Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2613 - martedì 25 novembre 2014

Sommario
- Ocse: luci ed ombre sull'Italia
- Giornata contro la violenza alle donne
- Xylella e clima avverso: è "allarme olio"
- Conferenza Unificata il 27 novembre
- Conferenza Stato-Regioni il 27 novembre
- Stato-Regioni: costi personale sanità, prime analisi della STEM

+T -T
Xylella e clima avverso: è "allarme olio"

Dalle stime Ismea- Unaprol, calo vertiginoso della produzione

(Regioni.it 2613 - 25/11/2014) E’ “allarme olio”: la campagna produttiva 2014-2015 presenta infatti numerosi problemi. Purtroppo “le fasi fenologiche di fioritura e allegagione non hanno avuto il decorso sperato e sono state ostacolate principalmente dalle avversità climatiche” inizia così il “grido di dolore” lanciato da Imea, con uno studio realizzato in collaborazione con Unaprol. “L’estate è risultata troppo piovosa e ha favorito gli attacchi di patogene (in primis la mosca) che hanno avuto al possibilità di manifestarsi in diverse generazioni inficiando notevolmente importanti aree olivicole della penisola, provocando danni sia sul fronte quantitativo, sia qualitativo”.
Nella seguente tabella il quadro, regione per regione, delle stime della produzione italiana di olio di oliva(espressa tonnellate).
 
Le previsioni di produzione si attesterebbero ad un livello pari a circa 302 mila tonnellate, contro le 464 mila diffuse dall’ISTAT per il 2013.
Il dato stimato per il 2014 è di fatto una sintesi tra un’ipotesi minima che porterebbe la produzione a 286 mila tonnellate (-38%) ed una massima che potrebbe invece portare i volumi verso le 310 mila tonnellate (-33%). In tutto questo i primi responsi che arrivano dai frantoi indicano rese inferiori rispetto a quelle dello scorso anno e questo potrebbe portare la produzione di olio anche a livelli più bassi rispetto a quanto previsto. Di contro se le prossime settimane permettessero una permanenza ottimale delle olive sulle piante si potrebbe anche avere una situazione meno pesante. Da un punto di vista territoriale a pesare sul risultato finale sono sicuramente Puglia e Calabria per le quali si attende una produzione decurtata di più di un terzo rispetto allo scorso anno. A mitigare, in parte, tale risultato c’è la Sicilia la cui flessione è attesa al -22%.  Ma è in tutto il Sud che si attendono flessioni a due cifre con punte di -45% per Basilica e Abruzzo e -40% per la Campania. Nel Centro Italia ed in Liguria si attende una produzione quasi dimezzata e anche nelle regioni del Nord si prevedono quantitativi molto al di sotto dello scorso anno. In questo quadro fa eccezione la Sardegna dove si stima un +30% rispetto ad un 2013 di scarsissima produzione e, anche se con quantitativi limitati, il Piemonte. Intanto il mercato sta rispondendo con prezzi in aumento soprattutto nell’extravergine. C’è infatti una domanda già molto dinamica su questo prodotto e soprattutto sulle partite di qualità migliore.  
Puglia (-35%). La Puglia presenta, come di consueto, una situazione differenziata a seconda degli areali. La forte contrazione produttiva rispetto alla precedente campagna è stata principalmente determinata dalle avverse condizioni climatiche, dagli attacchi di Xylella, soprattutto a Sud della regione e dall’annata di scarica a Nord. È sopraggiunto il fenomeno della cascola, in prossimità delle operazioni di raccolta (anticipate rispetto al normale calendario della regione) determinato dai forti venti. I primi dati sulle rese produttive sono abbastanza negativi.
Calabria (-35%).  Per la Calabria si prevede una forte contrazione produttiva, sia rispetto alla precedente campagna, sia rispetto alla media delle ultime annate. I problemi si sono presentati già in fase di allegagione e sono proseguiti con il clima estivo che ha favorito gli attacchi di patogene, come mosca e tignola, compromettendo anche la qualità del prodotto. Particolarmente penalizzata la provincia di Reggio Calabria
Sicilia (-22%). In Sicilia si prospetta una contrazione produttiva più contenuta rispetto a quella di Puglia e Calabria. La situazione di quest’anno si può riassumere con una produzione scarsa dovuta, in alcuni areali, alla siccità persistente e in altre al clima umido che ha favorito un anomalo e massiccio sviluppo della mosca che ha iniziato a manifestarsi già da luglio.
Molise (-30%). In Molise l’andamento climatico è stato particolarmente avverso, unitamente ai forti attacchi di mosca, che hanno determinato un’ulteriore contrazione produttiva rispetto a quella già delineata. Nella regione se da una parte continua a crescere l’adesione alla coltivazione bio o integrata, dall’altra si assiste anche al fenomeno dell’abbandono o comunque alla riduzione delle operazioni colturali per abbattere i costi.
Basilicata (-45%). Quest’anno la campagna olivicola si presenta molto più che scarsa con perdite che in alcune aree superano il 60%. Anche qui clima e attacchi parassitari hanno condizionato una stagione a dir poco difficile.
Campania (-40%). In tutte le principali aree del Salernitano (Cilento costiero, Colline Salernitane, Vallo di Diano ed Alto e Basso Tanagro), l’annata olivicola in corso, è da ritenersi scarsa a livello quantitativo con qualche riserva anche sulla qualità. Tale situazione è da ricondurre alle avverse condizioni climatiche che hanno influenzato, in negativo, sia il processo di fioritura che di allegagione. Sono poi sopraggiunti forti attacchi di mosca. Situazione analoga nella altre province campane.
Sardegna (+30%). Per la Sardegna, dopo la scarsa produzione 2013, si prospetta una campagna in positivo.  A causa però della siccità dei mesi di luglio, agosto, settembre e i primi di ottobre le aspettative, seppur buone, si sono ridimensionate rispetto alle fasi iniziali delle sviluppo vegetativo. Il clima comunque non proprio favorevole già dai primi di ottobre ha favorito fenomeni di cascola che hanno indotto i produttori ad anticipare la raccolta.
Toscana (-40%). Per la Toscana l’annata produttiva può essere definita pessima, perché presenta una forte contrazione rispetto alla precedente. L'andamento climatico mite dell'inverno ha creato le condizioni per una fioritura anticipata, mentre le piogge ripetute ed abbondanti, con conseguente abbassamento delle temperature nei mesi di giugno e luglio, hanno causato scarsa allegagione. Nel mese di luglio la pioggia e l'alto livello di umidità hanno favorito un rapido accrescimento delle drupe favorendo, al contempo, un attacco della prima generazione di mosca olearia che, da quel periodo in avanti, non si è mai arrestato mettendo in seria difficoltà gli olivicoltori, che non sempre sono intervenuti con opportuni trattamenti anche in considerazione dei costi da sostenere.  I primi dati sulle rese sono comunque poco confortanti. Peraltro, anche in sede di raccolta sarà tutto da verificare quanto peserà, vista l’annata, la decisione di non procedere alla raccolta.
Umbria (-45%).  In Umbria questa può essere definita una delle annate peggiori degli ultimi decenni. Le eccessive piogge ed il poco sole nei momenti decisivi hanno impedito che la fioritura si svolgesse in condizioni ottimali.  Le continue piogge e l’umidità hanno, poi, compromesso quasi ovunque anche l’allegagione, tranne che nelle zone collinari più alte. Le piogge estive, ripetute e intense, hanno da un lato favorito un buono sviluppo dalle drupe ma dall’altro hanno creato terreno fertile per gli attacchi di mosca già sul finire del mese di luglio.  A questa generazione anticipata del parassita ne sono seguite altre. Anche per l’Umbria va sottolineato che su molti oliveti non gestiti in modo professionale non si sono effettuate particolari azioni di difesa contro la mosca. La scarsa produzione ed una qualità non sempre in linea con le aspettative potrebbe ulteriormente scoraggiare i produttori dal raccogliere. Intanto anche le rese stentano a soddisfare gli operatori.
Lazio (-37%). Complessivamente la stagione può definirsi pessima per la coltura dell’olivo su tutto il territorio regionale. Il livello di produzione atteso è assolutamente insoddisfacente se paragonato allo scorso anno. Alcune strutture probabilmente non apriranno per assenza di prodotto. Oltre l’aspetto quantitativo il 2014 si presenta assolutamente negativo dal punto di vista qualitativo a causa dei numerosi attacchi della mosca olearia che hanno determinato cascole anticipate delle drupe. I primi attacchi si sono verificati già alla fine del mese di luglio per continuare successivamente nei mesi di agosto, settembre ed ottobre. L’andamento stagionale anomalo sia dal punto di vista delle precipitazioni che delle temperature registrate ha infatti determinato uno sviluppo notevole della mosca, la quale ha potuto svolgere più cicli tra i mesi di luglio ed ottobre.
Marche (-45%). Le Marche sono in linea con il resto del Centro Italia. L’annata si presenta scarsa essenzialmente a causa delle condizioni climatiche e dei parassiti. Qualche timore anche sulla qualità del prodotto e molto si confida sulla capacità dei frantoi di lavorare le olive nei tempi ottimali per salvaguardare la qualità. Anche qui i problemi si erano palesati già con la fioritura, molto più scarsa della media soprattutto nella provincia di Ascoli Piceno. Pioggia e umidità hanno inciso negativamente anche sull’allegagione e sono sopraggiunti ripetuti e virulenti attacchi di mosca. Ad essere particolarmente colpite sono state le aree litoranee, mentre nelle zone interne si sono registrati attacchi di minore intensità. Sul fronte qualitativo, nelle Marche ma come nel resto della Penisola, la partita è sicuramente a favore di coloro che sono stati attenti e tempestivi nei trattamenti, mentre per gli altri sarà difficile avere un prodotto in linea con le aspettative.
Abruzzo (-45%).  In tutte le aree olivicole della regione la campagna produttiva può essere definita pessima. Alla discreta fioritura hanno fatto seguito scarse o pessime allegagione e fruttificazione. Le piogge primaverili, estese fino ad estate inoltrata con temperature al di sotto delle medie stagionali, hanno influito negativamente sull’allegagione nonché sulla fruttificazione delle drupe. Alcune zone collinari hanno avuto esiti meno negativi perché l’allegagione è avvenuta in un periodo più ritardato, e meno umido, rispetto al resto della regione.  Si sono susseguite, inoltre, diverse generazioni di mosca dell’olivo.
Liguria (-45%).  La campagna produttiva è decisamente negativa. Le piogge di maggio e il caldo torrido successivo hanno compromesso irrimediabilmente la fioritura e l’allegagione. Le frequenti piogge estive e l’umidità hanno favorito i successivi attacchi di mosca. Situazione molto critica anche nel Genovese sia perché è l’anno di scarica, sia per gli attacchi di mosca. Anche gli eventi alluvionali della prima decade di ottobre hanno dato un altro colpo ad una situazione già difficile. Molti stanno decidendo di non raccogliere. Perdite pesanti si registrano in provincia di Imperia, la più importante della regione in termini di incidenza percentuale. Qui i fortissimi attacchi di mosca dell'olivo, e di lebbra dell’olivo hanno ossidazioni, irrancidimenti e quindi perdite quantitative e qualitative notevoli. Produzioni leggermente superiori allo scorso anno possono essere registrate soprattutto nell'entroterra a quote più elevate.
Al Nord si segnala la flessione a due cifre in tutte le regioni che concorrono alla Dop Garda. Veneto e Trentino si stimano al -25% rispetto al 2013, mentre si scende al -30% per la Lombardia.
In decisa flessione anche l’Emilia Romagna (-40%) dove si è anticipata di molto la raccolta per preservare le olive da ulteriori attacchi di mosca. Male anche il Friuli Venezia Giulia, mentre una voce fuori dal coro è quella del Piemonte (+30%). Qui la stagione è stata regolare e soprattutto la lotta alle fitopatie è stata tempestiva ed efficace.

Lextra-vergine-in-rosso-ITALIA-politica.pdf



( sm / 25.11.14 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top