Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2599 - mercoledì 5 novembre 2014

Sommario
- Legge di stabilità: Corte dei conti, contributo chiesto a ministeri "è limitato"
- Garavaglia: Legge di Stabilità, tagli insostenibili e irragionevoli
- Legge di stabilità: Pisauro, nel 2015 risorse da tagli ad enti territoriali
- Serracchiani spiega Intesa Stato-Friuli Venezia Giulia
- Delrio su fondi UE: assegnati quando sono pronti i progetti
- Una manovra difficile da sostenere per Regioni ed enti locali

+T -T
Una manovra difficile da sostenere per Regioni ed enti locali

(Regioni.it 2599 - 05/11/2014) Sulla legge di stabilità si stanno moltiplicando i giudizi e nella ridda delle opinioni trovano spazio, come sempre, semplificazioni che non aiutano a comprendere la reale portata della manovra, né tantomeno le sue effettive conseguenze. In questo contesto anche gli allarmi lanciati dalle Regioni e dai Comuni e la conseguente ricerca di un confronto con il Governo - con l’obiettivo dichiarato non di mettere in discussione i saldi, ma di verificare le possibilità di una loro diversa articolazione - rischiano di non trovare un’adeguata attenzione
Per quanto riguarda le Regioni può tornare utile ricapitolare le osservazioni e le constatazioni tecniche da cui è partita la Conferenza delle Regioni da quando ha preso in esame i contenuti della manovra.
Il primo dato che va considerato è relativo al pregresso, ovvero al sacrificio sostenuto dalle amministrazioni regionali a causa delle più recenti finanziarie. Si dice e si sostiene che non si intende tagliare il fondo sanitario. Ebbene tra il 2009 e il 2012 la spesa primaria regionale – ovvero ciò che spendono le Regioni “al netto” della sanità è stata ridotta del 38,5%, un dato che diventa macroscopico se si considera che questa stessa spesa (che non include come si è detto la sanità)aveva nel 2012 un peso percentuale del 4,5% sulla spesa primaria dell’intera Pubblica Amministrazione. Ed è utile ricordare che la riduzione della spesa primaria delle amministrazioni centrali, che invece incide per il 24%, è stata del 12,2%. A questi dati vanno aggiunte le conseguenze delle manovre del 2013 e del 2014 - circa 1,75 miliardi secondo quanto riferito dal presidente Sergio Chiamparino nel corso dell’audizione parlamentare del 4 novembre (cfr. Regioni.it n. 2598) – e la perdita di gettito derivante dalle manovre nazionali, circa 4,5 mld.
Da dove scaturiscono le analisi di partenza dei tecnici della Conferenza delle Regioni? La fonte non è certo di parte poiché si tratta di dati resi noti nel rapporto della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale inviato alla Conferenza permanente per la finanza pubblica il 23 gennaio 2014.
Tesi avvalorate da alcuni passaggi delle audizioni del Procuratore generale della Corte dei conti, Raffaele Squittieri (vedi notizia precedente), e del Presidente dell’ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro (vedi notizia precedente).
Una situazione resa ancora più pesante dal controllo che lo Stato esercita sulle spese regionali attraverso il patto di stabilità. Non va dimenticato che il patto di stabilità interno per le Regioni si “esplica” con un tetto di spesa che incide direttamente sulla riduzione dell’indebitamento netto dello Stato. Per le sole Regioni a statuto ordinario il conseguimento degli obiettivi del patto ha determinato una riduzione delle risorse di competenza dal 2010 al 2013 del 43,7 %.
Il Ddl di stabilità chiede per l’anno 2105 alle Regioni 4 miliardi di tagli (quasi 3,5 alle regioni a statuto ordinario poco più di 500 milioni alle Regioni a  statuto speciale), 1 miliardo alle Province e 1,2 miliardi ai comuni. Il totale del concordo richiesto agli enti territoriali è di 6,2 miliardi. A cui si devono aggiungere, sempre nel 2015 per quanto riguarda le Regioni, gli effetti del DL 66/2014 pari a poco più di 1 miliardo e quelli del DL 95/2012 pari a più di 2,8 miliardi. Il concorso delle Regioni alla riduzione della spesa pubblica ammonta quindi ad un totale di più di 7,8 miliardi. Una “stretta” che diventa ancora più netta se si aggiunge l’effetto derivante dalla perdita di gettito Irap (certificata nel suo complesso nell’audizione del Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, vedi “Regioni.it” n. 2598) che per quanto riguarda le Regioni a statuto ordinario ammonta a circa 450 milioni destinati in gran parte al ripiano dei disavanzi in sanità.
Un quadro che si completa se si aggiunge – come ha sottolineato il presidente Chiamparino nel corso dell’audizione alla Camera (vedi “Regioni.it” n.2598) – “una cosa che pochi considerano”, ovvero “il fatto che le Regioni a differenza di altri livelli dell’amministrazione dello Stato hanno anticipato al 2015 il raggiungimento del bilancio e questo equivale ad un effetto riduttivo della capacità di spesa di circa 2,8 miliardi”.
L’altra “faccia della medaglia” è che i tagli a ministeri del ddl di stabilità ammontano a poco più di 2,3 miliardi, quando la spesa primaria dello Stato è di circa 157 miliardi.
In questo quadro le Regioni stanno comunque cercando un terreno di confronto con il Governo (vedi notizia precedente) partendo proprio dal concorso positivo che le Regioni stesse intendono dare alla manovra di finanza pubblica.
Un obiettivo perseguibile – come sottolineato nell’agenda che la Conferenza delle Regioni ha sottoposto al Governo (vedi “Regioni.it” n. 2598) – anche attraverso la “riqualificazione della spesa corrente”, compresa la spesa sanitaria e le società partecipate - e con “maggiori investimenti anche in edilizia sanitaria”.  Secondo le Regioni potrebbero poi essere rilanciati “gli investimenti pubblici attraverso l’esclusione dal pareggio di bilancio degli impegni in conto capitale non rilevanti ai fini dell’indebitamento netto”. Un’altra partita è quella relativa alla possibile “accelerazione dei pagamenti” che può essere determinata “attivando una sinergia istituzionale tra Stato, Regioni ed enti locali. mediante il Patto di Stabilità verticale incentivato” con l’obiettivo di immettere liquidità a favore delle imprese per gli investimenti pubblici. Ulteriori risultati potrebbero essere ottenuti attraverso “l’anticipazione dell’applicazione dell’equilibrio di bilancio al 2015” e l’ottimizzazione flussi finanziaridelle risorse regionali stanziate nel bilancio dello Stato”. Infine utilità particolari potrebbero derivare “dall’efficientamento e dalla razionalizzazione del fondo nazionale trasporti, nonché da “proposte per la riqualificazione della spesa corrente attraverso l’estensione dell’applicazione dei costi standard anche alle Amministrazioni centrali”.

- Legge di stabilità: appunti tecnici per l'audizione parlamentare della Conferenza delle Regioni del 4 novembre della Conferenza delle Regioni
Da "Regioni.it" n. 2598


( Stefano Mirabelli / 05.11.14 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top