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Regioni.it

n. 2663 - lunedì 16 febbraio 2015

Sommario
- Riforma della Costituzione: voto finale della Camera a marzo
- Serracchiani boccia riscrittura confini Regioni
- Cerved: con la crisi persi un milione di posti di lavoro
- UE: Delrio su approvazione programmi operativi regionali
- Una "rete" ciclabile intorno al lago di Garda
- Gli atti della Conferenza Stato-Regioni del 12 febbraio

+T -T
Riforma della Costituzione: voto finale della Camera a marzo

Nella notte fra il 13 e il 14 febbraio concluso l'esame degli articoli. Le opposizioni hanno lasciato l'aula

(Regioni.it 2663 - 16/02/2015) “Le riforme fanno bene all'Italia. E si lavora fino alle 3 di notte perché ogni giorno è prezioso”. E’ stato questo il commento lanciato su twitter dal ministro delle Riforme Maria Elena Boschi a proposito del via libera alla Camera ai diversi articoli della riforma della Costituzione (vedi anche la "ricostruzione" del testo curata dall'ufficio rapporti con il Parlamento della Conferenza delle regioni) , arrivato nella notte tra venerdì 13 febbraio e sabato 14 febbraio (ma il voto fianle ci sarà a marzo).
Se tutto procede secondo la calendarizzazione prevista dal Governo i cittadini, nella primavera del 2016, potrebbero essere chiamati alle urne per approvare o bocciare la riforma della Costituzione. L'articolo 138 della Costituzione, che stabilisce le procedure per modificare la Carta stessa, prescrive che le modifiche alla Costituzione siano approvate nell'identico testo “da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi”.  
Il Presidente del consiglio, Matteo Renzi, punterebbe a far approvare la riforma dalla Camera ai primi di marzo (manca solo il voto finale) e a farla confermare dal Senato entro giugno. Se così sarà, la prima fase del cammino parlamentare delle riforme potrebbe essere compiuta. A quel punto Camera e Senato dovrebbero votare nuovamente il testo del disegno di legge, ma senza poterne più cambiare più i contenuti, ameno di non dilatare nuovamente i tempi.
Il proposito di Palazzo Chigi sarebbe di arrivare al secondo sì della Camera ad ottobre e al secondo sì del Senato entro dicembre. Secondo il timing del governo dunque, dopo il probabile disco verde della Camera a marzo, ci sarebbero bisogno di altri tre passaggi parlamentari.  
La Camera ha tolto dal testo due commi, riguardanti le competenze legislative del futuro Senato delle Regioni (introdotte a Palazzo Madama grazie ad altrettanti voti segreti). Se Palazzo Madama dovesse modificare anche una virgola, il testo dovrebbe tornare nuovamente alla Camera, e le letture necessarie per arrivare al
sì finale sarebbero non più tre ma quattro. Inevitabilmente i tempi preventivati dal governo si allungherebbero di qualche mese.
Ma anche una volta arrivati alla fine del cammino parlamentare il percorso della riforma non sarebbe ancora concluso . Poiché il ddl sarà con ogni probabilità approvato con una maggioranza inferiore ai due terzi, scatterebbe la possibilità di chiedere il referendum confermativo: la Costituzione prevede che la richiesta debba partire da un quinto dei membri della Camera (o in alternativa da cinque
consigli regionali o da cinquecentomila elettori) , ma Renzi ha già fatto sapere che sarebbe lo stesso Pd a chiederlo per coinvolgere direttamente i cittadini. L'appuntamento con le urne, secondo la scaletta temporale del governo, potrebbe
arrivare nella primavera del 2016.
Comunque la si consideri è indubbio che il testo che sta uscendo dalla camera incide profondamente sull’assetto istituzionale del nostro Paese.
I contenuti possono, in estrema sintesi, essere riassunti in 10 punti
1) superamento del bicameralismo perfetto. Il Parlamento continua ad articolarsi in Camera dei deputati e Senato della Repubblica ma i due organi hanno composizione diversa e funzioni differenti.
Solo alla Camera, che rappresenta la Nazione e resta composta da 630 deputati, spetta la titolarità del rapporto di fiducia e la funzione di indirizzo politico, nonché il controllo dell'operato del Governo. Il Senato rappresenta le istituzioni territoriali.
2) Un “nuovo” Senato. I membri del futuro Senato verranno scelti dai Consigli regionali. Saranno 100, di cui 95 rappresentativi delle istituzioni territoriali e cinque senatori nominati dal presidente della Repubblica tra i cittadini "che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario". Durano in carica sette anni e non possono essere rinominati. Con questa modifica si sancisce il superamento dell'elezione diretta del Senato, che verrà eletto "dai Consigli regionali e dalle Province autonome di Trento e Bolzano. I 95 senatori saranno ripartiti tra le regioni sulla base del peso demografico di queste ultime. I Consigli Regionali eleggeranno con metodo proporzionale i senatori tra i propri componenti; uno per ciascuna Regione dovrà essere un sindaco.
3) cambiano le indennità. La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti. Ai senatori resta l'immunità parlamentare come ai deputati. I nuovi senatori non riceveranno indennità se non quella che gli spetta in quanto sindaci o membri del consiglio regionale. L'indennità di un consigliere regionale non potrà superare quella attribuita ai sindaci dei comuni capoluogo di Regione. Resta l'indennità per i senatori a vita. Garantito anche ai senatori l'esercizio della funzione senza vincolo di mandato.
4) Modificato anche l’iter delle leggi. La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi costituzionali, per le minoranze linguistiche, il referendum popolare, per le leggi elettorali. Le altre leggi sono approvate dalla Camera. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera è immediatamente trasmesso al Senato che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera si pronuncia in via definitiva.
5) Cambiamenti in vista anche per le leggi di iniziativa popolare. Salgono da 50.000 a 250.000 le firme necessarie per presentare un ddl di iniziativa popolare. Però i regolamenti della Camera dovranno indicare tempi precisi di esame, clausola che oggi non esiste
6) innovazioni sul fronte del Referendum. Serviranno 800.000 firme. Dopo le prime 400.000 la Corte costituzionale darà un parere preventivo di ammissibilità. Potranno riguardare o intere leggi o una parte purché essa abbia un valore normativo autonomo.
Si introducono poi in Costituzione i referendum popolari propositivi e di indirizzo ma spetterà alle Camere varare una legge che ne stabilisca le modalità di attuazione.
7) Novità anche per l’elezione del capo dello Stato e per la Corte Costituzionale. Cambia infatti il quorum per l'elezione del Presidente della Repubblica. Nelle prime tre votazioni resta due terzi dei componenti l'assemblea. Dalla quarta si abbassa a tre quinti dei componenti dell'assemblea e dalla settima ai tre quinti dei votanti. Sarà il presidente della Camera (e non più del Senato) a sostituire il presidente della Repubblica 'ad interim'.
Cinque dei 15 giudici Costituzionali saranno eletti dal Parlamento: 3 dalla Camera e 2 dal Senato.
8) Nasce lo statuto delle opposizioni. Viene introdotta una nuova disposizione che attribuisce ai regolamenti parlamentari la garanzia dei diritti delle minoranze
parlamentari. Si attribuisce, al solo regolamento della Camera, anche la definizione di una disciplina dello statuto delle opposizioni.
9) Abolizione del Cnel e delle Province. Viene integralmente abrogato l'articolo 99 della Costituzione che prevede, quale organo di rilevanza costituzionale, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL). Viene prevista la nomina di un commissario straordinario entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge, a cui affidare la gestione per la liquidazione e la riallocazione del personale presso la Corte dei Conti.
Dal testo della Costituzione viene eliminato anche il riferimento alle Province che vengono meno quali enti costituzionalmente necessari, dotati, in base alla Costituzione, di funzioni amministrative proprie.
10) Forti cambiamenti nel Titolo V della Costituzione. Viene soppressa la competenza concorrente, con una redistribuzione delle materie tra competenza esclusiva statale e competenza regionale. Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come l'energia, infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto.
Viene introdotta una clausola di supremazia, che consente alla legge dello Stato, su proposta del Governo, di intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica ovvero la tutela dell'interesse nazionale.
E’ questo il risultato della maratona notturna alla Camera sul Ddl riforme. L'esame degli emendamenti e l'approvazione quindi dei 40 articoli che riscrivono la Costituzione è avvienuto però in un'Aula semivuota: le opposizioni infatti, come annunciato, non si sono sedute ai loro banchi, con l'eccezione di una manciata di deputati del M5S e di Fi a presidio - secondo quanto raccontato da
loro stessi - del regolare andamento dei lavori.
Il secondo atto della partita sulle riforme non si è però ancora consumato: per il via libera finale al provvedimento occorrerà aspettare i primi giorni di marzo.

La scheda riassuntiva elaborata dall’ufficio rapporti con il Parlamento della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Disegno di legge Costituzionale:

Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione

Successione delle letture parlamentari

Camera

Prima lettura

 

C 2613

 

 

14 febbraio 2015 – Aula

Conclusione esame.

Testo aggiornato.

11 febbraio 2015 – Aula

Approvato l’articolo 31 come emendato dall’ emendamento al comma 1, capoverso Art. 117, sesto comma e approvato l’articolo 32

Testo aggiornato.

10 febbraio 2015 – Aula

Approvato emendamento e subemendamento alla lettera m) dell’articolo 31 e emendamento alla lettera r) dello stesso articolo (art. 117 della Costituzione).

Testo aggiornato.

27 gennaio 2015 – Aula

Approvato l’articolo 30 come modificato dall’emendamento 30.900. Modificato conseguentemente l’articolo 31.
La seduta prevista per oggi non si terrà.

Testo aggiornato

26 gennaio 2015 – Aula

Approvato l’articolo 21 come modificato da un emendamento e approvati gli articoli da 21 a 29. Restano accantonati gli articoli da 10 a 20.

Testo aggiornato. 

23 gennaio 2015 – Aula

Approvati gli articoli 7, 8 e 9. Accantonati gli articoli da 10 a 20. 

22 gennaio 2015 – Aula

Approvato l’articolo 2 con emendamento e approvati senza modifiche gli articoli 3, 4, 5 e 6.

Testo aggiornato.

L’Aula prosegue i lavori con la seguente calendarizzazione: Venerdì 23 gennaio Ore 9-15,45, Lunedì 26 gennaio Ore 11-14 e ore 14,30-23, Martedì 27 gennaio Ore 16-23, Mercoledì 28 gennaio antimeridiana e pomeridiana (con articolazione oraria, ove necessario, da definire successivamente).

L'esame degli eventuali ordini del giorno, le dichiarazioni di voto e il voto finale sul disegno di legge di riforma costituzionale avranno luogo dopo l'elezione ed il giuramento del nuovo Capo dello Stato.

21 gennaio 2015 – Aula

Approvato un emendamento all’articolo 2 che prevede, oltre ai 95 senatori eletti con elezione di secondo grado, 5 senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica.

Testo aggiornato. 

19 gennaio 2015 – Aula

Approvato l’articolo 1 come modificato dall’emendamento approvato il 15 gennaio 2015. 

15 gennaio 2014 – Aula

Approvato un emendamento all’articolo 1.

Testo aggiornato. 

9 gennaio 2014 – Aula

Emendamenti presentati fascicolo 1 (Artt. 1-8)
Emendamenti presentati fascicolo 2 (Artt. 9-41)

8 gennaio 2014 – Aula

Emendamenti presentati

18 dicembre 2014 – Aula

Testo all’esame.

L'esame del provvedimento proseguirà nella seduta dell'8 gennaio 2015.

13 dicembre 2014 – Commissione I.

Testo aggiornato con gli emendamenti approvati.

11 dicembre 2014 – Commissione I.

Approvati due emendamenti all’articolo 30.

Testo aggiornato.

10 dicembre 2014 – Commissione I.

Approvati due emendamenti all’articolo 2.

9 dicembre 2014 – Commissione I.

Approvati tre identici emendamenti all’articolo 6.

Testo aggiornato.

6 dicembre 2014 – Commissione I.

Approvati emendamenti all’articolo 1.

Testo aggiornato.

4 dicembre 2014 – Commissione I.

Approvati due identici emendamenti all’articolo 14. Iniziato esame dell’articolo 13.

Testo aggiornato 

Parere del Comitato per la legislazione

Dossier

26 novembre 2014 – Commissione I.

Emendamenti presentati.

19 novembre 2014 – Commissione I: adottato come testo base il disegno di legge costituzionale n. 2613 Governo, approvato dal Senato.
Il testo sarà trasmesso al Comitato per la legislazione al fine dell'espressione del parere. Termine per la presentazione di emendamenti al testo base fissato alle ore 12 di lunedì 24 novembre.

Relatore Francesco Paolo SISTO.

29 ottobre 2014 – Comm. I: esame in sede referente.

Allegati alla seduta: elementi informativi forniti dal Governo, ai sensi dell'articolo 79, comma 5, del Regolamento della Camera dei deputati. (Da pagina 21 a pagina 91)

Dossier 

26 agosto 2014  - Comm. I: assegnazione. 

Testi

TESTO A FRONTE tra: Costituzione vigente, testo del Governo, testo della Commissione Affari costituzionali, testo approvato dal Senato in prima lettura

Senato

Prima lettura

 

S 1429 e abbinate

8 agosto 2014 –Aula: voto finale 

7 agosto 2014 – Aula

Conclusione esame degli emendamenti.

Testo aggiornato

5 agosto 2014 – Aula

Approvati articoli da 13 a 20 (accantonati gli articoli 10, 11, 12 e 15).

Testo aggiornato

4 agosto 2014 – Aula

Approvati articoli da 3 a 9.

Testo aggiornato. 

1° agosto 2014 – Aula

Approvato l’articolo 2.

Testo aggiornato. 

31 luglio 2014 – Aula

Approvato l’articolo 1.

Articolo aggiornato.

10 luglio 2014 - Commissione 1^.

Concluso l’esame.

Il testo approvato dalla 1a Commissione (formato pdf: 2 MB) »

Inizio esame in Aula il 14 luglio 2014.

9 luglio 2014 - Commissione 1^.

Allegato con gli emendamenti approvati nelle sedute 173 e 174.

Previsto inizio esame in Aula nel pomeriggio; l'esame proseguirà tutta la prossima settimana fino al 17 luglio. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per le ore 13 di martedì 15 luglio.

8 luglio 2014 – Commissione 1^.

Allegato con gli emendamenti approvati.

La Conferenza dei Capigruppo ha deciso che il provvedimento verrà incardinato in Aula da domani, 10 luglio, ore 16.30; l'esame proseguirà tutta la prossima settimana, con sedute fino al 17 luglio.

3 luglio 2014 – Commissione 1^.

Allegato testo aggiornato con emendamenti e articolo aggiuntivo approvati agli articoli  9 e 10.

2 luglio 2014 – Commissione 1^.

Allegato testo aggiornato con l’emendamento approvato sostitutivo dell’articolo 8.

Sono stati respinti emendamenti all’articolo 7 e i restanti emendamenti riferiti a tale articolo sono stati accantonati.

1^ luglio 2014 – Commissione 1^

Allegato testo aggiornato con gli emendamenti approvati (COMPRESO ARTICOLO AGGIUNTIVO 2 BIS APPROVATO IL 30 GIUGNO 2014).

ALLA FINE DELLA RICOSTRUZIONE SONO RIPORTATI TUTTI GLI EMENDAMENTI E SUBEMENDAMENTI APPROVATI CON I NOMI DEI PRESENTATORI.

25 giugno 2014 – Commissione1^. 

Il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti dei relatori già fissato alle ore 18 del 25 giugno, è prorogato alle ore 11 di giovedì 26 giugno, in cui si illustrano i subemendamenti.

La Commissione è convocata alle ore 16 di lunedì 30 giugno, in cui inizierà la votazione degli emendamenti, nonché una seduta alle ore 10,30 di martedì 1° luglio. Nella seduta pomeridiana di martedì, convocata per le ore 14,30, saranno assunte decisioni circa la convocazione di ulteriori sedute, anche notturne.

20 giugno 2014 – Commissione 1^.

ddl 1429 - Revisione Parte II della Costituzione - EMENDAMENTI DEI RELATORI (365.4 KB) 

11 giugno 2014 – Commissione 1^: prosegue illustrazione degli emendamenti.

11 giugno 2014 - Commissione parlamentare per le questioni regionali: esame in sede consultiva

Approvato parere. 

10 giugno 2014 - Commissione 1^: illustrazione degli emendamenti. 

Emendamenti 

6 maggio 2014 – Commissione 1^: adottato come testo base il disegno di legge del Governo S 1429.

Fissato alle ore 13 di venerdì 23 maggio il termine per la presentazione di emendamenti.

15 aprile 2014 – Commissione 1^: inizio esame.

Testi 

Dossier

Attività delle Conferenze

Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

18 dicembre 2014: inviata lettera del Presidente Chiamparino al Presidente del Consiglio e al Presidente della Commissione I della Camera, al Relatore e ai Capigruppo, su emendamento approvato all’articolo 30 che alloca alla competenza esclusiva statale la  materia tutela e  sicurezza del lavoro e politiche attive del lavoro.
 
3 dicembre 2014: audizione dinanzi alla Commissione parlamentare per le questioni regionali.

12 novembre 2014: audizione dinanzi alla Commissione I della Camera.

24 aprile 2014: audizione dinanzi alla Commissione 1^ del Senato.

All’Odg della Conferenza del 30 ottobre 2014.

All’ODG della Conferenze del 13 marzo, del 3 e 10 aprile 2014.




 
 
 





( Stefano Mirabelli / 16.02.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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