Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2600 - giovedì 6 novembre 2014

Sommario
- Ocse: nelle previsioni economiche l'Italia resta indietro
- Fassino rieletto Presidente dell'Anci
- Rifinanziato Fondo per le non autosufficienze con 400 milioni
- Salute minori: controllo prodotti alimentari nei distributori automatici
- Politiche sociali: proposto un patto da affiancare alla legge di stabilità
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di ottobre

+T -T
Ocse: nelle previsioni economiche l'Italia resta indietro

Renzi: se l'Eurozona cambia, può tornare a crescere

(Regioni.it 2600 - 06/11/2014) “La debolezza di Germania, Francia e Italia ha annullato i miglioramenti nella periferia”. L’economia dell’Europa rallenta, è quasi ferma, e la colpa è dei cosiddetti grandi Paesi, Germania, Francia e Italia in particolare.
Si ritorna a parlare così di rischio stagnazione nelle previsioni dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: “la zona euro sta rallentando fino a fermarsi e rappresenta un rischio per la crescita mondiale”.
L'Ocse inoltre rileva anche che la disoccupazione resta alta e l'inflazione è ancora lontana dall'obiettivo.
I debiti dei grandi Paesi sono troppo alti e non riescono a ripartire. L'Italia è in fondo alla classifica tra i Paesi del G20, preceduta solo dalla Russia. Il Pil crescerà dello 0,2% nel 2015 e dell'1% nel 2016. Lo Jobs Act può far crescere l'Italia e può creare nuova occupazione ma agli annunci devono seguire i fatti. Comunque migliorano le previsioni di crescita dell'Italia, rispetto a quelle precedenti, ma la vera ripresa arriva nel 2016.
La Russia che il prossimo  anno dovrebbe vedere una crescita zero del suo Pil, nel 2016 dovrebbe mettere a segno un netto rimbalzo al +2,0%. In cima alla classifica la Cina con +7,1% nel 2015 e +6,9% l'anno seguente (OCSE Economic Outlook).
Il segretario generale dell'OCSE, Angel Gurría (il discorso), ha sostenuto che (“Financial risks remain high and may increase market volatility in the coming period") i rischi finanziari restano elevati e possono aumentare la volatilità del mercato nel prossimo periodo. Vi è un aumento del rischio di stagnazione nell'area dell'euro. I paesi devono impiegare tutte le politiche di riforma monetaria, di bilancio e strutturali a loro disposizione per affrontare tali rischi e sostenere la crescita”.
La crescita del PIL mondiale dovrebbe raggiungere un tasso del 3,3% nel 2014 prima di accelerare al 3,7% nel 2015 e del 3,9% nel 2016.
Tra le principali economie avanzate, il recupero rimane robusto negli Stati Uniti, che si prevede una crescita del 2,2% nel 2014 e di circa il 3% nel 2015 e 2016. La crescita nella zona euro dovrebbe salire lentamente, dal 0,8% nel 2014 al 1,1% nel 2015 e dell'1,7% nel 2016. In Giappone, la crescita continuerà ad essere influenzato da aumenti delle tasse di consumo, e dovrebbe essere dello 0,9% nel 2014, 1,1% nel 2015 e 0,8% nel 2016.
In questo scenario economico la Bce (la banca centrale europea) annuncia che è comunque pronta a “ulteriori misure non convenzionali”, anche se quelle già prese dovrebbero portare l'inflazione gradualmente verso il 2%. Anche per Draghi  ci sono segnali che indicano una revisione al ribasso delle previsioni economiche. Sulla crescita pesano alta disoccupazione e anche rischi geopolitici che frenano la fiducia. ( Read the speech )
Per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, “i dati Ocse che dicono che l'Eurozona è il problema dell'economia mondiale, sono molto tristi da un lato e incoraggianti dall'altro perché dimostrano che se l'Eurozona cambia, può tornare a crescere anche l'economia mondiale. Perciò in Italia stiamo facendo una battaglia perché l'Europa cambi”.



( Giuseppe Schifini / 06.11.14 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top