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Regioni.it

n. 2623 - mercoledì 10 dicembre 2014

Sommario
- Legge di stabilità: rinviata Conferenza Unificata per il parere
- Legge di stabilità: commenti di Serracchiani, Caldoro, Vendola e Zaia
- Legge di stabilità: critiche Lombardia e Veneto, possibilista la Liguria
- Calabria: si insedia il Presidente Oliverio
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di novembre
- Cnel: Italia ultima per tasse e processi

+T -T
Legge di stabilità: commenti di Serracchiani, Caldoro, Vendola e Zaia

(Regioni.it 2623 - 10/12/2014) “Abbiamo fatto già alcuni incontri con il governo e formalizzato da qualche settimana alcuni emendamenti. Riteniamo che ci siano spazi di discussione. Abbiamo già raggiunto un quasi accordo sul patto verticale e sulla sanità. È chiaro però che dobbiamo avere ancora risposte e il presidente Chiamparino cercherà di chiudere sulla proposta di emendamenti condivisi”. Si è espressa così il presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, lasciando la Conferenza delle regioni del 10 dicembre.
Tra gli emendamenti "irrinunciabili" – ha sottolineato Serracchiani - quelli relativi al "lavoro fatto sulla sanità e sulla possibilità di trasferire parte delle risorse sul trasporto pubblico locale e poi - ha aggiunto - c''è il grande tema che ancora non si è riusciti a chiarire che riguarda le province e il trasferimento delle risorse del personale”.
Per il Presidente della Puglia, Nichi Vendola “è carente l''interlocuzione con il governo, ancora camminiamo a zig zag”. E comunque “la Conferenza delle Regioni un parere positivo all''unanimità non potrà mai darlo perché il mio è negativo”.
Più possibilista il Vicepresidente della Conferenza delle regioni e Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro: “il governo ha dato un segnale di apertura con una dichiarazione di Morando”. Il nostro sarà un “parere condizionato ai nostri emendamenti che sono la condizione minima”. “Credo che i nostri emendamenti saranno esaminati in una riunione interna al governo e potrebbe slittare la conferenza unificata (cosa che poi è avvenuta, ndr), oppure andremo in unificata con le nostre proposte”.  “Non c'è dubbio – spiega Caldoro - che ci saranno dei tagli  al fondo sanitario ma il governo ci deve dire dove tagliare”.
“Nel nostro emendamento noi abbiamo chiesto al governo di dirci a  quanto ammonta il taglio, si parla di un miliardo e mezzo rispetto  alla previsione di spesa 2015, e quella spesa deve essere quantizzata  - ha aggiunto - il governo ci deve dire dove tagliare, su quali voci. E' evidente - ha aggiunto Caldoro - che se si incide sul bilancio  delle Regioni per quattro miliardi, quei 4 miliardi automaticamente  vanno sulla sanità perchéil 75 per cento del bilancio delle Regioni è sanità”.
Del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia  arriva invece una bocciatura senza appello ai  contenuti della legge di stabilità: “nella totale incapacità di punire chi spreca e di applicare i costi standard, il Governo delle tre carte  estrae dal cilindro l'ennesimo coniglio ammalato: i tagli della legge  di stabilità saranno più alti per le Regioni con più elevato Pil e con maggior numero di abitanti''.
“Una vera follia - riprende Zaia - solo un Governo costruito su  annunci poteva pensare di colpire ancora le economie più forti del  Paese e le aree meglio amministrate, com'è il Veneto, per continuare a lasciar fare i soliti noti, che per decenni hanno inquinato i pozzi  della finanza pubblica, portandoci sul lastrico. Il Governo non sa  affrontare i problemi, parla di crisi senza sapere esattamente cosa  significhi per distretti industriali come i nostri, non riesce per  motivi biecamente elettoralistici e di consenso politico-partitico a  dire alle aree del Paese già tecnicamente fallite che occorre cambiare approccio e mettersi sulla strada del Veneto, della Lombardia, di  quelle Regioni che sanno tenere i conti a posto senza nessun aiuto da  parte dei tre Governi di sinistra che si sono succeduti. E' il costo  inaccettabile dell'ignavia governativa romana''.
“Il risultato è già scritto: si punta a far aumentare a Enti Locali e Regioni il livello delle tasse, portandole così a livelli esasperanti, attraverso la sommatoria di imposte e balzelli erariali e imposte e  balzelli locali. Sia chiaro fin d'ora - ammonisce Zaia - con una  siffatta legge non attendiamoci ripresa, non attendiamoci  risistemazione dei conti pubblici, ma solo tagli massacranti ai  servizi e a imprese e cittadini strozzati da una pressione fiscale che su un'azienda artigiana potrebbe arrivare anche oltre l'attuale e  allucinante 68%”.
“Sia anche chiaro fin d'ora - aggiunge  Zaia - che la sanità subirà un contraccolpo forse letale, perché tutti saranno costretti a tagli di prestazioni e sarà a rischio anche  l'obbligo costituzionale di erogare i Livelli Essenziali di  Assistenza. E questo - prosegue il Presidente del Veneto - sarà  ancora più avvertibile nelle Regioni virtuose come il Veneto, che da  anni applicano i costi standard, si forniscono di beni e servizi con  le centrali uniche d'acquisto, non caricano di addizionali Irpef i  propri cittadini, e guarda caso sono quelle dove ci sono le migliori  cure e prestazioni. Questa logica delle tre carte non la  asseconderemo - conclude Zaia. Sarà una battaglia che combatteremo  fino all'ultima delle nostre risorse, perché crediamo che sia una battaglia per la democrazia”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


( sm / 10.12.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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