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Regioni.it

n. 2597 - lunedì 3 novembre 2014

Sommario
- Legge di Stabilità, Corte dei Conti: Chiamparino, bene controlli
- Trasporto pubblico locale: Regioni, subito le risorse per il 2014
- Caldoro: criticità spesa fondi UE interessa anche programmi nazionali
- Fondo politiche attive per il lavoro: il parere sul decreto
- Istat: Audizione sulla Legge di Stabilità
- Strategia per cambiamenti climatici: parere su documento ministero

Documento della Conferenza delle Regioni del 30 ottobre

+T -T
Fondo politiche attive per il lavoro: il parere sul decreto

(Regioni.it 2597 - 03/11/2014) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 30 ottobre, ha approvato un documento sul decreto che stabilisce le iniziative finanziabili a valere sul fondo per le politiche attive del lavoro al fine di favorire il reinserimento lavorativo.
Nel loro documento le regioni lamentano un notevole appesantimento burocratico in relazione all’entità delle risorse disponibili e formulano una serie di osservazioni e di proposte emendative al termine delle quale ribadiscono un parere favorevole “condizionato”, sottolineando che “in caso di mancato accoglimento di tali richieste il parere è da intendersi negativo”.
Il testo di tale documento è stato pubblicato sul sito www.regioni.it (sezione “Conferenze”) ed è stato consegnato al governo nel corso della Conferenza Stato-Regioni tenutasi lo stesso 30 ottobre.
Punto 7) Odg Conferenza Stato-Regioni
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, esaminato lo schema di decreto, ritiene che la procedura in esso definita per accedere alle risorse del Fondo per le politiche attive del lavoro (FPA) comporti un notevole appesantimento burocratico in relazione all’entità delle risorse disponibili.
La Conferenza esprime, pertanto, un parere favorevole condizionato ad una riscrittura dello schema di decreto, che superi il meccanismo dell’invio dei progetti da parte delle Regioni al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, così come previsto dall’articolo 3 della bozza di decreto, mediante:
• l’attribuzione delle risorse alle Regioni secondo criteri di riparto, impegnando le Regioni stesse ad utilizzarle per l’attuazione degli interventi e delle finalità di cui all’articolo 2 della bozza di decreto e prevedendo in capo al Ministero uno strumento per verificare l’efficace utilizzo delle risorse stesse;
• la previsione che gli interventi ammissibili siano compatibili con i sistemi di politica attiva presenti nelle singole Regioni;
• la previsione che la definizione del contratto di ricollocazione sia definito dalla normativa regionale, ai sensi dell’articolo 1, comma 215, della Legge n.147 del 2013, non essendo altrimenti definito dalla legislazione vigente.
Va, quindi, riformulato l’articolo 3, togliendo ogni riferimento alla presentazione delle domande per accedere al contributo ed introducendo il riparto alle Regioni da utilizzare attraverso piani di intervento regionale.
In caso di mancato accoglimento di tali richieste il parere delle Regioni è da intendersi negativo.


( red / 03.11.14 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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