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Regioni.it

n. 2623 - mercoledì 10 dicembre 2014

Sommario
- Legge di stabilità: rinviata Conferenza Unificata per il parere
- Legge di stabilità: commenti di Serracchiani, Caldoro, Vendola e Zaia
- Legge di stabilità: critiche Lombardia e Veneto, possibilista la Liguria
- Calabria: si insedia il Presidente Oliverio
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di novembre
- Cnel: Italia ultima per tasse e processi

+T -T
Legge di stabilità: critiche Lombardia e Veneto, possibilista la Liguria

Dichiarazioni di Garavaglia, Ciambetti, Coletto, Boitano e Paparelli

(Regioni.it 2623 - 10/12/2014) “Le regioni hanno presentato i loro emendamenti che saranno valutati dal governo. Il parere sulla legge di stabilita' e' stato rinviato di comune accordo". Lo dice il ministro degli Affari regionali Matia Carmela Lanzetta, al termine della conferenza unificata. “La situazione è complessa, la trattativa è in corso”, prosegue assicurando poi che “la legge Delrio sarà attuata in maniera completa”.
Il Veneto e la Lombardia, a differenza di altre Regioni che hanno rinviato il giudizio, hanno espresso parere negativo alla legge di Stabilita'. Lo ha affermato, al termine della conferenza unificata, l'assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia. "Siamo persone serie - ha aggiunto - se il governo accoglierà i nostri emendamenti non faremo ricorso altrimenti agiremo per tutelare i nostri cittadini”.
“Da un mese trattiamo, facciamo proposte al Governo ma senza ottenere riscontri. E' difficile dare un parere positivo senza avere risposte". Lo afferma l'assessore al Bilancio della Regione Veneto, Roberto Ciambetti. “Il peso a carico delle Regioni è insopportabile – ha aggiunto - il parere favorevole del Veneto non ci sarà”.  Concetti che ha spiegato anche l’assessore alla sanità del Veneto, Luca Coletto: “dico no a un non accordo, perché il  Veneto è contrario, che manderà a catafascio il sistema sanitario  universalistico, come dettato dalla Costituzione. Sono deluso e  preoccupato: si va verso il default sanitario delle Regioni già in  difficoltà e verso un bivio odioso, tagli ai servizi o nuove tasse,  per le altre. Per il Veneto la stangata è di circa 150 milioni, il che annulla l'incremento 2015 già concordato nel Patto Nazionale per la  Salute. Le Regioni - aggiunge Coletto - dovranno tagliare un miliardo e  mezzo di euro, e sono risparmi che applicando i costi standard non  sarebbero così difficili da ottenere partendo da dove si spreca  davvero. Non solo ma, contrariamente a quanto già stabilito con il  Patto Nazionale per la Salute, i risparmi ottenuti non rimarranno più  obbligatoriamente nel bilancio sanitario, impoverendo ulteriormente un portafoglio già ampiamente depredato”.  “Se non ci sarà qualche cambiamento  dell'ultim'ora - aggiunge Coletto - siamo di fronte alla demolizione  dell'articolo 32 della Costituzione che determina l'assistenza  sanitaria universalistica, ad un colpo mortale all'erogazione dei  Livelli Essenziali di Assistenza, ad un attacco centralistico sempre  più chiaro nei suoi contorni per spedire tutte le Regioni nell'inferno dei conti in rosso e metterle così nelle condizioni di essere  commissariate, riportando di fatto a Roma tutta la gestione della  sanità”.
“Si va velocemente e incoscientemente verso una prospettiva -  conclude Coletto - nella quale per curarsi potrebbe essere indispensabile assicurarsi, e questo è contro la Costituzione, contro la gente”.
“Il parere delle Regioni sarà condizionato: ci sono temi importanti come sanità e trasporto che hanno necessità che i servizi vengano mantenuti ad un certo standard". Lo ha detto l'assessore all'edilizia e ai lavori pubblici della Regione Liguria Giovanni Boitano a margine dei lavori della Conferenza delle Regioni. “Bisogna trovare un accordo - ha aggiunto - per far sì che le Province possano trasferire competenze mantenendo intatti i posti di lavoro dei dipendenti”.
L’assessore della regione Umbria alle riforme istituzionali, Fabio Paparelli, si è soffermato sull’accoglimento della proposta avanzata sul riordino istituzionale e delle Province, documento quest’ultimo alla cui stesura  ha partecipato lo stesso Paparelli, insieme agli omologhi di Toscana e Lombardia, e  che l’assessore considera “uno snodo fondamentale ed un punto irrinunciabile per le Regioni, al fine di completare il riordino istituzionale e rendere più  efficiente l’intero sistema della pubblica amministrazione”. In particolare, per quanto riguarda il riordino delle Province, le  Regioni hanno chiesto al  Governo: di poter utilizzare i requisiti pre Fornero, per processi di pensionamento anticipato, a prescindere da alcune condizioni oggi poste dalla normativa ed ai fini di un riordino efficace; di poter procedere alla mobilità volontaria del personale eccedente le funzioni che la legge 56 pone a carico dei nuovi Enti di area vasta, sia  verso le pubblica amministrazioni della regione, sia  in particolare verso i tribunali, notoriamente carenti di personale amministrativo;   il pieno rispetto del comma 96 art.1 della legge Delrio,  che pone a carico dello Stato il pagamento del personale, compresi gli emolumenti accessori,  e delle funzioni che vengono riallocate, comprese le norme necessarie per i precari, finanziati con Fondi comunitari. Le Regioni hanno inoltre dichiarato al Governo la propria disponibilità a riallocare,anche riassumendololo in via transitoria, funzioni e personale eccedente delle Province all’interno delle stesse regioni, facendosi carico del processo di riordino entro tempi brevi. “Le province – ha detto l’assessore intervenendo durante la Conferenza – costituiscono uno degli snodi centrali nella legge di Stabilità e in attesa che si completino i processi di riordino le pubbliche amministrazioni dovrebbero astenersi da assunzioni e concorsi”. Il Governo, in sede di Conferenza Unificata, si è dichiarato pronto ad una soluzione, ma in attesa di una verifica sulla copertura economica e - ha concluso Paparelli - pertanto ha riaggiornato alla prossima seduta l’approvazione.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


( sm / 10.12.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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