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Regioni.it

n. 2639 - martedì 13 gennaio 2015

Sommario
- Riforma Costituzione: prosegue il dibattito alla Camera
- Lavori pubblici: 693 le "opere incompiute" finora censite
- Simoncini: riforme, preoccupazione per politiche attive del lavoro
- Frane e inondazioni: Rapporto Irpi-Cnr 2014
- PAC 2014-2020: intesa su politica agricola comune UE
- Decreto "sblocca Italia": trivellazioni, anche le Marche fanno ricorso

Convegno promosso da Ministero infrastutture, Itaca e Conferenza delle Regioni

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Lavori pubblici: 693 le "opere incompiute" finora censite

Un numero destinato a crescere

(Regioni.it 2639 - 13/01/2015) Sono 693 le opere incompiute in Italia, per le quali sono stati già spesi oltre 3 miliardi di euro e per il cui completamento serve 1,5 miliardi di euro: si va da scuole e asili nido a strade, da loculi cimiteriali alle Vele di Calatrava a Tor Vergata. È questo il risultato a cui si arriva sommando i dati dell'anagrafe istituita presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ha cominciato a censire dai primi mesi del 2012 le opere avviate e non concluse. Si tratta però di numeri che crescono a vista d'occhio: se al primo censimento dell'ottobre del 2013, gli interventi al palo erano 593, a fine 2014 questi sono lievitati a ben 693 mentre, intanto, alcune di esse hanno perso la loro utilità rispetto alle finalità per le quali erano state concepite. E’ stato il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini, a fare il punto su questo tema nel suo intervento al convegno dal titolo “Opere incompiute: quale futuro?”, organizzato dalllo stesso ministero Mit, dall'istituto Itaca e dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome. Un convegno che si è svolto in un luogo simbolo: il Centro dello Sport a Tor Vergata, noto come le 'Vele di Calatrava'. Opera incompiuta per eccellenza. Il progetto dell'architetto spagnolo Santiago Calatrava avviato nel 2005 per realizzare un cento sportivo polifunzionale in vista dei mondiali di nuoto del 2009, presso l'area dell'università di Tor Vergata, si è da tempo arenato.Il numero di opere incompiute - ha detto Nencini - è destinato a crescere mensilmente se si considera una certa ritrosia degli enti locali a fornire questi dati. Le opere incompiute risultano, a fine 2014, 692 alle quali aggiungiamo ora anche le Vele di Calatrava". “Tre miliardi sono stati già spesi e per completarle servono 1,5 miliardi: ci sono opere che devono essere concluse il più rapidamente possibile, altre, invece, che - ha riconosciuto Nencini - in corso d'opera hanno perso la loro finalità iniziale a fronte di un mutato contesto”.
E’ allora fondamentale “aprire una stagione nuova, una stagione di interventi di qualità, selezionati attraverso concorsi di progettazione e che abbiamo come obiettivo quello della riduzione progressiva del suolo consumato, per arrivare a zero nei prossimi trenta anni. Il destino delle opere incompiute, a meno che non siano così importanti da dover essere concluse o degli eco-mostri da dover essere abbattuti, sta nel loro riuso e nella loro trasformazione”. Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti. L'auspicio è “che il nuovo Codice degli appalti eviti gli errori che hanno consentito lo svilupparsi del fenomeno, tipicamente italiano, delle opere pubbliche incompiute. La strada da percorrere è quella del ricorso alle procedure concorsuali, le sole che possono garantire architetture di qualità; della condivisione dei progetti con le comunità; di una seria programmazione che metta a sistema le potenzialità economiche e le risorse disponibili. Tutto ciò potrà evitare scelte che scelte politiche sbagliate, troppo spesso dettate dai favoritismi, provochino ritardi e contenziosi, accrescendo sprechi di risorse sul piano ambientale, economico e sociale”.
Un esempio è sotto gli occhi di tutti, conclude Freyrie: "il recente progetto di trasformazione in area green e in una piazza del viadotto dei Presidenti al Nuovo Salario a Roma, uno degli interventi proposti dal gruppo di giovani architetti 'G124' di Renzo Piano per rammendare le periferie delle nostre città”.
Il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture sta comunque valutando un bonus fiscale a favore delle imprese che prendano in carico le opere infrastrutturali incompiute per terminarle. Lo ha rivelato il viceministro, Riccardo Nencini, precisando però che su questo si dovrà discutere con il ministero del Tesoro. “Stiamo pensando - ha detto Nencini - a bonus fiscali, sia alle imprese che volessero ereditare le opere incompiute sia agli enti locali che adottassero provvedimenti per favorire tale soluzione. Con il ministero del Tesoro dovremo lavorare per questo”. “Non escludo - ha concluso il viceministro - la possibilità di revisione di natura urbanistica delle opere incompiute” nel senso di un cambio di destinazione dunque che possa costituire un incentivo per i privati.


CONVEGNO “OPERE INCOMPIUTE: QUALE FUTURO? NUOVE ESIGENZE ED OPPORTUNITA’ PER IL PAESE” – ROMA, 13 GENNAIO 2015, CITTA’ DELLO SPORT



( sm / 13.01.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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