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Regioni.it

n. 2680 - mercoledì 11 marzo 2015

Sommario
- Banda larga: Zingaretti, Lazio all'avanguardia
- Oliverio su disoccupazione e buon utilizzo fondi europei
- Il trasporto pubblico locale in Italia: il punto a Napoli, il 30 e 31 marzo
- Pigliaru: la Sardegna è fuori dal patto di stabilità, prima in Italia
- Crocetta: su bilancio regionale non c’è alcuno scontro con il Governo
- Ddl concorrenza cambia il mondo della farmacia

+T -T
Banda larga: Zingaretti, Lazio all'avanguardia

Notizie positive anche dalla Toscana e dalla provincia autonoma di Bolzano

(Regioni.it 2680 - 11/03/2015) “Abbiamo da poco approvato in Consiglio dei ministri il Piano nazionale sulla Banda Larga. L'Italia non aveva una regia nazionale, ma una somma di piani regionali. Pensiamo che la scelta di avere a Palazzo Chigi un coordinamento unificato per mettere insieme le risorse sia stata una scommessa vincente". E' quanto ha dichiarato il sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, intervenendo nella sede della Regione Lazio accanto al presidente Nicola Zingaretti e al vicesegretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri, Raffaele Tiscar, alla presentazione del Piano Banda Ultralarga delle regione.
In precedenza il sottosegretario, nel corso di un’audizione davanti le commissioni Industria e Lavori pubblici al Senato, sul piano del governo per la banda ultralarga, ha spiegato dove potranno essere trovate ulteriori risorse rispetto a quelle già individuate (pari a 6,5 miliardi provenienti da fondi Ue e dal Fondo sviluppo e coesione). “È in atto – ha detto - un “confronto con Bei (Banca europei per gli investimenti) per capire quali strumenti, senza entrare nella dinamica del patto di stabilità, possono essere messi in campo, e abbiamo individuato una formula per cui Bei svolge un ruolo di garante consentendo una anticipazione degli investimenti”. E poi valutiamo "una determinazione più precisa del piano Juncker che ci aiuti a capire la qualità, le modalità e la destinazione delle risorse che possono essere immaginate per questo piano”.
Risorse che potranno coprire gran parte del Paese. “Rimarrà una parte, del 5% o del 4%, i comuni rurali o isolati, dove integreremo in termini tecnologici, compreso l'uso del satellitare”. Il riferimento è stato al complesso di interventi sul territorio nazionale, suddiviso in quattro gruppi, dalle 15 principali città alle aree a fallimento totale di mercato.
Ci si aspetta però un ruolo diverso da parte dei privati: “sollecitiamo risposte più ambiziose di quelle che abbiamo visto da parte dei privati”, ha detto Giacomelli. Il Piano del Governo si fonda sull''assunzione di responsabilità delle istituzioni complessivamente intese - ha aggiunto il Sottosegretario - Ora si tratta di chiedere agli operatori in che modo vogliono stare nel sistema Paese, non di fare beneficenza o di assumere ruoli profetici negli investimenti, ma certamente di avere attenzione a parametri e ai modello possibili di business ma di immaginare nello tempo progetti di sviluppo che siano dentro questa ambizione che interessa il bene complessivo del Paese e che è centrale per il governo”.
Sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha ricordato che “in Italia ancora troppe persone non hanno accesso a internet, che è uno strumento indispensabile per la crescita economica, culturale e sociale di tutto il Paese. Noi diffondiamo la banda ultra larga in tutto il Lazio. Internet è un diritto, proprio come l'illuminazione pubblica o l'acqua ed è indispensabile per rilanciare le imprese e migliorare la vita delle persone. E nell’annunciare le azioni della Regione sottolinea di sentirsi “in prima linea per portare la banda ultra larga in tutto il Lazio, perché innovazione vuol dire aziende più competitive e migliore qualità della vita per le persone. Il Piano della Regione Lazio prevede un finanziamento di 161 milioni di euro per la banda ultra larga a valere sulla nuova programmazione europea 2014-2020, di cui 121 mln euro FESR e 40 mln euro FEASR, che vanno ad unirsi ai 25 milioni di risorse inutilizzate della vecchia programmazione per un totale di 186 milioni di euro. Il Piano Banda Ultra Larga Regionale si propone di portare, entro il 2020, la connettività a 30Mbps (Megabit per secondo) a tutto il territorio del Lazio e a 100Mbps per il 50% della popolazione e per tutte le sedi delle Pubbliche Amministrazioni del territorio regionale, compresi i plessi scolastici e le strutture sanitarie pubbliche. Il Piano sarà realizzato grazie al lavoro di pianificazione tecnica della Lait, azienda di innovazione tecnologica regionale e insieme a Infratel Italia (società del Ministero dello Sviluppo Economico) per gli interventi di realizzazione infrastrutturale, recuperando circa 25 mln euro di risorse inutilizzate sulla vecchia programmazione europea 2007-2013 (fondi FESR e FEASR) e nazionale (fondi FAS). 25mln euro di risorse inutilizzate da programmazione Ue 2007-2013.
Si tratta di stanziamenti che rendono il Lazio la regione più virtuosa tra quelle più sviluppate ed in particolare sottolineano il forte apporto del Fondo europeo agricolo allo sviluppo rurale. Segnale evidente di una strategia orientata a portare l'innovazione in tutti i settori dell'economia, compresi quelli tradizionali. Il Piano sarà realizzato grazie al lavoro di pianificazione tecnica della Lait, azienda di innovazione tecnologica regionale e a Infratel Italia (società del ministero dello Sviluppo economico) per gli interventi di realizzazione infrastrutturale, recuperando circa 25 milioni di euro di risorse inutilizzate sulla vecchia programmazione europea 2007-2013 (fondi Fesr e Feasr) e nazionale (fondi Fas).
In piena coerenza, tra l'altro, con gli obiettivi fissati dall'Agenda digitale europea con il Piano nazionale per la Banda Ultralarga e la strategia nazionale per la crescita digitale, la Regione Lazio è fortemente impegnata nella realizzazione, sull'intero territorio regionale di infrastrutture di rete a Banda ultralarga.
Come primo passo, in relazione all'obiettivo di connettività a 30 Mbps l'amministrazione regionale ha approvato, nell'ambito di un accordo quadro con il ministero dello Sviluppo economico, il 'Programma Lazio 30Mega', che si prefigge di realizzare, entro il 2020 la connettività a 30 Mbps per i 336 comuni del Lazio, che rappresentano le cosiddette 'aree bianche' o 'a fallimento di mercato' che, in base agli esiti della consultazione pubblica effettuata nel 20'14 da Infratel, non risultano inseriti nei piani di sviluppo degli operatori di telecomunicazioni private per i prossimi tre anni.
“Alcuni giorni fa il premier Renzi ha detto che la banda larga è l'ABC della modernità e oggi è stato importante sottolineare che la nostra regione è pronta” ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti commentando le parole del sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli, che nel suo intervento in Regione aveva sottolineato l'importanza per il Lazio e per il suo presidente Nicola Zingaretti di essere traino e protagonista della rivoluzione digitale nel nostro paese.
“Abbiamo già avviato la posa dei cavi - ha aggiunto Zingaretti - con fondi recuperati dal passato e con i primi bandi. L'obiettivo strategico che ci diamo, entro fine mandato, è quello di coprire tutti i comuni del nostro territorio e lo faremo all'interno di una strategia nazionale”. "Tutto questo naturalmente dà più forza al nostro lavoro - ha proseguito il presidente della Regione Lazio- e soprattutto oggi possiamo dire di non essere più il fanalino di coda, anzi stiamo diventando l'avanguardia della modernizzazione del Paese”.
Il presidente Zingaretti tocca poi l’argomento della trasparenza e sembra quasi togliersi “un sassolino” dalle scarpe. “Mi fa molto piacere che la rivista Wired si sia accorta del nostro lavoro e li ringrazio del fatto che dal primo giorno abbiamo l'assillo della trasparenza e anche di un atteggiamento di austerità nei confronti della cosa pubblica”. Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha commentato, a margine della presentazione del Piano banda ultra larga, l'inchiesta pubblicata dalla rivista sui rendiconti delle spese di missione sostenute dalle giunte regionali, da cui è emersa per il Lazio "una rendicontazione tra le più trasparenti, sia per quanto riguarda il presidente della Regione Lazio sia i suoi assessori. Wired è una rivista che grazie alla scientificità dei suoi metodi fa dei controlli - ha aggiunto Zingaretti - e aver potuto leggere oggi questo grande risultato sulla trasparenza ci riempie di orgoglio. È un pezzo di quel 'cambiamo tutto' che avevamo promesso ai nostri elettori”. La rivista si è occupata in questa puntata dell'inchiesta delle amministrazioni del Centro Italia. Positivo il giudizio sul Lazio: “una bella differenza rispetto a quanto abbiamo per esempio visto in regioni come Emilia Romagna, Liguria e Friuli Venezia Giulia in cui i cittadini devono accontentarsi di sapere quanto è stato speso, senza nemmeno sapere la destinazione dei
Viaggi” annota la rivista. Nel Lazio invece “si possono desumere le date della trasferta, la destinazione e l'intero ammontare del rimborso richiesto. Unica pecca il fatto che il monitoraggio di queste spese sia fermo al mese di agosto 2014.
Anche la provincia autonoma di Bolzano procede speditamente sul terreno dell’innovazione. Ammontano a 110,3 milioni di euro i fondi a disposizione del programma 2015 per la ricerca scientifica e l'innovazione. Oggi (11 marzo) e' arrivato il via libera della Consulta guidata dal presidente della Giunta provinciale di Bolzano Arno Kompatscher, la quale ha anche approvato il documento strategico sino al 2020 che punta con forza su un sistema di collaborazione fra i partner che operano sul territorio.
La Consulta provinciale per l'innovazione e la ricerca ha approvato i programmi per l'anno in corso stanziando in totale 110,3 milioni di euro. La parte del leone la fa il settore dedicato a università e ricerca, con un investimento complessivo di 84 milioni di euro suddivisi principalmente tra LUB (59,9 miliioni) ed EURAC (21,1 milioni). All'innovazione, invece, sono stati destinati poco piu' di 26 milioni di euro, e di questi 18,4 vengono direttamente utilizzati per sostenere l'attività di ricerca e sviluppo di processi e prodotti delle imprese grazie al sistema dei contributi e dei bandi. Oltre a questo pilastro, gli altri due capisaldi del programma sono le convenzioni programmatiche con gli enti che operano sul territorio e il sostegno al trasferimento tecnologico dalla ricerca alle imprese.
“Attualmente - ha sottolineato nel suo intervento il presidente Arno Kompatscher - gli investimenti in ricerca e sviluppo in Alto Adige incidono per lo 0,6% del PIL. Il nostro obiettivo e' quello di far aumentare in maniera sensibile questo dato percentuale dando un maggior peso all'interno del bilancio provinciale all'innovazione, uno dei settori chiave per la competitivita' e il benessere del nostro territorio. Per creare un sistema efficiente,
però, non basta la quantità dell'investimento, ma conta anche la qualità e l'efficienza dello stesso, raggiungibile solo tramite un sistema mirato, efficace e in grado di coinvolgere tutti i partner”.
Proprio attorno a questo passaggio, infatti, si sviluppa il documento strategico approvato ieri dalla Consulta, un progetto di lungo periodo (con scadenza 2020) richiesto a tutte le regioni dall'Unione Europea. In gergo tecnico si chiama "Smart specialisation strategy per la Provincia di Bolzano", e pur puntando sulle tradizionali eccellenze altoatesine (energia e ambiente, tecnologie agroalimentari e tecnologie alpine su tutti), pone l'accento sulla necessità di gestire in maniera coordinata tutta la rete della ricerca e dell'innovazione, con un maggiore dialogo e una piu' stretta collaborazione fra gli attori del sistema.
Passi in avanti anche in Toscana, confermati dal rapporto 2014 sulla società dell'informazione e della conoscenza in Toscana, appena pubblicato dall'ufficio Statistica della Regione e scaricabile dal sito dell'ente. I numeri sono quelli del 2013, il confronto è con il 2012 e raccontano come le famiglie che usano internet da casa siano in crescita: sono un po' piu' di sei su dieci in tutta la regione, il 62,2 per cento per la precisione contro il 55,8 dell'anno precedente.
L'Adsl è invece usata dal 66,4% di quanti accedono ad internet. I progressi in un anno non sono grandissimi ma cresce (e di gran lunga) chi usa altri tipi di banda larga altrettanto veloce, come il wi-fi, che fa un balzo non indifferente dal 30 ad oltre il 45%.
Alla pubblica amministrazione on line i cittadini chiedono comunque di migliorare. Il 37,2 per cento di quanti hanno visitato i loro siti denuncia infatti informazioni poco chiare, insufficienti o non aggiornate e il 24,3 per cento lamenta problemi tecnici dei siti e un quinto la mancanza di un servizio di assistenza, on line o off line. Ultima pecca la velocità di connessioni: preponderanti, sette su dieci, sono ancora le connessioni piu' lente, quelle al di sotto dei 10 Mbit per secondo. E vale anche per le aziende. “Ma la Regione Toscana – sottolinea l’Assessore Vittorio Bugli nell'introduzione - sta investendo anche sulle infrastrutture e la banda larga e ultra-larga. Lo facciamo oltre le nostre competenze, consci che senza una connessione ad internet che sia sufficientemente diffusa e veloce il resto del lavoro rischierebbe di vanificarsi”. La Toscana ha già investito negli ultimi anni, assieme a Ministero e Unione europea, 30 milioni per portare la fibra ottica dove non c'era. Altri 40 milioni sono pronti per essere spesi e portare la banda larga almeno fino a 20Mbps nelle aree piu' remote. Circa 100 milioni saranno investiti nei prossimi sette anni per la banda ultra-larga utilizzando i fondi europei.


( Stefano Mirabelli / 11.03.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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