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Regioni.it

n. 2678 - lunedì 9 marzo 2015

Sommario
- Maltempo: Toscana, Abruzzo, Molise e Liguria verificano danni
- Giornata delle donne: le parole del presidente Mattarella
- Lorenzin su fondi per cura epatite C
- Padoan scrive alle Regioni: entro il 31 tutte le fatture in formato elettronico
- Chiamparino: infermieri "centrali" per il buon funzionamento del SSN
- Province: Delrio e Baretta sull'applicazione della riforma

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Province: Delrio e Baretta sull'applicazione della riforma

Preoccupazioni sul "nodo" personale

(Regioni.it 2678 - 09/03/2015) L’inchiesta di apertura sull’ultimo numero de “L’espresso” (intitolata “Gattopardi di Provincia” ), due interviste di QN ad esponenti di Governo (il sottosegretario all’economia, Paolo Baretta, e il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Graziano Delrio, padre della legge che dovrebbe governare la fase di transizione e di trasformazione delle province, in attesa che la riforma costituzionale metta davvero la parola fine sull’ente), pubblicate l’8 e il 9 marzo. Insomma non si può davvero dire che la Provincia “non faccia notizia”.
Nella sua inchiesta pubblicata su L’Espresso n.10 Fabrizio Gatti non usa mezze parole: “doveva essere la grande riforma per tagliare gli sprechi e modernizzare il paese. Ma l'abolizione dell'ente non ha cambiato nulla”.
La più grande riforma del governo dopo il Senato, avevano detto. Sarebbe questione di mesi, secondo l'ottimistico piano del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, e della ministra per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia.
Il 31 marzo le Province devono presentare le liste dei soprannumerari”, ovvero “l'elenco del personale in esubero che sarà trasferito, messo in mobilità o collocato a riposo dal 31 dicembre 2016. Sono quasi ventimila persone sui 54.242 dipendenti provinciali assunti in tutta Italia, di cui 51.968 a tempo indeterminato e 1.200 dirigenti. In contemporanea arrivano i tagli alla spesa: 2,9 miliardi già persi dal 2009, via un altro miliardo nel 2015, via due miliardi nel 2016, via tre miliardi nel 2017. A parità di servizi, però, e quindi di costi: strade (piene di voragini), manutenzione e riscaldamento nelle scuole (al minimo), trasporti (ridotti), assistenza ai disabili (quasi inesistente), stipendi (in ritardo)”.
Sullo stesso numero de “l’Espresso, in un alunga intervista, il presidente del consiglio, Matteo Renzi, sostiene che “sulla riforma dello Stato stiamo facendo un grandissimo lavoro. Riorganizzare lo Stato significa superare il Senato, le province e scommettere sull'innovazione tecnologica e la semplificazione”.
Sulla questione del personale si è soffermato il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, intervistato da Qn, secondo il quale “nessuno" dei dipendenti delle Province da ricollocare “verrà licenziato, né perderà lo stipendio”. Più complicato affrontare il tema della professionalità: “un conto è pagare qualcuno in base a una
prestazione lavorativa, un altro dare uno stipendio per non fare nulla”.
Poi il sottosegretario abbozza un’analisi : “28mila persone che lavoravano ai servizi per l'impiego verranno trasferiti all'Agenzia nazionale per il lavoro, mentre 2/3mila vigili continueranno a fare quello che hanno sempre fatto con un altro 'capo'”. Ne restano 10mila, ma “un conto è spostare un dipendente della Provincia in Regione con le stesse identiche funzioni, un altro è cercare un lavoratore con competenze molto specifiche”.
Baretta spiega che “bisogna prima definire le competenze che verranno trasferite dalle Province alle Regioni e risolvere il nodo risorse”, perché “gli enti che ricevono le persone vorrebbero avere in dote anche risorse finanziarie. Ma non ci sono a causa dei tagli”. Il governo, quindi, deve correre ai ripari: “È nostro dovere accelerare per tamponare i ritardi che, ahimè, ci sono. Il primo passo è stato fatto. A Province e città metropolitane abbiamo allentato il patto di stabilità, garantito mutui agevolati e dato comunque la possibilità di assumere i precari”.
Secondo il sottosegretario alle Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, anche lui intervistato da QN “con le leggi di riordino le Regioni devono riprendersi le competenze che non vogliono lasciare alle Province definendo le risorse: il personale e i costi finanziari. Le leggi di riordino sono state fatte da 12 regioni su 15 ma solo la Toscana l'ha fatta completamente”. Così
“Lo Stato – afferma Delrio - ha lasciato due competenze alle Province: strade provinciali e scuole. Le altre sono in capo alle Regioni. Per questo la riforma ha qualche mese di ritardo sulla tabella di marcia, le Regioni avrebbero dovuto definire con atti ufficiali le loro competenze entro fine dicembre. Fino ad ora alcune competenze delle Regioni erano esercitate dalle Province senza finanziare per esempio i costi del personale: da qui nasce qualche inghippo sul loro calcolo.
Quindi la chiarezza sulle funzioni diventa chiarezza sui costi”, prosegue il sottosegretario. I costi per le Regioni "sono chiari e legati alle responsabilità assunte”.
Con la riforma delle Province “in Finanziaria è calcolato un miliardo di euro di risparmi nel 2015, grazie al riordino delle competenze e alla fine delle sovrapposizioni di servizi con altri enti”, sottolinea infine Delrio, “questa è la risposta migliore a chi diceva che non si sarebbe ottenuto alcun risparmio”.
lunedì 9 marzo 2015 
domenica 8 marzo 2015


( red / 09.03.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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