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Regioni.it

n. 2679 - martedì 10 marzo 2015

Sommario
- Chiamparino: riforma Costituzione positiva, spero in possibili miglioramenti
- Camera approva riforma della Costituzione
- Istat: cala la produzione industriale, in crescita il settore auto
- Rossi e Vendola su difesa suolo e dissesto idrogeologico
- Tumore: 3 milioni di italiani colpiti, ma guarisce uno su quattro
- EXPO 2015: al via alcuni programmi regionali

+T -T
Istat: cala la produzione industriale, in crescita il settore auto

Banca d'Italia: decremento dei prestiti ai privati

(Regioni.it 2679 - 10/03/2015) Segnali negativi in molti settori della produzione industriale, solo un po’ di “conforto” dal settore automobilistico con un trend ancora in crescita. Le rilevazioni dell'Istat, dopo il risultato positivo di dicembre, mostrano molti comparti in flessione. Di fatto la produzione industriale torna in calo a gennaio e diminuisce dello 0,7% rispetto al mese precedente e del 2,2% rispetto a gennaio 2014, ma la produzione di autoveicoli cresce del 35,9% a gennaio rispetto all'anno precedente. E l'Istat registra che si tratta del quarto aumento a due cifre consecutivo per il settore (da ottobre 2014).
Per quanto riguarda i diversi settori di attività economica, i comparti che registrano i maggiori aumenti tendenziali sono appunto quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+16,1%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,3%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+4,3%).
Le diminuzioni maggiori si registrano invece per la metallurgia e la fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-8,1%), per le industrie tessili, l'abbigliamento, le pelli e gli accessori (-5,7%) e la fabbricazione di macchine e attrezzature n.c.a. (-5,0%). '”A parte per la fabbricazione dei mezzi di trasporto, la produzione industriale mantiene andamenti altalenanti e non continui'', osservano i tecnici dell'Istat. Insomma “non vale più il detto che se va bene la Fiat va bene l'Italia - aggiungono - almeno non per adesso”.
“Il brusco e imprevisto arretramento della produzione industriale in gennaio getta acqua fredda sulla ripresa italiana. L'industria inizia il 2015 col piede sbagliato". A dirlo Sergio De Nardis, di Nomisma secondo il quale la correzione al ribasso di gennaio indica che “il buon finale del 2014 era in parte gonfiato” e
“quel che è certo è che per l'intensità della ripresa italiana occorre di più”
Secondo l'Ufficio Studi Confcommercio i dati Istat sulla produzione industriale “confermano sul piano macroeconomico internazionale tutti i presupposti per una ripresa significativa nel corso del 2015”, ma “l'economia italiana mostra segnali intermittenti” e “rimangono, quindi, concreti i rischi di una ripresa troppo lenta e di intensità insufficiente”.
A gennaio “volano”, invece, i titoli di stato nel portafoglio delle banche italiane: raggiunto infatti un nuovo massimo in termini di valore. Secondo quanto riportato dalle tabelle della Banca d'Italia, diffuse il 10 marzo, sono saliti a 416 miliardi di euro contro i 400 miliardi di dicembre e i 414 toccati a ottobre. Nel gennaio 2104 erano pari a 383 miliardi.
Ancora in calo i prestiti degli istituti di credito al settore privato, con un calo dell'1,8% a gennaio dopo il -1,6% fatto segnare a dicembre e novembre 2014.
Secondo Bankitalia i prestiti alle famiglie sono calati dello 0,5% come nel mese precedente; quelli alle società non finanziarie sono scesi, sempre su base annua, del 2,8% (-2,3% a dicembre).
A gennaio il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze - senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche - è risultato pari al 15,4 per cento, in linea col 15,2 per cento registrato a dicembre.
Si registra poi un ritocco ai tassi d'interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui nuovi mutui casa alle famiglie, Secondo la Banca d'Italia sono stati pari al 3,06% (3,08 nel mese precedente). I tassi sulle nuove erogazioni
di credito al consumo sono stati pari all'8,71% (8,10% a dicembre). I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 3,32% (3,31% nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all'1,93%
2,15% a dicembre). Infine i tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,67% (0,73% nel mese precedente).


( Stefano Mirabelli / 10.03.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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