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Regioni.it

n. 2593 - martedì 28 ottobre 2014

Sommario
- Svimez: Rapporto sull'economia del Mezzogiorno 2014
- Rapporto Svimez 2014: commenti di Delrio, Vendola e Lanzetta
- Conferenza Stato-Regioni per giovedì 30 ottobre
- Il 30 ottobre Conferenza Unificata
- Legge di stabilità: Maroni e Zaia su proposte Regioni
- Delrio e Lanzetta su legge di stabilità

+T -T
Rapporto Svimez 2014: commenti di Delrio, Vendola e Lanzetta

(Regioni.it 2593 - 28/10/2014) Per Delrio “la crescita del Pil del Mezzogiorno diventa il tema centrale per il Paese. L'Italia sarà quello che sarà il Sud”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio dichiara al convegno organizzato dallo Svimez sul Rapporto 2014 dedicato al Sud.
Quindi Delrio aggiunge: “Garantiremo che nel 2015 nessuna Regione debba diminuire la spesa fondi europei per il patto di stabilità”.
Il riferimento è ai 500 milioni di cofinanziamento dei fondi Ue reinseriti dal Governo nel patto di stabilità.
Delrio sul taglio alle regioni per co-finanziare i progetti sostenuti dai fondi europei, spiega: "avevamo concordato con il ministro dell'Economia Padoan di elevare a un miliardo e 200 milioni la quota per il 2015". "Purtroppo - continua Delrio - si è dovuta prendere una decisione diversa dopo la lettera dell'Ue. Posso però assicurare che nonostante il taglio non si bloccherà alcun investimento previsto dalle Regioni e che, come lo stesso Padoan mi ha assicurato, i 500 milioni verranno recuperati quanto prima e ridestinati al loro originario obiettivo".
“Dobbiamo mettere le Regioni nelle condizioni di spendere e di spendere presto. Garantiremo anche - afferma Delrio - che le opere non siano bloccate da lungaggini burocratiche”.
E per quanto riguarda proprio le infrastrutture al Sud, Delrio precisa che "prima di spendere 5 miliardi per l'alta capacità Napoli-Bari occorre verificare con attenzione tutta la progettazione. E lo stesso vale per la Salerno-Reggio Calabria. Sono opere prioritarie, le faremo come abbiamo indicato nel decreto Sblocca Italia: ma non vogliamo partire con il piede sbagliato".
Delrio fa anche un annuncio in merito al programma Garanzia Giovani, e in particolare per quel che riguarda l’attuazione e la gestione della regione Calabria: "togliamo la facoltà alla Calabria di gestire il programma garanzia giovani perché non è possibile che con 14.000 iscritti non abbia fatto ancora nessun colloquio. Quei soldi li riprogrammiamo".
L’assessore regionale della Calabria al lavoro, formazione professionale e politiche sociali Nazzareno Salerno, ha risposto a Delrio affermando che “Proprio secondo i dati ufficiali del Ministero del Lavoro al 27 ottobre sono 12008 i neet registrati, di cui 6984 sulla piattaforma regionale in vigore dal 1° luglio. I convocati dai Centri per l’Impiego ammontano a 3262 unità ed i Patti di attivazione siglati sono 730. I neet profilati sono 1428. Nell’incontro bilaterale dello scorso 21 ottobre tra la Regione Calabria ed il Ministero del lavoro – ricorda Nazzareno Salerno - è emerso che lo stato di attuazione del Programma garanzia giovani ha raggiunto i livelli delle migliori regioni italiane”.
Delrio aveva sottolineato come non sia possibile che “ci siano regioni come La Puglia che ha fatto già 7.000 colloqui e regioni come la Calabria che ne hanno fatti zero”.
Per Nichi Vendola, presidente della regione Puglia, si deve contrastare l'immagine di un Mezzogiorno incapace di utilizzare i fondi Ue. "C'è una diffamazione costante del Sud - ha detto Vendola a margine del convegno Svimez - la mia Regione è la migliore per performance di spesa comunitaria, tra le tre peggiori c'è il Piemonte. La verità è che i trasferimenti dello Stato verso il Sud sono andati a diminuire e i fondi strutturali che dovevano essere aggiuntivi hanno finito per surrogare i mancati trasferimenti dello Stato".
Per Vendola “un taglio di 500 milioni di euro al cofinanziamento della spesa Ue per i progetti nelle regioni vuol dire farci saltare letteralmente per aria dal 2015. E' come dire che dopo che è finita la finanza ordinaria con il taglio ai trasferimenti statali finisce anche quella straordinaria”.
"Le regioni – sottolinea Vendola - hanno molte colpe, dobbiamo essere giudici spietati di noi stessi, ma il meridionalismo è una necessità per leggere la crisi e trarne soluzioni".
Il ministro per gli affari regionali, Maria Carmela Lanzetta, ha citato ad esempio  il caso della Puglia. "Nichi Vendola, ha ben spiegato come sui fondi Ue, sul welfare, sui servizi sanitari, sul tpl, la sua Regione ha dimostrato come la Puglia si differenzi dalle altre regioni del sud. Mettendo in rete i centri studi, le autonomie locali, il sud potrebbe a breve ricominciare ad essere una forza propulsiva ed essere motore della ripartenza di tutto il paese. Perchè la crisi che ha colpito tutta l'Italia non può fare a meno di un sud vivo, che trova al suo interno quella forza e quella capacità per cominciare a produrre e a svilupparsi”.


( Giuseppe Schifini / 28.10.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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