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n. 2655 - mercoledì 4 febbraio 2015

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Sanità: si lavora su aggiornamento LEA, ma con "incognita" risorse

(Regioni.it 2655 - 04/02/2015) “Secondo me sarà molto difficile poter erogare i nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) se non aumentando ulteriormente le tasse". Lo ha affermato il coordinatore della commissione Salute per la Conferenza delle Regioni, Luca Coletto, al termine di un incontro con il ministro Lorenzin riguardante proprio il documento di revisione dei Lea che si è tenuto il 4 febbraio.
Durante l'incontro al ministero della Salute, il ministro Beatrice Lorenzin ha illustrato agli assessori regionali alla Sanità – secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa - il documento messo a punto per la revisione dei Lea, ovvero le cure e le prestazioni garantite ai cittadini dal servizio sanitario nazionale. Sullo sfondo vi è però la probabilità di un taglio di due miliardi alla sanità nell'ambito della legge di stabilità.
Su questo punto Coletto ha affermato che "in merito al taglio di due miliardi la Regione Veneto ha sempre detto di non essere d'accordo. Nel patto per la salute sottoscritto a luglio – ha sottolineato - erano definiti gli step di crescita del Fondo sanitario nazionale, ma ora questo patto non è mantenuto perché è appunto previsto un taglio, che ci dicono di due miliardi, proprio per la sanità". Ciò, ha avvertito, "ha molteplici aspetti negativi: il primo è che le Regioni in piano di rientro e che stavano stabilizzandosi faranno ora fatica ad arrivare all'equilibrio di bilancio, il secondo è che ci sarà maggiore difficoltà nella gestione della sanità". Il fatto, ha affermato Coletto, è che "chi pagherà di più per questi tagli saranno sempre i meno abbienti". Ad ogni modo, ha aggiunto, "il documento presentatoci dal ministero sulla revisione del Lea è un buon documento. Lo valuteremo la settimana prossima in Commissione Salute della Conferenza delle Regioni". La revisione dei Lea, ha detto, "va fatta ed è scritto nel patto; ora le regioni faranno la loro valutazione e poi ci sarà un nuovo incontro con il ministro". Sul tavolo resta però il nodo delle risorse finanziarie: "va detto - ha ricordato Coletto - che il ministero ha messo a disposizione più di 400 milioni proprio per la revisione dei Lea, ma il problema - ha chiarito - resta il taglio dei due miliardi". Dunque, ha concluso Coletto, "con o senza la revisione dei Lea, se non ci saranno aumenti di tasse sarà difficile sopperire al taglio di questi due miliardi.
Difende il lavoro svolto finora, il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, e lo fa nel corso di un’audizione al Senato, tenuta subito dopo il confronto con gli assessori regionali.
“L'aggiornamento dei Lea è stato un lavoro poderoso, enorme. Un'azione di innovazione che vale 415 milioni di euro. E' stato un lavoro atteso da oltre tredici anni", ha aggiunto Lorenzin. Tre le novità più rilevanti: l'ingresso della fecondazione assistita omologa ed eterologa, il laser per la degenerazione maculare senile, indagini per la diagnosi di celiachia e per una serie di malattie rare.
“Penso che 415 mln di euro che possono essere spalmati in due anni siano una cifra decisamente sostenibile, qualsiasi sia la scelta delle Regioni", alle quali, però, "nessuno ha detto di tagliare due miliardi di euro". A precisarlo, presentando i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) e rispondendo alle polemiche sulla sostenibilità dell'aggiornamento delle prestazioni, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, durante l'audizione in commissione Sanità del Senato.
“Nel Patto della salute - ha aggiunto - avevamo previsto 950 mln di euro da distribuire in tre anni. Questi dovevano essere coperti dall'appropriatezza delle degenze ospedaliere e con altre operazioni di recupero su beni e servizi. Ricordo che nel 2013 abbiamo sostenuto il mancato aumento dei ticket per 2 mld di euro e quindi il Fondo sanitario nazionale è passato da 107 mld a 109 nel 2014, a 110 nel 2015 e siamo a 115 per il prossimo anno. Detto questo, nessuno ha detto alle Regioni che si devono tagliare 2 miliardi di euro: se faranno questa scelta, la faranno loro”. Una posizione che ha suscitato l'immediata reazione del presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, secondo il quale invece quella della riduzione del fondo non è una scelta delle regioni, ma una strada obbligata (vedi notiza precedente). Rispetto alla quale sarebbe auspicabile la condivisone del Governo, a meno che l'esecutivo non voglia assumersi direttamente la responsabilità dell'entità e delle ricadute dei tagli previsti dalla legge di stabilità.
“Ritengo che lo sforzo per adeguare il Fondo - sottolinea Lorenzin - sia stato enorme e stiamo facendo una gara contro il tempo per la sostenibilità del sistema e per continuare i processi di salute in atto sul nostro territorio. Alle Regioni abbiamo garantito il massimo supporto tecnico. E' evidente che questa vicenda richiede uno sforzo in più di compattezza e una valutazione attenta che lascio alla ragionevolezza della conferenza Stato-Regioni nel suo insieme, al di là delle posizioni personali. Ma credo anche che perdere l'opportunità di fare un lavoro come questo, in cui in due anni abbiamo sbloccato una situazione ferma da 15, sarebbe una grandissima occasione mancata e non so se ce ne sarebbe un'altra".
Vale la pena ricordare, in conclusione, quanto prevede la legge di stabilità che da un lato chiede alle Regioni una intesa sui tagli (e occorre ricordare che gran parte del bilancio delle regione è costituito dalle risorse per la sanità), dall’altro stabilisce, in caso di inerzia delle Regioni stesse, un intervento del Governo che comprenderebbe anche le risorse per la sanità. Questo il testo del comma 398:
398.  Al comma 6 dell'articolo 46 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)  al primo periodo:
1)  le parole: «Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «Le regioni a statuto ordinario»;
2)  la parola: «2017» è sostituita dalla seguente: «2018»;
3)  le parole: «e province autonome» sono soppresse;
4)  le parole: «tenendo anche conto del rispetto dei tempi di pagamento stabiliti dalla direttiva 2011/7/UE, nonché dell'incidenza degli acquisti centralizzati,» sono soppresse;
b)  al secondo periodo, la parola: «eventualmente» è soppressa;
c)  sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Per gli anni 2015-2018 il contributo delle regioni a statuto ordinario, di cui al primo periodo, è incrementato di 3.452 milioni di euro annui in ambiti di spesa e per importi complessivamente proposti, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, in sede di autocoordinamento dalle regioni da recepire con intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 gennaio 2015. A seguito della predetta intesa sono rideterminati i livelli di finanziamento degli ambiti individuati e le modalità di acquisizione delle risorse da parte dello Stato. In assenza di tale intesa entro il predetto termine del 31 gennaio 2015, si applica quanto previsto al secondo periodo, considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale».
 


( red / 04.02.15 )
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