando". "Ora  seguiremo con il presidente Chiamparino le tappe di questa trattativa. Nessuno si vuole sottrarre alle proprie responsabilità. Anzi chiediamo che si valorizzi chi merita e si punisca chi non ha razionalizzato”. 


( Stefano Mirabelli / 23.10.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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