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Regioni.it

n. 2676 - giovedì 5 marzo 2015

Sommario
- Rinviato l'incontro delle Regioni con Mattarella
- Medicina convenzionata: Montaldo, verso "riavvio del confronto"
- Renzi: macroregioni non all'ordine del giorno delle riforme costituzionali
- Chiamparino: la sanità piemontese torna credibile
- Rapporto sulla sorveglianza della mortalità materna in Italia
- Gli italiani hanno speso 2,7 mld di euro per assistenza infermieristica

Dati dell'Istituto Superiore di Sanità

+T -T
Rapporto sulla sorveglianza della mortalità materna in Italia

Progetto pilota in sei regioni: Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia

(Regioni.it 2676 - 05/03/2015) L'Istituto superiore di sanità ha pubblicato un Rapporto sulla “Sorveglianza della mortalità materna in Italia: validazione del progetto pilota e prospettive future”.
Si tratta di un progetto pilota coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità in sei regioni: Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia.
Il primo dato che si evince è che siamo in linea con Francia e Gran Bretagna, e cioè con i migliori sistemi sanitari europei.
Abbiamo una media di 10 decessi materni ogni 100 mila bambini nati vivi.
Altro dato confortante è relativo alle differenze regionali che risultano essere minori che in altri settori sanitari, comunque la Campania (13,4 ogni centomila nati vivi) ha i livelli più alti di mortalità e la Toscana (4,6 ogni centomila nati vivi) quelli più bassi.
E’ stata inoltre creata una rete di circa trecento presìdi sanitari pubblici e privati che coprono circa la metà dei nati nel Paese. Ha lo scopo di rilevare i percorsi assistenziali in modo da identificare eventuali criticità cliniche o organizzative e indicare le strategie di prevenzione delle morti evitabili.
Le morti rilevate in due anni attraverso la sorveglianza attiva sono in tutto 39 e la maggior parte è insorta a seguito di complicanze ostetriche della gravidanza e del parto, mentre le altre per complicazioni di patologie preesistenti.
Due donne su 10 sono morte a seguito di un'emorragia ostetrica che rappresenta la prima causa di mortalità e grave morbosità materna in Italia.
“L’attivazione della sorveglianza rappresenta una iniziativa di salute pubblica molto importante perché prevede la realizzazione di audit tra i professionisti sanitari che hanno assistito la donna per esaminare nel dettaglio l’intero percorso assistenziale”, afferma Serena Donati, del reparto Salute della donna e dell’età evolutiva dell’Istituto Superiore di Sanità. “Inoltre ogni caso viene sottoposto ad indagine confidenziale secondo il modello attuato nel Regno Unito da diversi decenni in modo da attribuire con certezza la causa del decesso e validare l’appropriatezza dell’assistenza oltre a identificare le morti evitabili. Entro quest’anno allargheremo la rete dei presidi sanitari coinvolgendo la Lombardia e la Puglia in modo da arrivare a una copertura pari al 75% dei nati del Paese".



( Giuseppe Schifini / 05.03.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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