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Regioni.it

n. 2651 - giovedì 29 gennaio 2015

Sommario
- Legge di stabilità e tagli: slitta l'intesa in Stato-Regioni
- Cipe finanzia ferrovie e metanizzazione al Sud
- Retribuzioni contrattuali: siamo al minimo storico
- Comitato europeo delle Regioni: la delegazione italiana
- Legge di stabilità: Governo recepisca scelte delle regioni per ridurre il danno
- Zaia: i tagli della legge di stabilità ricadranno sulla testa dei cittadini

+T -T
Retribuzioni contrattuali: siamo al minimo storico

L'istat certifica aumenti medi del compenso orario pari all'1,3%, la variazione più bassa dal 1982

(Regioni.it 2651 - 29/01/2015) Crescono le retribuzioni contrattuali orarie, ma la l’incremento medio del 2014 è solo dell'1,3% e per l’Istat è il minimo storico, cioè la variazione più bassa dal 1982. Di anno in anno quindi l'Istat non fa che aggiornare il minimo storico (nel 2013 la crescita media era stata pari all'1,4%). Un minimo che riporta gli stipendi indietro di almeno 32 anni, il tempo di una generazione.
La spiegazione di questa crescita che si avvicina pericolosamente allo zero è legata al fatto che nella Pubblica Amministrazione, i contratti sono bloccati dal 2010 e lo saranno anche per tutto il 2015. L'unico dato positivo lo si ricava dalla constattazione che i prezzi, che sono saliti ancora meno delle retribuzioni (+0,2% nel 2014), con ripercussioni positive sul potere d'acquisto.
Tuttavia si tratta di un gioco al ribasso, dove la capacità di spesa aumenta esclusivamente grazie a un'inflazione praticamente piatta.
Analizzando i singoli comparti, l'Istituto di statistica rileva “aumenti significativamente superiori alla media” per le retribuzioni di chi lavora nei settori delle telecomunicazioni (3,5%), della lavorazione della gomma o della plastica (2,9%), mentre crescite vicine allo zero si riscontrano nell'edilizia (0,5%) e nei trasporti (0,6%). Nulla, come si è detto, si muove invece per il pubblico impiego. 
A dicembre si allunga anche l'attesa media per vedersi rinnovare il contratto, i lavoratori a cui è scaduto devono aspettare, prima di vederselo 'aggiornato', 37,3 mesi, ovvero oltre tre anni (32,2 a dicembre del 2013).
Dati positivi – sempre secondo l'Istat –rigiardano invece il clima di fiducia  dei consumatori e delle imprese. Questo mese l'indice composito del  clima di fiducia dei consumatori, aumenta in misura significativa,  passando a 104,0 da 99,9. Anche l'indice composito del clima di  fiducia delle imprese italiane, mostra un miglioramento, salendo a  91,6 da 87,6 di dicembre 2014.


( sm / 29.01.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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