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Regioni.it

n. 2633 - lunedì 29 dicembre 2014

Sommario
- Macroregioni: si allarga il dibattito, intervengono Burlando, Caldoro e Spacca
- Crolla la fiducia nelle istituzioni: sondaggio Demos
- Aliquote Irpef e ticket: Zingaretti firma un memorandum con i sindacati
- Province: si discute in Emilia-Romagna, Marche, Veneto e Lombardia
- Marche: Spacca, siamo di fronte ad un "taglio inusitato"
- Expo 2015 e turismo: progetto Ance per 5 regioni del Sud

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Macroregioni: si allarga il dibattito, intervengono Burlando, Caldoro e Spacca

(Regioni.it 2633 - 29/12/2014) Nel luglio del 2007 a Noli Claudio Burlando lanciò l’idea di  “Limonte”, macroregione “ante litteram” nata dalla possibile unione della Liguria e del Piemonte.
Oggi il Presidente ligure accetta la “rinnovata” sfida sulle macroregioni: “l'importante – sostiene in un’intervista pubblicata su “Il Secolo XIX” il 29 dicembre - è che le Regioni vengano ridisegnate insieme alle Regioni stesse, con i loro nuovi presidenti. È un percorso che si può fare tra il 2015 e il 2020”. Del resto è “impossibile cambiare l'assetto degli enti pubblici in soli tre mesi. Serve un tavolo con i governatori”.  “Oggi – spiega Burlando - abbiamo meno prestigio, meno poteri e meno risorse. Chiaro che con strutture più grandi si riducono le spese di funzionamento e si possono rilanciare le istituzioni”, ma – avverte - una cosa di questo tipo non si può fare senza le Regioni stesse: bisogna metterle intorno ad un tavolo, farle dialogare, costruire questa riforma con i nuovi presidenti”.  Del resto siamo di fronte  ad “un tema che periodicamente salta fuori, ma in questo momento è chiaro che c'è maggiore attenzione”.
Nel disegno di legge depositato in parlamento le Regioni diventerebbero 12 e la Liguria finirebbe con il Piemonte e la Valle d’Aosta e si chiamerebbe “Regione Alpina”: “altri – dice Burlando - la chiamano Regione Occidentale...Al di là del nome è abbastanza logico. Le due aree sono complementari anche dal punto di vista economico: la Liguria ha il porto, il Piemonte le aree per la logistica; noi abbiamo un turismo estivo, loro invernale: insieme daremmo un'offerta integrata. E dopo la Lombardia sarebbe una delle Regioni più grosse e questo dal punto di vista delle risorse è importante”.
Uno dei più “fervidi” sostenitori dell’idea di accorpare le Regioni è il presidente della Campania , Stefano Caldoro, che in un’intervista pubblicata da “Il Messaggero” del 28 dicembre afferma: “il regionalismo che conosciamo è nella sua fase finale. Se vogliamo avere un Paese veloce ed efficiente si deve rifare il sistema del governo del territorio”.  Il successo del concetto di macroregione  secondo Caldoro è il frutto “della realtà delle cose che si impone”. “Che il sistema di gestione del territorio non funzionasse era evidente da tempo. L'errore è stato partire dalle Province, considerato l'anello debole del sistema, che invece non erano centrali. Ora sta venendo a galla che il nodo vero da sciogliere è quello delle Regioni. Non ci sono più risorse e quindi non ci possiamo permettere più doppioni”. E così come sono oggi, le strutture di governo locale producono debiti e sono debolissime politicamente. Lo dimostra la cronaca: quando le Regioni erano forti ne hanno combinate di cotte e di crude eppure non venivano attaccate. Andiamo a guardare cosa succede oggi: molte hanno risanato i loro bilanci fra difficoltà pazzesche e hanno eliminato i vitalizi e ridotto i costi della politica. Eppure alle elezioni regionali il livello di partecipazione è modestissimo. Guardiamo alla Francia: che ha accorpato le Regioni – sottolinea Caldoro - Cittadini e imprese hanno bisogno di semplificazione, non solo di riduzione dei costi amministrativi”.
Quanto al percorso da seguire secondo il Presidente della Campania  “vanno riscritti gli articoli 131 e 132 (oltre quelli dedicati alle fun-zioni di Stato e Regioni) stabilendo un processo di accorpamento fra gli Enti che devono smettere di gestire appalti e tornare al loro ruolo originale di programmazione e di pianificazione del territorio. La programmazione ha senso su bacini di grande dimensione da 8/10 milioni di abitanti, come la Lombardia che non a caso è una delle Regioni che funziona meglio. Io sarei per creare tra sei e otto macroregioni sulla base di un processo di unificazione dal basso”. Infine per Caldoro non è contraddittorio il fatto di tentare di accorpare le Regioni da un lato e di trasformare il Senato in una Camera delle Autonomie dall’altro “anzi - spiega - il nuovo Senato avrebbe ancora più senso se rappresentasse Macroregioni e Comuni”.
Parte da un punto di vista diverso l’analisi del presidente della regione Marche, Gian Mario Spacca: “E' in corso un disegno di centralizzazione che può portare persino ad un cambiamento del profilo geografico e delle competenze delle Regioni”. Nel corso della conferenza stampa di bilancio dell'attività dell'ente Spacca ha spiegato che “il confronto con il Governo sarà l'elemento qualificante dei prossimi mesi e il passaggio elettorale sarà fondamentale anche per riflettere sul ruolo delle Regioni nell'architettura costituzionale del nostro paese - ha ribadito - E' prevedibile che i toni del confronto con il Governo nei prossimi mesi si alzeranno molto”.


( sm / 29.12.14 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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