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Regioni.it

n. 2599 - mercoledì 5 novembre 2014

Sommario
- Legge di stabilità: Corte dei conti, contributo chiesto a ministeri "è limitato"
- Garavaglia: Legge di Stabilità, tagli insostenibili e irragionevoli
- Legge di stabilità: Pisauro, nel 2015 risorse da tagli ad enti territoriali
- Serracchiani spiega Intesa Stato-Friuli Venezia Giulia
- Delrio su fondi UE: assegnati quando sono pronti i progetti
- Una manovra difficile da sostenere per Regioni ed enti locali

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Legge di stabilità: Corte dei conti, contributo chiesto a ministeri "è limitato"

Squittieri: quanto "richiesto alle Regioni appare molto impegnativo"

(Regioni.it 2599 - 05/11/2014) “Con il disegno di legge di stabilità, ora all’esame del Parlamento, il contributo richiesto ai ministeri in termini di riduzione della spesa è limitato”, parola di Raffaele Squittieri, Procuratore generale della Corte dei conti.
“Nel quadro complessivo – ha spiegato Squittieri, nel corso dell’audizione parlamentare del 3 novembre – il contributo assegnato ai ministeri è, infatti, di 2,3 miliardi nel 2015 e di circa 2,4 miliardi nel 2016 e nel 2017.
Va rilevato – prosegue il Procuratore - che tale importo deriva, per il 2015, da riduzioni di spesa corrente dell’ordine di 1 miliardo, da una minore spesa in conto capitale per poco meno di 900 milioni e da maggiori entrate nette per quasi 400 milioni.
Insomma “in termini di spesa l’obiettivo di riduzione è dell’ordine di 1,9 miliardi per il 2015”.
Quanto alle Regioni, Squittieri è, se possibile, ancora più chiaro.
“Il concorso delle regioni agli obiettivi di finanza pubblica è affidato a tre diversi interventi:
1) una modifica delle disposizioni introdotte con il DL 66/2014 volta ad incrementare per gli anni 2015-2018 la riduzione di risorse a disposizione delle regioni a statuto ordinario per circa 3,5 miliardi e delle regioni a statuto speciale per 548 milioni. Definito il riparto per le Regioni a statuto speciale, per le ordinarie è prevista una determinazione in sede di auto-coordinamento e, in mancanza, una applicazione dei tagli da parte dello Stato, ivi comprese anche le risorse destinate al finanziamento della sanità;
2) il passaggio al pareggio di bilancio delle regioni a statuto ordinario dal 2015, con conseguente ridefinizione di alcune voci e importi da ricomprendere nei saldi;
3) l’abolizione del Patto di stabilità sempre per le Regioni a Statuto ordinario, con la conseguente riscrittura del sistema sanzionatorio con riferimento ai saldi, la ridefinizione delle somme relative a particolari spesa da escludere dagli equilibri perché già escluse dai limiti del Patto, la revisione delle modalità di funzionamento dei Patti orizzontale e verticale.
Infine a coloro che hanno messo indubbio l’insostenibilità dei tagli alle Regioni, arriva una rispsosta indiretta dalle parole usate da Raffaele Squittieri:”il contributo richiesto alle Regioni appare molto impegnativo anche tenuto conto che si aggiunge a quello già previsto con il DL 66. Esso comporterebbe in un solo anno una riduzione del 15 per cento della spesa “aggredibile” (quella al netto dei trasferimenti alle altre amministrazioni pubbliche e alla sanità). Va osservato che tale intervento si colloca a valle dei tagli di risorse introdotti negli ultimi anni, che hanno portato ad una flessione delle spese dirette regionali (al netto dei trasferimenti ad altre PA) di circa il 10 per cento nell’ultimo triennio”.


( sm / 05.11.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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