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Regioni.it

n. 2675 - mercoledì 4 marzo 2015

Sommario
- La Conferenza delle Regioni dal Presidente Mattarella il 5 marzo
- Consiglio ministri vara Italia digitale
- Edilizia scolastica: in G.U. decreto per mutui che possono stipulare le Regioni
- Rifiuti: Campania e Sardegna evidenziano le buone pratiche
- Trivellazioni Croazia in Adriatico: ministero apre consultazioni con Regioni
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di febbraio

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Consiglio ministri vara Italia digitale

(Regioni.it 2675 - 04/03/2015) Il Consiglio dei ministri del 3 marzo ha varato un programma di modernizzazione digitale, definito come una vera e propria 'rivoluzione'  per il nostro Paese. Si cerca così di superare gli attuali limiti ed anche gli obiettivi dell'Agenda digitale europea “portando i 100 mega all'85% della popolazione entro il 2020”.
E’ stata quindi approvata la Strategia italiana per la banda ultralarga e per la crescita digitale 2014-2020. Il 2020 è la data di riferimento per raggiungere l’obiettivo di massimizzare la copertura digitale.
I programmi sono ora finanziati con risorse pubbliche per 6 miliardi di euro. L’obiettivo è quello arrivare ad avere un'infrastruttura di rete che porti la fibra il più possibile vicino alle case. Le risorse derivano dai fondi  europei FESR  e FEASR, il Fondo di Sviluppo e Coesione, per complessivi 6 miliardi, a cui si sommano i fondi collegati del Piano Juncker.
Il sottosegretario Graziano Delrio ha sottolineato che “per la prima volta l'Italia si dota di un piano che mette insieme diversi ministeri, diverse fonti di finanziamento, fondi propri di Regioni, dei privati: un mix e un tentativo di mettere a unità una serie di competenze e risorse in un quadro strategico che permetta questo paese finalmente di fare la sua rivoluzione digitale, e raggiungere gli obiettivi dell'agenda europea”.
L’Italia nel 2014 risultava ancora il Paese con la minor copertura di reti digitali di nuova generazione (NGA) in Europa, sotto la media europea di oltre 40 punti percentuali per l’accesso a più di 30 Mbps (Megabyte per secondo), un 20% di copertura, contro il 62% europeo; con la prospettiva di giungere solo nel 2016 al 60% di copertura a 30 Mbps e in assenza di piani di operatori privati per avviare la copertura estensiva a 100 Mbps.
Nel contempo è stato rinviato il decreto legge sulla banda larga e sono stati invece approvati sia un documento sulla banda ultra larga che uno sugli obiettivi di crescita digitale.
Saranno quattro le aree di intervento. E’ stato anche annunciato un provvedimento specifico che riguarderà: il “servizio digitale universale”; un fondo di garanzia; voucher di accompagnamento alla migrazione verso la fibra ottica; convergenza di prezzo per i collegamenti in fibra ottica realizzati con sovvenzioni statali, al prezzo dei collegamenti in rame.
Si annuncia sempre l’ipotesi di stanziare altri 13 miliardi, utilizzando risorse dai fondi strutturali per il 2012-20, dai Fondi per lo sviluppo e la coesione (FSC) ex Fondi per le aree sottoutilizzate (FAS).
Il piano nazionale per la Banda Ultralarga si propone anche ricercare un mix virtuoso di investimenti pubblici e privati, in quanto le sole risorse pubbliche non saranno sufficienti per sviluppare una rete estesa di nuova generazione.
Fra le azioni indicate per raggiungere questi obiettivi: agevolazioni tese ad abbassare le barriere di costo di implementazione, semplificando e riducendo gli oneri amministrativi; - coordinamento nella gestione del sottosuolo attraverso l’istituzione di un Catasto del sotto e sopra suolo che garantisca il monitoraggio degli interventi e il miglior utilizzo delle infrastrutture esistenti; - adeguamento agli altri Paesi europei dei limiti in materia di elettromagnetismo; - incentivi fiscali e credito a tassi agevolati nelle aree più redditizie per promuovere il “salto di qualità”; - incentivi pubblici per investire nelle aree marginali; - realizzazione diretta di infrastrutture pubbliche nelle aree a fallimento di mercato.
La Piattaforma “Italia Log In” è destinata ad essere la “casa” del cittadino su Internet, come un’unica piattaforma a dati e servizi per imprese e cittadini. Il sistema è pensato come una struttura aperta ai diversi soggetti della Pubblica Amministrazione.
Il processo di digitalizzazione è pensato in modo integrato tra settore pubblico e privato, tra questi sono indicati:
La strategia per la smart specialization per la ricerca, l’innovazione e la competitività del sistema produttivo; Il «Patto per la Salute» e le relative iniziative di e-Health del Ministero delle Salute; Il piano della Giustizia Digitale in ambito civile e penale;l programma di riforma “La Buona Scuola” del MIUR; La strategia per la digitalizzazione delle imprese all’interno del PON competitività per le 8 regioni del SUD; Le iniziative previste nel PON Governance – capacità istituzionale; Le azioni relative al PON Metro per le Smart Cities and Communities.
Nella documentazione presentata si legge che “il processo di digitalizzazione della sanità, già avviato dopo la pubblicazione delle linee guida sul Fascicolo Sanitario Elettronico da parte del Ministero della Salute nel 2011, ha subito nel corso degli ultimi due anni un’importante accelerazione, con l’approvazione di diversi decreti in materia di sanità elettronica e la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, a fronte di un quadro di programmazione ormai definito, la diffusione sul territorio del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è ancora molto frammentata. In base ai dati del Rapporto sull’Innovazione nell’Italia delle regioni (RIIR) pubblicato dal CISIS nel 2012, il FSE è stato già realizzato ed è a disposizione dei cittadini in quattro regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna) e nella Provincia Autonoma di Trento, ma il numero di fascicoli realmente attivi e funzionanti è ancora molto basso: solo il 13% della popolazione è dotata di un fascicolo attivo, di cui la gran parte risulta residente in Lombardia (6 milioni circa di FSE attivi)”.
Per quanto riguarda invece le dotazioni multimediali “alcune Regioni del Sud (Molise, Puglia, Basilicata, Sardegna), grazie all’utilizzo efficace dei fondi strutturali, mostrano percentuali di adozione più elevate della media italiana. Tra le altre Regioni, i tassi di penetrazione più elevati si riscontrano nelle Marche, Emilia-Romagna, Toscana e Friuli Venezia Giulia”.
Per quanto riguarda la maggior diffusione nei comuni di servizi online completamente transattivi si riscontra in Emilia Romagna (40% dei Comuni) e Veneto (30%), mentre le situazioni più arretrate (inferiori al 10%) sono relative alla Basilicata e il Molise, ma anche le Regioni e Province Autonome dell’arco alpino (Valle d’Aosta, Province Autonome di Trento e di Bolzano), dove sono particolarmente numerosi i Comuni di piccole dimensioni.

 

 

Crescita digitale e banda ultra larga (slide) Piano Crescita Digitale Piano banda ultra larga Comunicato stampa

 



( Giuseppe Schifini / 04.03.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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