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n. 2659 - martedì 10 febbraio 2015

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Foibe: il "Giorno del Ricordo" nelle Regioni

(Regioni.it 2659 - 10/02/2015) “Il Giorno del Ricordo riporta alla memoria le immagini e la storia drammatica di molti italiani trucidati nelle foibe o costretti all’esilio, ma è soprattutto l’occasione per riflettere in generale sui crimini contro l’umanità e sulle esigenze di un impegno che deve rinnovarsi giorno dopo giorno”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino. E “le strumentalizzazioni di coloro che vogliono piegare il significato di questa giornata alla faziosità non giovano ad una riflessione che dovrebbe essere comune”, ha aggiunto Chiamparino riferendosi alle posizioni polemiche assunte da alcuni esponenti politici.
“L’accostamento inevitabile dovrebbe infatti unirci nell’impegno per la solidarietà rispetto alle tragedie di questi giorni al largo delle nostre coste, ai venti di guerra ai confini orientali dell’Europa, alle persecuzioni etniche o religiose. Il pensiero insomma va ai molti che ancora oggi – conclude Chiamparino - sono costretti ad abbandonare i propri luoghi d’origine e i propri affetti, a quei territori che, in nome di un modo sbagliato d’intendere identità e valori, sono bagnati dal sangue”.
“Il Parlamento, con l'approvazione a larghissima maggioranza della legge n. 92 del 2004, ha realizzato uno dei suoi atti più elevati e significativi, colmando, finalmente, un debito di riconoscenza verso la memoria delle migliaia di italiani che rimasero vittime di una violenza cieca e brutale messa in atto da parte jugoslava. Come disse nel 2007 l'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dobbiamo infatti assumerci la responsabilità di 'aver negato, o teso ad ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell'averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali”. Lo ha detto la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, intervenendo nell'Aula di Montecitorio. "L'istituzione del giorno del ricordo è stato quindi un fondamentale passaggio di un percorso di verità, che ha consentito di ricollocare nella memoria nazionale i drammi di tanti italiani, ma anche di dare riconoscimento alla loro capacità di guardare avanti e partecipare alla costruzione dell'Italia democratica - ha sottolineato la Boldrini -. La valorizzazione della memoria non è solo un atto dovuto verso le vittime e verso noi stessi. Essa ha infatti un significato educativo generale, perché consente, specialmente alle generazioni più giovani di comprendere criticamente i fenomeni complessi del mondo contemporaneo, nel quale il rispetto dei diritti umani, inteso nella sua accezione più ampia, non è un dato acquisito ma una grande battaglia politica e culturale ancora aperta. Il 10 Febbraio è dunque una giornata di ricordo. Ma è soprattutto un monito, per il presente e per il futuro. Un monito contro l'intolleranza, contro tutte le guerre, contro le dittature e contro ogni tentativo di nascondere la verità”.
Sceglie facebook il presidente del Senato, Pietro Grasso,  che scrive “in occasione del Giorno del Ricordo, importante per la nostra storia e per la nostra identità nazionale, prendo in prestito le parole che pronuncio' nel 2006 l'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: 'E' giusto che agli anni del silenzio faccia seguito la solenne affermazione del ricordo'. Non esiste futuro per un Paese che sottovaluta o dimentica il proprio passato: e' con questo spirito che partecipo, alla Camera dei Deputati, alle celebrazioni per ricordare e rinnovare la memoria della tragedia delle foibe e degli esuli”.
Le Foibe e l'esodo giuliano-dalmata: “una tragedia che appartiene, per intero, alla storia di tutti gli italiani”, così il Presidente delle Marche, Gian Mario Spacca, nel Giorno del Ricordo. “Una pagina dolorosa della nostra storia recente - dice Spacca – che ha colpito in particolare la comunità adriatica. Quella stessa comunità che oggi apre un nuovo capitolo della propria storia, fatto di pace, collaborazione, vicinanza nel segno delle comuni origini e nel rispetto delle differenze: la Macroregione adriatico ionica”. “Dopo che nel XX secolo il nostro mare è stato segnato da terribili conflitti e dolorose tragedie, il XXI si è aperto all'insegna della costruzione di un nuovo futuro di pace per il bacino adriatico. Perché tragedie come quella delle foibe non si ripetano mai più”.
Il Consiglio regionale della Lombardia ha ricordato le vittime delle foibe e dell'esodo giulio-dalmata-istriano con i ragazzi delle scuole medie e superiori che hanno partecipato al concorso regionale per il Giorno del Ricordo. “Questo è un atto di riparazione e giustizia nei confronti di ognuna di queste vittime che al dolore delle ingiustizie hanno dovuto subire anche per decenni il dolore dell'oblio'', ha detto il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, e il sottosegretario della Giunta lombarda Alessandro Fermi ha rimarcato che il significato di questa iniziativa è ''stimolare l'approfondimento di questa tragedia e stimolare le coscienze''. Alla fine della commemorazione sono stati premiati i vincitori del concorso che quest'anno legava al tema delle foibe quello del ricordo della Grande guerra negli stessi territori. Il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, ha poi consegnato i  riconoscimenti conferiti dal presidente della Repubblica ai parenti di tre vittime delle foibe, Virginio Calegari, Angelo Meazzi ed Elena Pezzoli.
Anche il Consiglio regionale della Puglia ha celebrato il "Giorno del ricordo", dedicato ai martiri delle foibe, attraverso la testimonianza diretta di un protagonista dell'esodo giuliano-dalmata, il professore Dionisio Simone.   Alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna.
Il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Alberto Monaci, aprendo la seduta solenne dell'Assemblea toscana per il Giorno del ricordo, ha sottolineato che “l'esercizio della memoria è un bene collettivo di cui libere istituzioni democratiche hanno il dovere di farsi carico. Ricordiamo le migliaia di vittime della barbarie delle foibe, ingiustificabili vittime di una violenza gratuita frutto di un disegno di pulizia etnica, che ha avuto troppi repliche nei decenni successivi, anche in Europa. Le vittime delle foibe ma anche delle vittime di un esodo forzato 350 mila vittime verso campi profughi della martoriata Italia dell'immediato dopoguerra". Monaci ha poi ricordato i nostri "connazionali costretti a una drammatica esperienza che oggi vediamo vivere da chi fugge dalla Siria, dalle terre cadute sotto il terrore dell'Isis, dai regimi fondamentalisti dell'Africa. Forse se davvero ci ricordassimo dei nostri profughi avremmo almeno una maggiore pietas per questi luoghi”. Il presidente del Consiglio toscano ha poi ribadito "il compito di tenere viva la memoria istituzionali di questi eventi. Come ha straordinariamente fatto il presidente Mattarella nel commemorare, nel suo discorso di insediamento, il piccolo Stefano Taché colpevolmente condannato all'oblio di una memoria civile colpevolmente distratta". "Le istituzioni hanno il dovere di ricordare - ha concluso -, perché il Paese non dimentichi mai”.
Alla seduta ha partecipato il vicepresidente della Regione Stefania Saccardi che ha sottolineato come la Regione Toscana abbia “in grande considerazione la 'memoria pubblica' delle vicende tragiche del Novecento, nella certezza che si tratta di un investimento necessario da un punto di vista civile e culturale, ma, ancora di più, nella consapevolezza che la conoscenza del recente passato è un incentivo all'impegno nella vita pubblica e, quindi, alla crescita della democrazia". Il vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi ha poi aggiunto, è un “atto di giustizia dopo i prolungati silenzi ma soprattutto ha offerto una riflessione a 360 gradi sul ruolo dell'Europa, per guardare insieme al futuro”. Secondo Saccardi, “ogni volta che la ricorrenza ci offre l'occasione di ritornare con il pensiero alla storia dell'Europa dello scorso secolo, possiamo misurare tutta la distanza che ci separa da quella stagione di guerre e stragi", e "oggi le minoranze non sono un simbolo di divisione e di esclusione, ma rappresentano una fonte di arricchimento". Per Saccardi, "i venti di guerra che soffiano ai confini orientali del nostro continente e richiamano l'obbligo di intervenire con ogni determinazione, per ripristinare una condizione di dialogo e trattativa, che escluda ulteriori rischi di conflitti". Il ricordo, ha concluso, "ha una sua forza e valore se non si limita alla lettura storica degli eventi, ma se diviene elemento di crescita delle coscienze per costruire il futuro sulla base dell'esperienza del passato”.
“Come Paese abbiamo già fatto passi in avanti notevoli con il riconoscimento della 'Giornata del Ricordo', ma il ricordo richiede un impegno civile quotidiano e questo vale anche per l'Europa i cui confini sono segnati da guerre terribili e da barbarie". Ad affermarlo è stata la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, a margine della cerimonia alla Foiba di Basovizza. “Impegno civile significa non soltanto ricordare, ma anche condividere - ha continuato Serracchiani - e in qualche modo accettare una memoria che ha segnato fortemente non solo la storia di questa regione, ma quella del nostro Paese". La presidente ha quindi sottolineato la vicenda degli esuli: "il giorno del ricordo è un onore per gli esuli, le vittime, gli infoibati, ma è soprattutto un impegno per tutti noi e devo dire che la notizia di questi giorni dell'apertura di un tavolo con gli esuli presso il governo è un segnale molto importante”. Per Serracchiani "bisogna ora fare uno sforzo perché nulla è scontato: la guerra è alle porte, si uccide in nome di una religione e noi dobbiamo assolutamente creare le condizioni perché quello che è stato non sia più, costruendo davvero una coscienza nuova per gli italiani e per gli europei”.
Personale  e sentito il commento del Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, “la mia famiglia è esule, abbiamo vissuto il dramma dell'esodo e dello sradicamento dalle proprie radici e dai propri affetti. Grazie alla Giornata del ricordo finalmente tutti gli italiani conoscono sempre meglio questa terribile pagina della nostra storia, di quella dei nostri connazionali costretti ad abbandonare per sempre la propria terra, la propria casa”, ha affermato in una nota il ministro. ”Oggi sappiamo come il disegno politico d'annessione di terre in prevalenza italiane per lingua e cultura da parte del terrore titino non tenesse conto della vita, delle radici, del dolore di un intero popolo. Quello delle foibe è stato un genocidio dimenticato per troppo tempo dalla storia ufficiale. Io che, per le origini di mio padre, questa storia l'ho imparata in casa dai racconti di chi l'ha vissuta so che non ci potrà mai essere un risarcimento materiale che ripaghi per quanto accaduto. Ma dobbiamo restituire alla storia la verità sulle foibe, sulla storia degli italiani dell'Istria, di Fiume, della Dalmazia. E' l'unico modo per non abbandonare le centinaia di migliaia di famiglie che si dispersero nel mondo. E' un atto di verità necessario, per chi ancora oggi in quelle terre parla e sogna in italiano. Ricordare, senza pregiudizi, e' l'unico modo di onorare tutte le vittime di ieri e di oggi persecuzioni razziali, religiose o politiche".
Nel nuovo Polo del '900 che il Comune di Torino e la Compagnia di San Paolo stanno realizzando, troveranno posto anche le memorie della comunità istriana presente nel capoluogo piemontese. Lo ha annunciato il sindaco Piero Fassino in occasione del Giorno della Memoria, celebrato nella sala del Consiglio comunale di Torino, presente anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. “Raccolgo la sollecitazione di Fulvio Aquilante, presidente dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - ha detto Fassino - perché nel Polo del '900 dove raccoglieremo le memorie storiche del secolo scorso ci siano anche le memorie della comunità istriana torinese". Il progetto, nato per rivitalizzare i quartieri militari juvarriani, prevede di alloggiare in due palazzi di corso Valdocco numerosi istituti culturali e storici impegnati nella ricerca e nell'animazione culturale intorno al Novecento sociale, economico e politico di Torino.
Nel Lazio, nel cuore di Roma, è stata inaugurata la “Casa del Ricordo”, in Via di San Teodoro 72, "La comprensione dei fenomeni storici ci aiuta ad essere cittadini e a capire quanto avviene oggi nel mondo - ha spiegato Zingaretti - Il germe del non rispetto dell'identità non solo non è morto, ma si ripropone quotidianamente. Per questo quando nel 2004 fu istituita la Giornata del Ricordo, fu un fatto storico per l'Italia. Per le istituzioni è stata l'occasione di farsi carico di una nuova coscienza. L'iniziativa di Roma Capitale è stata molto forte e come Regione abbiamo fatto e faremo la nostra parte. Accompagneremo le attività della Casa. E' il solo modo di essere coerenti con le parole che poi verranno pronunciate il Giorno del Ricordo”.

Giorno Ricordo: Fassino, anche memorie istriane in Polo '900

[Ministero della Salute] - Giornata del ricordo. Nota del ministro Beatrice Lorenzin - 10.02.2015 

Giorno ricordo: Chiamparino, strumentalizzazioni non utili

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( Stefano Mirabelli / 10.02.15 )
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