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Regioni.it

n. 2658 - lunedì 9 febbraio 2015

Sommario
- Istat: i conti economici territoriali
- Expo delle idee: l'esposizione universale entra nel vivo
- Il Comitato delle Regioni elegge il nuovo Presidente
- Rapporto Ocse: spesa per l'istruzione in Italia sotto la media
- Dissesto suolo: Sardegna approva legge per geologi nei comuni
- Sanità: i LEA e la vexata quaestio dei tagli della legge di stabilità

+T -T
Rapporto Ocse: spesa per l'istruzione in Italia sotto la media

Going for Growth: migliorare l'efficienza della struttura fiscale

(Regioni.it 2658 - 09/02/2015) L’Ocse richiama il nostro sistema educativo a migliorare in equità ed efficienza. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico lo ha evidenziato nel rapporto 'Going for Growth' rilevando, in particolare, le poche risorse destinate al settore.
La spesa per l'istruzione risulta “scesa ben al di sotto della media”. Altro elemento negativo, sempre secondo l’Ocse, sono i numerosi cambi, "tre in quattro anni", al vertice dell'agenzia per la valutazione della scuola.
Pertanto l'Italia investe poco in istruzione. Occorre fare di più per migliorare le opportunità dei meno qualificati e, pur prendendo atto degli interventi avviati per potenziare l'istruzione tecnica post secondaria, l’Ocse ritiene che questa debba essere ulteriormente rafforzata.
Tra i consigli dell'Organizzazione per la cooperazione economica europea oltre a quello di insistere sulla valutazione nella scuola Secondaria, anche il suggerimento di aumentare le tasse universitarie e introdurre un sistema di prestiti d'onore per gli studenti.
Tra l’altro l’Ocse stima il Pil pro capite italiano nel 2013 inferiore del 30% rispetto alla media dei primi 17 Paesi Ocse. Si devono ancora fare passi avanti nel fisco, nelle privatizzazioni e nella concorrenza. Ma soprattutto l'Italia deve “migliorare l'efficienza della struttura fiscale”, perché “il peso delle tasse per i lavoratori a basso salario è alto, il codice fiscale è troppo complicato e l'evasione è alta”.
Emergono anche dei segnali positivi, come quelli derivanti da una crescita nell'eurozona, che sono letti come “segni di un cambiamento positivo" soprattutto per Spagna e Germania, ma anche per l'Italia si registrano “miglioramenti”, con “una fase di slancio stabile, dopo i segni di indebolimento del mese precedente”.
E comunque l'Italia presenta un cuneo fiscale “troppo alto per i salari più bassi”, un elemento che viene ribadito si abbina a un sistema fiscale troppo complicato cui si aggiunge un’evasione fiscale elevata. Nel contempo sono riconosciuti i “primi passi mossi nel 2014 dal governo per riforme ambiziose in diversi settori, soprattutto in quello del  mercato del lavoro".
Si evidenzia la riforma del lavoro, il Jobs Act “ha  eliminato la maggior parte dei limiti all'utilizzo dei contratti a  breve termine per un totale di tre anni”, ma si suggerisce che il provvedimento venga sia accompagnato da “una rete di  sicurezza sociale più estesa e dallo sviluppo di politiche del mercato del lavoro attive”.
L'Ocse segnala inoltre le troppe modifiche alla tassazione sugli immobili, con relative “instabilità e incertezza”: di qui l'invito all'Italia ad “abbassare le distorsioni e gli incentivi a evadere riducendo le elevate aliquote nominali e abolendo numerose voci di spesa”. C’è anche il consiglio di “ridurre l'instabilità della legislazione fiscale evitando misure provvisorie” e “confermando l'impegno a evitare le sanatorie fiscali”.
L’Ocse spinge ad andare avanti sulle privatizzazioni, che “non hanno raggiunto gli obiettivi fissati” negli anni scorsi, e implementare con più efficacia le riforme per la riduzione delle "barriere alla concorrenza”. Occorre eliminare in particolare “ i legami di proprietà tra i governi locali e i fornitori di servizi, migliorare gli incentivi all'efficienza della giustizia civile, e snellire ulteriormente le procedure di bancarotta per ridurre durata e costo”.
L'Italia dovrebbe “continuare a ridurre la tassazione del lavoro, quando la situazione di bilancio lo permette, puntando a incoraggiare domande e offerta di lavoro”, impegnandosi insomma a “spostare la protezione dai posti di lavoro al reddito dei lavoratori”.

 

                                                                                                                                 

[OCSE] Riforme ambiziose possono creare un percorso di crescita che sia forte e inclusiva - 09.02.2015

 



( Giuseppe Schifini / 09.02.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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