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Regioni.it

n. 2632 - martedì 23 dicembre 2014

Sommario
- Istat: Annuario statistico italiano 2014
- Lorenzin: con inizio anno aggiornamento Lea
- Macroregioni e Province: fibrillazioni nel "cantiere riforme"
- Parere sulla Legge di stabilità
- Euregio: firmati accordi da Zaia e Serracchiani
- Istat: turismo, i dati dell'Annuario statistico 2014

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Istat: turismo, i dati dell'Annuario statistico 2014

(Regioni.it 2632 - 23/12/2014) L’Annuario statistico 2014 pubblicato dall’Istat rende noti anche alcuni dati sul turismo, come la presenza nei nostri musei.
Sono oltre 38 milioni e 190 mila le persone che hanno visitato i nostri 431 luoghi di antichità e arte.
Nel 2013 sono stati circa 1 milione e 800 mila in più rispetto al 2012. Il Lazio ha visto 17,6 milioni ingressi e la Toscana registra poco più di 6,1 milioni di presenze.
Nelle regioni del Centro si concentrano circa quattro musei statali su dieci,  che attirano quasi i due terzi (64%) dei visitatori complessivi.
Sempre nell'Annuario statistico 2014 si rileva che l'Italia si colloca in terza posizione in Europa per numero di presenze totali negli esercizi ricettivi, con un'incidenza di quelle straniere superiore alla media europea (47,4 rispetto a 42,7%).
Nel 2012 l'Istat rileva 33.728 esercizi alberghieri (-0,6% rispetto al 2011) e 123.500 esercizi extralberghieri (+3,1%). Il flusso dei clienti nel 2013 (dati provvisori) è di 376,7 milioni di presenze, in calo dell'1,1% rispetto al 2012, con una permanenza media di 3,63 notti (-0,04 notti).
I mesi di giugno, luglio e agosto, sono quelli prediletti dagli italiani, sono scelti da meno della metà dei clienti non residenti (46,1%), i quali sono anche i più orientati verso gli alberghi a 4 e 5 stelle e preferiscono come mete le regioni del Veneto, Trentino-Alto Adige, Toscana e Lazio.
I residenti in Italia hanno effettuato, nel 2013, circa 63 milioni di viaggi con uno o più pernottamenti, in calo rispetto agli oltre 78 milioni rilevati nel 2012 del 19,8 per cento, a conferma della tendenza negativa iniziata nel 2009. Anche il numero di notti trascorse fuori casa continua a diminuire, passando da circa 500 milioni nel 2012 a poco più di 417 milioni nel 2013 (-16,8 per cento), mentre la durata media dei viaggi rimane stabile a 6,6 notti. Questi sono alcuni dei dati rilevati dall’indagine sui viaggi e le vacanze, principale fonte informativa sulla domanda turistica nazionale.
Rispetto all’anno precedente, la diminuzione ha riguardato soprattutto le vacanze brevi (comprese tra 1 e 3 notti), che passano da circa 32 milioni a quasi 25 milioni con un calo del 23,4 por cento. Più contenuto il calo delle vacanze lunghe che da circa 36 milioni passano a quasi 33 milioni (-10,2 per cento). Mentre quasi si dimezzano i viaggi di lavoro che da circa 10 milioni passano a poco meno di 6 milioni.
Analogamente diminuisce il numero delle notti per vacanze brevi, che passano da circa 62 milioni a quasi 49 milioni, nonché quello delle notti relative alle vacanze lunghe (da circa 400 milioni a 353 milioni). Anche il numero di pernottamenti per viaggi di lavoro si riduce di circa la metà.
L’analisi di breve periodo mostra una perdita complessiva di quasi 51 milioni di viaggi e di circa 263 milioni di notti; nel 2009, infatti, la consistenza del flusso turistico era ben più elevata, con più di 114 milioni di viaggi, corrispondenti a circa 680 milioni di notti trascorse fuori casa. La durata media dei viaggi di vacanza è nel quinquennio sostanzialmente stabile, mentre quella dei viaggi di lavoro passa da 3,7 a 2,7.
Nel 2013 si continua ad andare in vacanza prevalentemente per motivi di piacere e svago (65,7 per cento del totale delle vacanze), soprattutto nel caso di vacanze lunghe (74,4 per cento). Il secondo motivo, in ordine di importanza, è far visita a parenti e amici (31,3 per cento delle vacanze), soprattutto per le vacanze brevi (41,3 per cento). I motivi religiosi si attestano al 2,2 per cento e riguardano in maniera principale le vacanze brevi (3,8 per cento contro lo 0,9 per cento dei viaggi lunghi effettuati per questo motivo). I trattamenti di salute prescritti o consigliati dal medico (0,8 per cento) rappresentano la quota residuale delle motivazioni.
Il Nord accoglie la percentuale più alta di viaggi (36,5 per cento), sia per vacanza (35,9 per cento) sia per lavoro (42,4 per cento). Complessivamente, il Mezzogiorno ospita, invece, il 23,7 per cento del flusso turistico, ed è la prima meta per le vacanze lunghe (30,7 per cento). Il 19,7 per cento dei viaggi è diretto verso il Centro, le cui località attraggono comunque in misura non trascurabile il flusso per vacanze brevi (27,7 per cento) e per viaggi di lavoro (19,8 per cento). Le mete estere riguardano soprattutto le vacanze lunghe (26,8 per cento) e i viaggi di lavoro (22,4 per cento). Solo il 10,7 per cento dei viaggi brevi ha come destinazione principale l’estero. I paesi dell’Unione europea sono i più frequentati, con il 17,6 per cento di vacanze lunghe e il 15,2 per cento dei viaggi di lavoro.


( Giuseppe Schifini / 23.12.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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