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Regioni.it

n. 2658 - lunedì 9 febbraio 2015

Sommario
- Istat: i conti economici territoriali
- Expo delle idee: l'esposizione universale entra nel vivo
- Il Comitato delle Regioni elegge il nuovo Presidente
- Rapporto Ocse: spesa per l'istruzione in Italia sotto la media
- Dissesto suolo: Sardegna approva legge per geologi nei comuni
- Sanità: i LEA e la vexata quaestio dei tagli della legge di stabilità

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Sanità: i LEA e la vexata quaestio dei tagli della legge di stabilità

Focus della Cgil sulla bozza del Decreto

(Regioni.it 2658 - 09/02/2015) La Cgil mette “sotto esame” la proposta di aggiornamento degli attuali LEA, prevista nel Patto per la Salute 2014/2016 e oggi in discussione tra Governo e Conferenza delle Regioni.
La Cgil critica la mancanza di un “confronto anche con le forze sociali” (sindacato confederale e associazioni dei cittadini utenti) che invece “aveva caratterizzato positivamente il percorso del 2008”. Secondo la Cgil “bisogna cambiare metodo: se si vogliono rendere effettivi ed esigibili i Lea ai cittadini, Governo e Regioni devono aprirsi al confronto e alla partecipazione democratica”.
Entrando nel merito, la Cgil scrive che il contesto rispetto al 2008 è molto cambiato: la lunga crisi economica e sociale, aggravata da insensate politiche di austerity che hanno tagliato il finanziamento alla Sanità (30 miliardi) e ai servizi del welfare socio assistenziale, ha messo in discussione la garanzia dei Lea, soprattutto in alcune Regioni, come ha denunciato a fine anno 2014 la Corte dei Conti. Se non si mette in sicurezza il finanziamento del SSN, l’aggiornamento dei Lea proposto rischia di essere un buon provvedimento ma velleitario”.
In particolare fra le preoccupazioni espresse dalle Regioni, la Cgil  sembra condividere soprattutto quelle economiche. E’ del tutto incerta la “copertura finanziaria” per l’aggiornamento dei LEA: la Relazione del Ministero della Salute la quantifica in 415 milioni di euro, che andrebbero a gravare sul finanziamento esistente, già pesantemente ridotto per effetto dell’ultima Legge di Stabilità”. E il botta e risposta  “tra il Ministro della Salute Lorenzin e il Presidente della Conferenza delle Regioni Chiamparino conferma questa incertezza.
In ogni caso – prosegue il sindacato - l’aggiornamento non basta, dovrà essere completato con gli strumenti adeguati a favorire l’uniformità nella diffusione dei Lea in tutto il Paese e la loro reale esigibilità. Si tratta in primo luogo di adottare i provvedimenti già previsti nel Patto per la Salute 2014/2016 sul monitoraggio del LEA (articolo 10). Per applicare e rendere esigibili i Lea servono, con le dovute flessibilità per adattarli ai diversi contesti locali, indicatori di risultato, di offerta e standard organizzativi di riferimento (dei servizi, del personale, target di utenza % su popolazione, ecc.). In particolare il fabbisogno del personale adeguato. Gli indicatori e gi standard esistenti sono del tutto parziali (e ancora concentrati sull’Ospedale), pur con i miglioramenti introdotti dalla cosiddetta “griglia Lea”. Inoltre, l’effettiva garanzia dei Lea è strettamente legata alle liste di attesa. E ancora, senza la definizione dei corrispondenti LEA per l’Assistenza Sociale l’esigibilità e l’uniformità del diritto all’assistenza sociosanitaria resta impossibile.  Infine – conclude la Cgil -  occorre definire una relazione chiara tra prestazioni e diritti, come prevede la Costituzione, compreso l’esercizio dei poteri dello Stato, anche sostitutivi, per rimediare quella frantumazione del SSN che ha prodotto venti differenti sistemi regionali. Per questo l’attuale revisione dei LEA va considerata una tappa del percorso per garantire l’esigibilità e l’uniformità del diritto alla Salute e alla protezione sociale.  Anche per questo la Cgil prosegue con la campagna nazionale “Salviamo la Salute”(cfr. Dossier Cgil aggiornamento LEA: Bozza Dpcm e allegati - La scheda Cgil).
Dopo lo scambio di battute e di note-stampa con il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, il presidente Chiamparino è tornato sull’argomento (con una breve intervista pubblicata il 7 febbraio su "quotidiano sanità"), ricollegando il tema dei Lea alla vexata quaestio deli tagli della legge di stabilità: “la partita non è ancora stata definita. Quindi, l’unica cosa che posso dire in questo momento è che c’è un’ipotesi in pista, costruita dalla commissione bilancio delle Regioni, sulla quale non tutte le Regioni sono d’accordo. E quindi per quel che mi riguarda la questione è semplice: se non ci sono le condizioni per fare l’intesa prima di tutto tra di noi e poi con  il Governo. Deciderà il Governo. Punto". A quel punto “ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità, sia le Regioni che non sono d’accordo sia il Governo. Lo scenario è questo. Il Governo  ha ritenuto di tenere fermi i tagli a 5,2 miliardi.  Noi abbiamo cercato di costruire una proposta, che come tutte le proposte cerca di rendere sostenibili i tagli, anche se non li facciamo di certo con “allegria”. Adesso ci sono delle Regioni che non ritengono di poterla sostenere,  quindi non posso dare un’Intesa se non c’è un’unità. A quel punto, molto semplicemente - conclude Chiamparino - il Governo provvederà come è giusto che sia”.


( sm / 09.02.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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