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Regioni.it

n. 2688 - lunedì 23 marzo 2015

Sommario
- Poletti: rafforzare i centri per l'impiego
- Vinitaly: obiettivo semplificazione
- Agenda digitale: protocollo di Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Toscana
- Expo 2015: i portali di Lombardia, Basilicata, Molise, Toscana ed Emilia
- Pigliaru su Imu agricola, autonomia speciale e deposito scorie nucleari
- Strage Tunisi: Chiamparino, dalla piazza un monito alla politica

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Poletti: rafforzare i centri per l'impiego

Rossi, Simoncini: assumere, come Regione, i centri per l'impiego, almeno in quelle virtuose e pronte

(Regioni.it 2688 - 23/03/2015) “Noi siamo intenzionati a rafforzare i centri per l'impiego”, grazie anche alla collaborazione delle Regioni. Lo sostiene il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, annunciando che il 25 avrà un incontro al ministero con una delegazione della Conferenza delle Regioni sul tema del finanziamento degli ammortizzatori sociali.
Insieme ad Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ha partecipato a Firenze ad una tavola rotonda sulla programmazione del Fondo sociale europeo. Ma l’attenzione è stata rivolta soprattutto ai temi collegati alla riforma del lavoro.
Poletti ha quindi spiegato in particolare che “senza collaborazione con le Regioni i centri per l’impiego non avranno una loro strada e un loro futuro: per la parte che mi compete sono intenzionato e impegnato a farlo, e fra due giorni discuteremo insieme alle Regioni di come fare questo percorso”.
Poletti aggiunge che “se noi vogliamo fare le politiche attive per il lavoro abbiamo bisogno di servizi per l'impiego più forti, più strutturati: i centri per noi sono una delle priorità. E' quello che abbiamo intenzione di fare e lo faremo”.
“Chiediamo al governo nazionale – sottolinea Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana – “di metterci in condizione di poter assumere, come Regione, i centri per l'impiego, e collocarli come uno snodo fondamentale fra chi offre lavoro e chi lo chiede”.
L'assessore della regione Toscana alle attività produttive, Gianfranco Simoncini, sottolinea che “passare ad un'unica agenzia nazionale” non sarebbe la soluzione migliore. Non lo sarebbe “perché i mercati del lavoro non sono gli stessi dalla Lombardia alla Sicilia” e perchè i servizi all'impresa e la formazione “non si possono slegare dalle politiche per il lavoro", cosa che invece prevede la nuova Costituzione in corso di approvazione in Parlamento.
Si rischia di tornare ai vecchi uffici di collocamento. La Toscana propone invece “un'agenzia nazionale, con poteri anche sostitutivi, e tante agenzie regionali quante sono le Regioni, ciascuna con i dipendenti che erano delle Province”.
“Non è il caso – ribadisce Rossi - che in questa riorganizzazione si tenga conto anche di Regioni che hanno esperienze positive? Non vorrei che si buttasse al vento il buon lavoro fatto finora”.
“Speriamo che presto ci sia consentita di assumerci questa responsabilità - dichiara sempre Rossi, riferendosi sempre ai centri per l'impiego - e oggi il ministro ha fatto qualche apertura, non solo per occuparci dei precari, che hanno le loro giuste ragioni, ma soprattutto per rilevare i centri per l'impiego e inserirli in questo rapporto fra domanda e offerta di lavoro”.
Inoltre Poletti annuncia che per quanto riguarda la Cassa integrazione in deroga “le risorse ci sono sia per il 2014 sia per il 2015”, e annuncia che per “mercoledì 25 è prevista una valutazione sul tema”, in occasione dell’incontro con la delegazione della Conferenza delle Regioni. “Ma io credo – sostiene sempre Poletti - che nelle settimane successive saremo in grado di fare il decreto per finanziare la copertura fino alla fine del 2014”.
Pertanto per il ministro “è solo da definire la ripartizione tra le Regioni" e poi saranno varati i decreti.
Il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, ha inoltre sottolineato la precarizzazione del lavoro, soprattutto per le nuove generazioni, accusando “il centrosinistra” di aver “portato a questa situazione” nel mondo del lavoro, dove il numero dei contratti precari e senza tutele rappresenta “l'85%” dei nuovi avviamenti al lavoro.
“E’ inutile – sostiene Rossi - che improvvisamente si scopra che si toglie il mondo, togliendo a quel 6% l'ultimo comma dell'articolo 18, che è comunque una cosa seria: il grande problema sta prima, come mai ci siamo ritrovati in questa situazione. Se il Jobs Act riconverte una parte di quel precariato in contratti a tempo indeterminato, anche se a prezzo di qualche garanzia, bisogna fare la 'prova budino' per vedere se funziona”.




( Giuseppe Schifini / 23.03.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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