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Regioni.it

n. 2629 - giovedì 18 dicembre 2014

Sommario
- Chiamparino scrive a Renzi: incontro urgente su ruolo Regioni
- Legge di stabilità: per Regioni, Comuni e Province fiato sospeso
- Chiamparino, Simoncini: politiche attive lavoro restino alle Regioni
- Previdenza complementare: fondo Perseo Sirio, superare svantaggi
- Regioni anticipano saldi al 3 gennaio
- "Verso Sud": interventi di Pigliaru, Lanzetta, Oliverio

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Previdenza complementare: fondo Perseo Sirio, superare svantaggi

(Regioni.it 2629 - 18/12/2014) “La previdenza complementare sta vivendo una fase difficile, ma sono certo che il futuro previdenziale dovrà coniugarsi necessariamente con un’articolazione maggiore delle coperture pensionistiche. Obiettivo perseguibile anche con interventi sul fronte della sanità integrativa e con lo sviluppo dei fondi complementari, ovviamente sempre in un’ottica di salvaguardia complessiva dei diritti del lavoratore”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, commentando le notizie diffuse dal Fondo Perseo-Sirio in occasione di una conferenza stampa tenutasi il 18 dicembre.
“Se poi guardiamo al pubblico impiego – ha proseguito Chiamparino - un passo in avanti importante sul piano della semplificazione si è realizzato con la fusione del Fondo Pensione Sirio nel Fondo Pensione Perseo il 1° ottobre di quest’anno ed è quindi apprezzabile il fatto che il Fondo Perseo Sirio abbia avviato una diffusa campagna d’informazione rivolta ai pubblici dipendenti. Ora – ha concluso il Presidente della Conferenza delle Regioni - si tratta di delineare un percorso comune per sviluppare la previdenza complementare nel settore pubblico anche attraverso incontri tra le parti costitutive - organizzazioni sindacali, Anci, Conferenza delle Regioni e Aran -  e tra queste ultime e il governo, lavorando anche al superamento di alcune difficoltà di carattere fiscale”.
Il Presidente dell’Anci, Piero Fassino, ha sottolineato che “nel contesto di un sistema previdenziale caratterizzato da complessità e  più volte oggetto di modifiche normative negli ultimi anni, la previdenza complementare negoziale costituisce un importante e flessibile strumento per integrare la pensione obbligatoria. Appare quindi di grande importanza la fusione dei fondi di previdenza complementare Sirio e Perseo, già operanti in diversi comparti del pubblico impiego, attraverso la costituzione del Fondo Perseo Sirio, operativo dal 1 ottobre di quest’anno.
L’unificazione dei due fondi,  ispirata da una esigenza, condivisa da tutte le parti costitutive, compresa l’ANCI, di semplificazione e razionalizzazione, dota un’amplissima platea di lavoratori del comparto pubblico di un punto di riferimento  per  comporre e valorizzare il proprio risparmio previdenziale. Presupposto per l’espansione della previdenza complementare è la corretta informazione dei lavoratori, avente come obiettivo lo sviluppo consapevole della cultura previdenziale: a questa fondamentale esigenza risponde la campagna informativa avviata dal Fondo Perseo Sirio. L’auspicio, ora è che da parte dei Comuni – ha concluso Fassino - si moltiplichi l’impegno affinché sia sempre più ampia la platea degli aderenti all’iniziativa”.
Nel corso della Conferenza stampa, il Presidente Fondo di previdenza complementare Perseo Sirio, Wladimiro  Boccali,  ha  sottolineato  come  l’attuale normativa di legge che regola i due Fondi pensione del lavoro pubblico (Perseo Sirio ed Espero) sia quella contenuta nel Dlgs. n. 124/93, ovvero una normativa che differisce da quella in vigore per tutte le altre forme pensionistiche complementari (Dlgs. n.252/05, interamente sostitutivo del citato Dlgs. 124/93). Di conseguenza, la riforma della previdenza complementare introdotta con il Dlgs. 252/05 – in parte migliorativa – ha finora trovato solo parziale applicazione per il settore del pubblico impiego a causa del mancato esercizio della delega prevista nella legge 243/2004. Si è così creata una situazione sperequata (a partire dalla disciplina fiscale, nonché di prestazioni) tra i Fondi pensione negoziali del settore pubblico e le altre forme pensionistiche e, perciò, una condizione competitiva di svantaggio rispetto al mercato del risparmio previdenziale in genere. Per tutto ciò, il Fondo Perseo Sirio, ha annunciato Boccali, “ha dato mandato ai propri legali di verificare l’esistenza  delle condizioni per ricorrere all’Autorità garante della concorrenza e del mercato”.
A questo svantaggio di partenza, se ne aggiunge oggi un secondo. Infatti, a fronte di una diversa e meno favorevole disciplina fiscale, i lavoratori  del pubblico impiego si  vedrebbero comunque esteso l’inasprimento fiscale sul Tfr e sui rendimenti previsti dalla legge di stabilità. Il Fondo Perseo Sirio chiede perciò che, a fronte della non applicabilità per il prossimo triennio del Tfr in busta paga nei confronti dei lavoratori pubblici, non sia neppure applicato l’inasprimento fiscale a carico del Tfr e dei rendimenti finanziari dei loro Fondi pensione (Perseo Sirio ed Espero).


( sm / 18.12.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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