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Regioni.it

n. 2639 - martedì 13 gennaio 2015

Sommario
- Riforma Costituzione: prosegue il dibattito alla Camera
- Lavori pubblici: 693 le "opere incompiute" finora censite
- Simoncini: riforme, preoccupazione per politiche attive del lavoro
- Frane e inondazioni: Rapporto Irpi-Cnr 2014
- PAC 2014-2020: intesa su politica agricola comune UE
- Decreto "sblocca Italia": trivellazioni, anche le Marche fanno ricorso

+T -T
Simoncini: riforme, preoccupazione per politiche attive del lavoro

(Regioni.it 2639 - 13/01/2015) “Resta davvero difficile capire come si possa pensare in Costituzione, di ribadire che "spetta alle Regioni la podestà legislativa in materia di ...promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito regionale, ..di istruzione e formazione professionale" e poi assegnare in maniera esclusiva allo stato le "politiche attive del lavoro", cioè quelle politiche strettamente funzionali allo sviluppo economico e impensabili senza la formazione professionale”. Lo sostiene Gianfranco Simoncini, assessore della Toscana al Lavoro e alle Attività produttive, che coordina la materia Lavoro per la Conferenza delle Regioni.
Quindi l’accoglimento di un emendamento nel corso dei lavori parlamentari sulle riforme, può riportare allo Stato le politiche attive del lavoro: “il blitz sulle competenze costituzionali sul lavoro - spiega sempre Simoncini -  avvenuto in Commissione alla Camera, ipotizzando un ritorno delle competenze esclusive sul lavoro allo Stato, rappresenta una rottura profonda nel percorso di riordino dei servizi per il lavoro e interrompe un confronto positivo che aveva trovato un punto di equilibrio al Senato, ma anche nei colloqui in atto tra le Regioni ed il ministro del lavoro Poletti, che nell'incontro ufficiale del luglio scorso aveva detto di condividere l'ipotesi di assegnazione alle Regioni del personale provinciale dei servizi per il lavoro. Spero che questo percorso possa andare avanti, evitando ritorni al passato e centralismi che, spesso, invece di aiutare una crescita unitaria dei servizi in tutto il Paese, producono un livellamento verso il basso. Mi auguro invece che alla fine si possa arrivare ad un Servizio nazionale del lavoro profondamente radicato nei territori".
Simoncini infatti ricorda la proposta di un'Agenzia nazionale che ha come gambe le Agenzie regionali. Il Ministero definirebbe le competenze sui livelli essenziali delle prestazioni da raggiungere, mentre le Agenzie regionali sarebbero responsabili della gestione operativa dei servizi sul territorio. Le Regioni, definiti gli standard nazionali, regolano e organizzano così gli interventi.
Quindi le attività sul territorio inerenti il mercato del lavoro e l'occupazione dovrebbero restare alle Regioni, in modo tale da mantenere il collegamento con i sistemi produttivi locali, il collegamento tra domanda e offerta di lavoro.  In tal senso – osserva Simoncini – “sarebbe possibile affidare alle Agenzie regionali anche le funzioni in materia di formazione, vista la competenza esclusiva delle Regioni in tale materia e lo stretto legame con le politiche attive del lavoro".
“Un quadro di riordino del sistema che superi l'eccessiva frantumazione dei servizi – ribadisce Simoncini - non può portare ad una nuova centralizzazione degli interventi che non tenga conto della profonda differenza dei mercati del lavoro locali: Trento, Firenze o Palermo devono certo offrire ai propri cittadini pari opportunità e diritti nell'accesso ai servizi per il lavoro, ma non si possono ignorare situazioni che richiedono interventi articolati e diversificati". "Questa posizione – conclude Simoncini – la ribadiremo nell'incontro delle Regioni col Ministro Boschi giovedì prossimo".



( Giuseppe Schifini / 13.01.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
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