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Regioni.it

n. 2607 - lunedì 17 novembre 2014

Sommario
- Chiamparino: via dal patto di stabilità spese contro dissesto idrogeologico
- Dissesto idrogeologico: interventi di Burlando, Zaia, Rossi e Maroni
- Serracchiani su dissesto territorio e concessionarie autostrade
- Delrio: Governo farà un piano nazionale sul dissesto idrogeologico
- Maroni: legge impedisce di assumere personale negli ospedali
- 19 novembre: Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

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Dissesto idrogeologico: interventi di Burlando, Zaia, Rossi e Maroni

(Regioni.it 2607 - 17/11/2014) “I problemi complessi non si risolvono con semplici esternazioni”, così il presidente della regione Liguria, Claudio Burlando, sulle polemiche relative ai danni provocati dal maltempo e alle conseguenti politiche sul territorio per il dissesto idrogeologico.
Burlando quindi aggiunge in un’intervista a “la Repubblica” che “il consenso evapora presto, se non si affrontano i problemi a fondo”.
“Se il problema è la politica del territorio fatta dalle Regioni, - afferma Burlando - perché il governo non elabora subito una legge urbanistica nazionale? Che valga per tutti, che fissi dei principi inderogabili. Conservazione del territorio, riqualificazione degli immobili”.
Per Burlando “il vero problema in questi vent'anni sono stati i condoni: e quelli li hanno fatti i governi, sbugiardando i sindaci. Tra condoni e piani casa, da Roma sono venute solo spinte alla deregulation. Dopo questo ennesimo disastro naturale, Renzi potrebbe finanziare la messa in sicurezza ma assicurarsi anche che si ricominci da zero. Secondo regole chiare, scritte con la collaborazione delle Regioni e dell'Anci. Per rimettere a posto, e impedire che si facciano danni futuri. Io ci sto”.
“Le nostre città - spiega Burlando - sono figlie della ricostruzione post-bellica, del boom economico. Sarebbe bello liberare dal cemento la foce del torrente Bisagno. Però siamo a Genova, non in Cina: non posso deportare diecimila abitanti. Ma posso fare uno scolmatore per deviare le acque”.
“ll presidente Renzi – dichiara il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia - prima di dare  lezione alle Regioni, cominci lui a liberare dai vincoli del patto di stabilità, i fondi per la sicurezza del territorio e contro il  dissesto idrogeologico”. Per Zaia "se la soluzione al dissesto idrogeologico italiano è quella di lanciare accuse alle Regioni e agli Enti Locali, come purtroppo sta facendo il Premier Renzi, vedo un  futuro nerissimo, quando invece servirebbe lavorare sodo, progettando, finanziando, realizzando”.
“Il Veneto ha dei fondi a disposizione, ma non li può spendere”, ha sottolineato Zaia, ricordando che “la Regione ha messo a  punto, tra il 2010 ed il 2011, dopo l'alluvione di 4 anni fa,  un  piano da 2 miliardi e 700 milioni”, ma dall’allora Governo sono arrivati solo 300 milioni. “Ciononostante – dichiara sempre Zaia - stiamo  portando a compimento 925 opere e numerose casse di espansione, fra  gli interventi più strategici - ha puntualizzato Zaia - Certo, ci  vuole un piano Marshall per far fronte a tutte le esigenze. Il Governo dismetta altri interventi e per alcuni anni investa tutto nella  sicurezza dell'ambiente”.
Anche il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, sostiene che ognuno deve fare la sua parte e assumersi le proprie responsabilità: “Bisogna assumersi le proprie responsabilità fino in fondo, saper chiedere scusa ai cittadini. Io ad esempio l'ho dovuto fare per quanto accaduto a Carrara. Ma ricordo che qui ce ne è per tutti: Comuni, Province, Regioni, Parlamento. Sennò diventa uno scaricabarile".
“Consiglio a tutti - sottolinea Rossi - di rimboccarsi le maniche, sfidare l'impopolarità e dire basta al consumo del suolo. Però, il Governo deve fare la sua parte".
“Primo – aggiunge Rossi - deve riconoscere fino in fondo ai presidenti di Regione i poteri di commissario di governo. Faccio un esempio: se devo fare un intervento di prevenzione e le Ferrovie o l'Anas mi ignorano, io non ho il potere di intervenire.
Secondo gli interventi ambientali devono essere fuori del Patto di stabilità interno. Se non ricordo male il sindaco Renzi lo chiamava Patto di stupidità. Non si parla di miliardi, in Toscana basterebbe sforare di un centinaio di milioni di euro”.
“Terzo – propone Rossi -: costringere i Comuni ad adottare subito le norme contro il consumo del suolo, perché altrimenti restano lettera morta”.
Anche il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, sottolinea che “tutti hanno responsabilità su quanto successo, adesso bisogna intervenire per risolvere i problemi”. Ora bisogna passare “dalle parole ai fatti”. E quello per finanziare le vasche di laminazione che contengano le piene del fiume Seveso a Milano è “una piccola idea” da cui partire. Maroni spiega che “la prima vasca inizierà ad essere costruita a gennaio con trenta milioni di euro, venti della Regione e dieci del Comune di Milano. Per fare le altre mancano 80 milioni che il governo si era impegnato a mettere nello Sblocca Italia e poi non ha messo”.

 



( Giuseppe Schifini / 17.11.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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