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Regioni.it

n. 2673 - lunedì 2 marzo 2015

Sommario
- Istat: dati 2014 su Pil e disoccupazione
- Dispositivi medici: Linee guida per utilizzo dati e documentazione
- Legge di stabilità: Bressa e Coletto su tagli alla sanità
- Rapporto Agenas: andamento della spesa sanitaria, anni 2008-2013
- Progetti didattici nei musei: parere positivo al Decreto sui criteri
- Posizione su crescita digitale e strategia banda ultra larga 2014-20

+T -T
Legge di stabilità: Bressa e Coletto su tagli alla sanità

(Regioni.it 2673 - 02/03/2015) I tagli alla sanità sono ancora materia di interpretazione tra il Sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, e il coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, Luca Coletto.
Motivo del contendere è se considerare come taglio o mancato aumento, l'azzeramento dovuto alla legge di stabilità del previsto incremento di due miliardi del Fondo Sanitario Nazionale per il 2015.
Per Bressa l'Accordo raggiunto in Conferenza Stato Regioni del 26 febbraio sulla legge di Stabilità “non prevede tagli alla spesa storica sanitaria, che rimane sostanzialmente uguale a quella del 2014, ma un congelamento del già previsto incremento del Fondo sanitario nazionale”.
Bressa dichiara che “l'accordo si basa essenzialmente sull’efficientamento e la razionalizzazione di alcuni costi per l'erogazione dei servizi e consentirà di mantenere invariati i livelli essenziali delle prestazioni”.
“Occorre inoltre chiarire - aggiunge Bressa - che nello stesso accordo non è previsto alcun taglio alla spesa farmaceutica. Si è stabilito infatti di avviare un tavolo che individuerà, entro il 31 marzo, i settori del Servizio Sanitario nei quali razionalizzare la spesa. Pertanto le dichiarazioni che riferiscono di tagli insostenibili per la sanità, non corrispondono al vero”.
L'assessore alla sanità della Regione Veneto, Luca Coletto, sostiene invece che “i tagli alla sanità nella legge di stabilità ci sono, eccome”.
“Credo che il sottosegretario Bressa non sia dotato di calcolatrice, perché io ce l'ho e sommando le voci più pesanti al Veneto viene fuori un bel meno 240 milioni - rileva Coletto -: circa 180 milioni per il mancato rispetto di quanto sottoscritto nel patto nazionale della salute per il 2015; circa 30 milioni di quota parte per il taglio degli investimenti in edilizia sanitaria; più di 30 milioni per i nuovi farmaci contro l'epatite, sacrosanti tanto che li stiamo erogando, ma prima garantiti dal Governo e poi scaricati sulle Regioni”.
“Giocando con le parole - afferma Coletto - si prende in giro la gente e i veneti non lo meritano. Sono tagli brutali. Ad esempio, i mancati aumenti per il 2015, solennemente sottoscritti dal Governo in un Patto Nazionale per la Salute divenuto oramai carta straccia, bastavano a malapena per coprire una parte dell'aumento annuale fisiologico dei costi per acquisti di beni e servizi, che per il Veneto ammonta a non meno di 250 milioni”.
“Tanto basta - ribadisce Coletto - per ribadire che il no del Veneto è stato, è, e sarà totale e che non bastano certo giochi di parole per farci cambiare idea”.



( red / 02.03.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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