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Regioni.it

n. 2622 - martedì 9 dicembre 2014

Sommario
- Chiamparino convoca la Conferenza delle Regioni per il 10 dicembre
- Conferenza Unificata il 10 dicembre
- Istat: cala l'immigrazione, aumenta l'emigrazione
- Dissesto: piano #italiasicura entra in fase operativa
- Conferenza Unificata del 13 novembre: on line gli atti
- Conferenza Stato-Regioni: gli atti del 13 novembre

+T -T
Istat: cala l'immigrazione, aumenta l'emigrazione

Mai così alto il numero degli italiani che va all'estero

(Regioni.it 2622 - 09/12/2014) Il quadro sull’immigrazione fornito dall’Istat sfata alcuni luoghi comuni e contribuisce  far luce sul tema. L’immigrazione dall’estero ha registrato nel 2013 un vistoso calo. 307 mila le persone che hanno scelto di  venire in Italia, 43.00in meno rispetto all’anno precedente. Il calo delle iscrizioni dall’estero è imputabile proprio ai flussi che riguardano i cittadini stranieri, il cui numero scende da 321 mila nel 2012 a 279 mila nel 2013. Si osserva anche una contrazione delle iscrizioni dall’estero di cittadini italiani (da 29 mila a 28 mila unità).
Fra gli immigrati la comunità più rappresentata è quella rumena (58.000 ingressi), seguono quella  marocchina (20 mila), quella cinese (17 mila) e quella ucraina (13 mila).
Mai così alto negli ultimi dieci anni il numero di emigrati italiani, le cui cancellazioni passano da 68 mila nel 2012 a 82 mila unità nel 2013 (+21%). Tale incremento, insieme alla contrazione degli ingressi (pari a mille unità, 3,5% in meno del 2012) ha prodotto nel 2013 un saldo migratorio negativo per gli italiani pari a -54 mila, quasi il 40% in più di quello del 2012 nel quale il saldo risultò pari a -38 mila.
In aumento anche le cancellazioni di cittadini stranieri residenti, da 38 mila a 44 mila unità (+14%).
Le principali mete di destinazione per gli italiani sono il Regno Unito, la Germania, la Svizzera e la Francia. Nel loro insieme questi paesi accolgono oltre la metà dei flussi in uscita.
Le migrazioni da e per l’estero di cittadini italiani con più di 24 anni di età (pari a 20 mila iscrizioni e 62 mila cancellazioni) riguardano per oltre il 30% del totale individui in possesso di laurea. La meta preferita dei laureati è il Regno Unito.
Per quanto riguarda i trasferimenti di residenza interni al territorio nazionale nel 2013 hanno coinvolto 1 milione 362 mila individui, interessando il 2,3% della popolazione.
La composizione dei flussi in base al raggio di migrazione rimane sostanzialmente invariata rispetto a quella osservata negli ultimi anni: sono circa un quarto del totale i trasferimenti di residenza interni di lungo raggio (335 mila tra Comuni di regioni diverse) e 1 milione 28 mila quelli di breve raggio (tra Comuni della stessa regione).
I tassi migratori netti sono positivi in tutte le regioni del Nord e in quasi tutte quelle del Centro. Sono negativi in tutte le regioni del Sud e delle Isole. Si conferma, pertanto, l’attrattività delle regioni centro-settentrionali nei confronti di quelle meridionali.
I trasferimenti di residenza interni coinvolgono 1 milione 113 mila cittadini italiani e 249 mila stranieri. La quota relativa di questi ultimi risulta in aumento e pari al 18,3% del totale dei trasferimenti.
I trasferimenti interregionali determinano saldi migratori positivi in tutte le regioni del Nord: i saldi relativamente più elevati si registrano in Trentino-Alto Adige (2,8 per mille residenti) e in Valle d’Aosta (2,5 per mille), mentre in Lombardia e in Emilia Romagna, più rilevanti dal punto di vista economico e demografico, si registrano saldi migratori più contenuti (rispettivamente 1,5 e 1,8 per mille). Saldi ancora più contenuti, invece, si registrano in Veneto (0,1), Liguria (0,4) e Piemonte (0,7).
 
Fra le regioni del Centro, Toscana (1,2) e Lazio (1,4) presentano saldi positivi, mentre Umbria (-0,2) e Marche (-0,6) sperimentano, per la prima volta dalla metà degli anni ’90, saldi migratori di segno negativo. Nel Mezzogiorno, escludendo l’Abruzzo che presenta un saldo di +0,1 per mille, in tutte le regioni si registrano saldi interregionali negativi, particolarmente rilevanti in Calabria (-3,3 per mille) e Campania (-3,1).
Lo storico profilo delle migrazioni interne, che vede persistere una forte attrattività delle regioni Centro-settentrionali nei confronti di quelle meridionali, è ben visibile dall’analisi dei flussi migratori interregionali per origine e destinazione. Il Nord-ovest è oggetto nel 2013 di ben 99 mila arrivi contro 81 mila partenze, comprendendo nel conto anche i trasferimenti tra regioni che fanno parte di tale ripartizione (in questo caso oltre 26 mila).
Il Nord-est e il Centro sono oggetto, a loro volta , di 71 mila e 75 mila arrivi, mentre da queste ripartizioni partono, rispettivamente, 57 mila e 63 mila persone. Nel complesso, le regioni del Centro e del Nord Italia costituiscono la destinazione del 73% dei flussi interregionali complessivi (245 mila su 335 mila totali) mentre, al contrario, esse sono l’origine degli stessi soltanto nel 60% dei casi (202 mila). Diametralmente opposta è la situazione nel Mezzogiorno. Nelle regioni del Sud sono 99 mila i trasferimenti per regioni di altre ripartizioni, non compensati dai 64 mila arrivi, mentre nelle Isole si registrano 34 mila partenze e solo 26 mila arrivi. Nell’insieme le regioni del Mezzogiorno raccolgono soltanto il 27% delle destinazioni interregionali (90 mila) ma in esse si registra il 40% delle origini dei trasferimenti (133 mila).
Gli stranieri che trasferiscono la residenza dentro i confini nazionali ammontano a 249 mila unità. Anche se la maggioranza della mobilità residenziale coinvolge cittadini italiani (oltre 1 milione 100 mila), l’accresciuta presenza di stranieri sul territorio nazionale determina anche l’aumento dell’incidenza dei loro movimenti sul totale, che passa dal 14,8% nel 2007 al 18,3% nel 2013.


( Stefano Mirabelli / 09.12.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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