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Regioni.it

n. 2595 - giovedì 30 ottobre 2014

Sommario
- Legge di stabilità: Regioni chiedono un tavolo tecnico sulle loro proposte
- Legge di stabilità: Regioni pronte al confronto con il Governo (1)
- Legge di stabilità: Regioni pronte al confronto con il Governo (2)
- Istat: reddito e condizioni di vita in Italia
- Caligiuri e Lolli: bene Franceschini su risorse per turismo
- Audizione su riforma lavoro: le posizioni di Nappi e Aprea

+T -T
Istat: reddito e condizioni di vita in Italia

Al Sud maggior rischio povertà

(Regioni.it 2595 - 30/10/2014) Sempre più poveri in Italia. Il 28,4% delle persone è a rischio povertà o esclusione sociale. E' quanto emerge dall'indagine Istat 'su reddito e condizioni di vita' nel 2013.
Cala ancora il dato rispetto all’anno precedente. Rispetto al 2012, l'indicatore diminuisce di 1,5 punti. Il rischio povertà o esclusione diminuisce tra gli anziani soli, (dal 38,0% al 32,2%), ma c'è stato un peggioramento tra le famiglie con tre o più figli: dal 39,8% si sale al 43,7%.
Il rischio di povertà o esclusione sociale mostra la diminuzione più accentuata al Centro e al Nord (-7,7% e -5,9% rispettivamente), mentre nel Mezzogiorno, dove si registra una diminuzione del 3,7%, il valore si attesta al 46,2% (più che doppio rispetto al resto del Paese).
La diminuzione della grave deprivazione, rispetto al 2012, è determinata dalla riduzione della quota di individui in famiglie che, se volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 16,8% al 14,2%), di coloro che non riescono a sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 42,5% al 40,3%) o non hanno potuto riscaldare adeguatamente la propria abitazione (dal 21,2% al 19,1%).
Oltre che nel Sud e nelle Isole, valori elevati dell’indicatore si osservano tra le famiglie numerose (39,8%), con un solo percettore (46,1%), con fonte di reddito principale proveniente da pensione o altri trasferimenti (34,9%) e tra quelle con altri redditi non provenienti da attività lavorativa (56,5%); è inoltre più elevato tra le famiglie con reddito principale da lavoro autonomo (30,3%) rispetto a quelle con reddito da lavoro dipendente (22,3%).
Il reddito mediano delle famiglie che vivono nel Mezzogiorno è pari al 74% di quello delle famiglie residenti al Nord (per il Centro il valore sale al 96%).
Il 20% più ricco delle famiglie residenti in Italia percepisce il 37,7% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta il 7,9%.

 

Reddito e condizioni di vita



( Giuseppe Schifini / 30.10.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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