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Regioni.it

n. 2654 - martedì 3 febbraio 2015

Sommario
- Mattarella: "riformare la Costituzione per rafforzare il processo democratico"
- Chiamparino: "Grazie Presidente"
- Discorso Mattarella: confermare il patto costituzionale
- Sanità: prosegue il confronto fra Stato e Regioni sui nuovi LEA
- Istat: prezzi al consumo e nuovo paniere inflazione
- Circolare ministeriale su personale province e città metropolitane

Sintesi dell'intervento del Presidente delle Repubblica di fronte al Parlamento

+T -T
Mattarella: "riformare la Costituzione per rafforzare il processo democratico"

"L'arbitro deve essere - e sarà - imparziale. I giocatori lo aiutino con la loro correttezza"

(Regioni.it 2654 - 03/02/2015) Unità e speranza, una vicinanza maggiore delle istituzioni alle gente, le aspettative dei giovani, le riforme, l’imparzialità del Quirinale  e il recupero dell’autonomia del Parlamento, i morsi della crisi, il terrorismo internazionale che impone soluzioni globali, un’Europa più solidale: sono questi alcuni dei temi che il neoeletto presidente della Repubblica ha toccato nel suo discorso di fronte al Parlamento e ai delegati regionali che sin dall’incipit del proprio intervento ha sottolineato di avvertire “pienamente la responsabilità del compito”, “la responsabilità di rappresentare l'unità nazionale innanzitutto. L'unità che lega indissolubilmente i nostri territori, dal Nord al Mezzogiorno. Ma anche l'unità costituita dall'insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri concittadini. Questa unità, rischia di essere difficile, fragile, lontana. L'impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze”.
Un passaggio è dedicato alla crisi socioeconomica che in nquesti anni ha attraversato l’Italia: “La lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo. Ha aumentato le ingiustizie. Ha generato nuove povertà. Ha prodotto emarginazione e solitudine. Le angosce si annidano in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi”. “Dobbiamo – ha aggiunto Mattarella - saper scongiurare il rischio che la crisi economica intacchi il rispetto di principi e valori su cui si fonda il patto sociale sancito dalla Costituzione”. E “per uscire dalla crisi […] è indispensabile che al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita, da articolare innanzitutto a livello europeo”.
Per quanto riguarda le riforme il presidente della Repubblica ha detto che “sussiste oggi l'esigenza di confermare il patto costituzionale che mantiene unito il Paese e che riconosce a tutti i cittadini i diritti fondamentali e pari dignità sociale e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l'eguaglianza. L'urgenza di riforme istituzionali, economiche e sociali deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla nostra comunità, risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte”.
“La democrazia – ha proseguito Mattarella - non è una conquista definitiva ma va inverata continuamente, individuando le formule più adeguate al mutamento dei tempi. E' significativo che il mio giuramento sia avvenuto mentre sta per completarsi il percorso di un'ampia e incisiva riforma della seconda parte della Costituzione. Senza entrare nel merito delle singole soluzioni, che competono al Parlamento, nella sua sovranità, desidero esprimere l'auspicio che questo percorso sia portato a compimento con l'obiettivo di rendere più adeguata la nostra democrazia. Riformare la Costituzione per rafforzare il processo democratico”.
Fondamentale il passaggio dedicato alla crisi di credibilità ed autorevolezza delle istituzioni. “Parlare di unità nazionale significa, allora, ridare al Paese un orizzonte di speranza”, ma “la crisi di rappresentanza ha reso deboli o inefficaci gli strumenti tradizionali della partecipazione, mentre dalla società emergono, con forza, nuove modalità di espressione che hanno già prodotto risultati avvertibili nella politica e nei suoi soggetti. Questo stesso Parlamento presenta elementi di novità e di cambiamento. La più alta percentuale di donne e tanti giovani parlamentari. Un risultato prezioso che troppe volte la politica stessa finisce per oscurare dietro polemiche e conflitti. I giovani parlamentari portano in queste aule le speranze e le attese dei propri coetanei. Rappresentano anche, con la capacità di critica, e persino di indignazione, la voglia di cambiare”.
Mattarella non ha evitato di toccare il tema della imparzialità  del Quiirinale: “nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del capo dello Stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione. E' una immagine efficace. All'arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L'arbitro deve essere - e sarà - imparziale. I giocatori lo aiutino con la loro correttezza. Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione. La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno”.
Indice puntato con mafia e corruzione: “la lotta alla mafia e quella alla corruzione sono priorità assolute. E' allarmante la diffusione delle mafie, antiche e nuove, anche in aree geografiche storicamente immuni. Un cancro pervasivo, che distrugge speranze, impone gioghi e sopraffazioni, calpesta diritti”.
Mattarella si è poi soffermato anche su temi di politica internazionale ed in particolare ha ricordato che fra i “rischi che minacciano la nostra convivenza” rientra “il terrorismo internazionale” che “ha lanciato la sua sfida sanguinosa, seminando lutti e tragedie in ogni parte del mondo e facendo vittime innocenti”. Ma, ha avvertito il Presidente della Repubblica, occoore “considerare la sfida terribile del terrorismo fondamentalista nell'ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà sarebbe un grave errore. La minaccia è molto più profonda e più vasta. L'attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza e di convivenza. Per minacce globali servono risposte globali. Un fenomeno così grave non si può combattere rinchiudendosi nel fortino degli Stati nazionali […] La comunità internazionale deve mettere in campo tutte le sue risorse”.
Anche il futuro dell’Unione Europea è fra le argomentazioni del presidente. “Nella nuova Europa l'Italia ha trovato l'affermazione della sua sovranità; un approdo sicuro ma soprattutto un luogo da cui ripartire per vincere le sfide globali. L'Unione Europea rappresenta oggi, ancora una volta, una frontiera di speranza e la prospettiva di una vera Unione politica va rilanciata, senza indugio”. Mattarella guarda però ad un’Europa più solidale. “Le guerre, gli attentati, le persecuzioni politiche, etniche e religiose, la miseria e le carestie generano ingenti masse di profughi. Milioni di individui e famiglie in fuga dalle proprie case che cercano salvezza e futuro proprio nell'Europa del diritto e della democrazia. E' questa un'emergenza umanitaria, grave e dolorosa, che deve vedere l'Unione Europea più attenta, impegnata e solidale”.
Infine una conclusione in cui emerge un giusta dose di pathos che non danneggia lo stile sobrio e privo di retorica che ha caratterizzato l’intero discorso. Una democrazia che si “invera” giorno per giorne e che ha anche una faccia: “per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni: l' ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo. Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi, con fiducia, i volti degli italiani. E si tratta di volti e storie che “raccontano di un popolo che vogliamo sempre più libero, sicuro e solidale. Un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace”.

Link all'intervento integrale:


( Stefano Mirabelli / 03.02.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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