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Regioni.it

n. 2688 - lunedì 23 marzo 2015

Sommario
- Poletti: rafforzare i centri per l'impiego
- Vinitaly: obiettivo semplificazione
- Agenda digitale: protocollo di Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Toscana
- Expo 2015: i portali di Lombardia, Basilicata, Molise, Toscana ed Emilia
- Pigliaru su Imu agricola, autonomia speciale e deposito scorie nucleari
- Strage Tunisi: Chiamparino, dalla piazza un monito alla politica

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Vinitaly: obiettivo semplificazione

Dichiarazioni di Martina, Ruffato, Zaia, Maroni, Bolzonello e Zingaretti

(Regioni.it 2688 - 23/03/2015) Il cambio favorevole euro/dollaro sta dando la carica agli imprenditori del vino, oltre 4mila le aziende presenti a Vinitaly, ma la manifestazione, inaugurata a Verona il 22 marzo, è stata anche l’occasione per fare il punto sull’impegno delle Regioni italiane per tutelare le centinaia di vitigni autoctoni che costituiscono lo straordinario patrimonio delle biodiversità della Penisola.
I presidenti delle assemblee legislative d'Italia si sono confrontati con il sottosegretario Giuseppe Castiglione per impostare i primi passi di un'azione comune a tutela della biodiversità vitivinicola.
2Sono 350 i vitigni autoctoni registrati in Italia – ha spiega il presidente del Consiglio veneto Clodovaldo Ruffato, coordinatore dell'iniziativa - di questi il Veneto ne conta oltre una trentina, tra cui durella, pavana, bianchetta, recantina, rabiosa. Ma tante altre specie non sono nemmeno registrate. Sono vitigni coltivati nella zona storica di origine della pianta stessa, non trapiantati in altre aree, con caratteristiche distintive proprie e specifiche proprietà organolettiche, che costituiscono l'ingrediente fondamentale per la creazione di prodotti di qualità, a denominazione locale. Rappresentano un patrimonio di natura, cultura e biodiversità che rischia di scomparire a causa dall'internazionalizzazione dei processi di produzioni e dalla commercializzazione di massa. In vista dell'Expo 2015 le regioni e il ministero intendono mettere a punto un piano di protocolli e iniziative da condividere su scala internazionale per difendere le specificità locali da imitazioni e contraffazioni".
Per il vino italiano il 2015 "sarà l'anno dell'export a quota 5,5 miliardi di euro": è questa la previsione del ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. Dal palco del Vinitaly il Ministro Maurizio Martina ha invece sottolineato l'importanza della semplificazione e della sburocratizzazione per rendere più agevole il lavoro della aziende del comparto vitivinicolo: ""E' un dovere per me rendicontare il lavoro fatto in dodici mesi, perché proprio da qui lo scorso anno noi lanciammo un progetto, 'Campo libero', per provare a praticare la semplificazione più che a predicarla, con una sfida molto ardua davanti: provare a riorganizzare il rapporto tra pubblica amministrazione e settore vitivinicolo. Abbiamo fatto dei passi importanti, perché alcuni concetti che abbiamo lanciato stanno diventando prassi. Abbiamo cambiato il modo di concepire alcuni provvedimenti, dall'idea delle autorizzazioni a quella della comunicazione: in questo passaggio c'è un pezzo della svolta necessaria per sburocratizzare e semplificare, per rendere la vita delle aziende più semplici.
“Il registro unico ora è decreto, impostato con il Ministero dell'Interno, che ora va al vaglio della conferenza Stato-Regioni, ma nel giro di poche settimane siamo già al dunque. Possiamo rendere praticabile il registro unico dei controlli per le imprese agricole, il che è una vera svolta, anche se non semplice. Costruire un punto di equilibrio tra la garanzia del controllo assoluto e il tema della semplificazione Inoltre abbiamo semplificato i documenti per il trasporto del vino, abbiamo tagliato già diversa burocrazia, buttando 64000 documenti che le aziende avevano sul groppone”.
E di semplificazione ha parlato anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, partendo però da una sottolineatura in chiave “veneta”: “siamo i numeri uno nel settore vitivinicolo e sono i numeri a confermarlo: il 18% della produzione nazionale, 27 mila aziende, 52 vini riconosciuti e il 33% dell'export nazionale per un valore di 1 miliardo e 670 milioni. Un patrimonio straordinario e un volano strategico per l'economia nazionale”.
Poi il Presidente, si è soffermato , come si è detto sui lacci e lacciuoli che impediscono talvolta la crescita del comparto. “Questo, però, è un settore che oggi prevede 70 adempienti burocratici dal campo al mercato, 20 diversi enti controllori e oltre mille pagine di codici e manuali che impegnano per oltre 100 ore al giorno i produttori. La sfida del futuro è la sburocratizzazione”.
“In questi giorni - continua Zaia - si celebra un compleanno speciale: il 24 marzo 2010 infatti l'Amarone otteneva l'importante marchio DOCG che lo rende un'eccellenza assoluta insieme ad un altro vino, il Prosecco, che è leader per superficie coltivata. E il nostro impegno continua perché stiamo lavorando per permettere al Pinot Grigio di ottenere il riconoscimento, che garantirebbe competitività ad un altro prodotto identitario della nostra regione, dietro il quale ci sono storia e tradizione di un intero territorio. Sono orgoglioso - spiega il Presidente - che il Veneto possa vantare una fiera come questa, che è conosciuta in tutto il mondo e ringrazio di cuore tutte quelle persone, ed in particolare i più giovani, che hanno lavorato giorno e notte per garantire la perfezione dell'apertura di oggi”. “Il Veneto avrà – ha concluso il Presidente - un ruolo da
protagonista all'Expo grazie anche alla stretta e strategica sinergia con la Regione Lombardia, che siamo certi darà grandi risultati anche dal punto di vista turistico”.
“La presenza forte del Friuli Venezia Giulia a Vinitaly vuole essere un segnale che siamo vicini agli operatori del settore, agli straordinari vitivinicoltori che ci permettono di continuare a fregiarci di essere una delle regioni più vocate in questo settore a livello italiano e mondiale”, ha affermato il vicepresidente della
Regione e assessore alle Risorse agricole, Sergio Bolzonello (all'inaugurazione dello stand che raccoglie 104 imprese presenti nella collettiva dell'Ersa). “La nostra regione - ha proseguito - continua a confermarsi la numero uno in Italia per i vini bianchi: è uno stimolo a lavorare affinché questo primato e questa qualità continuino a rimanere alti". A proposito della Doc unica del Friuli Venezia Giulia, la “Doc Friuli”, Bolzonello ha osservato che “fino a poco tempo fa non era supportata con forza, ma adesso è diventata una grande sfida condivisa che ci accingiamo a cogliere”, mentre sulla Doc delle Venezie per il pinot grigio, “dobbiamo fare ancora dei ragionamenti. Zaia ha messo al centro del suo discorso il Veneto, spingendo sull'acceleratore, anche perché probabilmente con la campagna elettorale in casa fra qualche mese ha voluto lanciare un messaggio al suo mondo vitivinicolo in cui la doc delle Venezie è un tema molto sentito. Vinitaly però è la più grande manifestazione italiana e anche mondiale del vino e forse - ha concluso - era bene parlare a un pubblico più vasto di quello veneto”.
Roberto Maroni, presidente della Lombardia, ha sottolineato che “c’è una produzione di altissima eccellenza e oggi l'investimento che facciamo è proprio valorizzare la Lombardia come prima regione agricola d'Italia". Quanto al rapporto sempre più stretto tra Milano e Verona, grazie anche alla sinergia con il prossimo Expo, Maroni ha sottolineato che “il lombardo-veneto non sono due regioni, ma un'unica grande macroarea che ha tante affinità e la qualità del vino straordinaria. Dovremmo riuscire - ha aggiunto – a mettere insieme le nostre forze per far vedere al mondo che il nostro vino è meglio dello champagne francese. "Sotto tutti i punti di vista; ci manca poco, però lo sforzo va in quella direzione" ha concluso Maroni.
Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in occasione della conferenza stampa dedicata alla partecipazione del Lazio ha detto che “Vinitaly si inserisce nello sforzo strategico della Regione Lazio di promuovere i propri prodotti d'eccellenza. Vogliamo recuperare credibilità e in un anno e mezzo ci siamo riusciti. Vogliamo promuovere non solo il vino ma anche i prodotti legati all'enogastronomia, il nostro territorio. Presto presenteremo con la Agenzia del Turismo delle immagini girate con dei droni, per mostrare il Lazio da un'ottica mai
vista. La Regione Lazio vuole cambiare, vuole diventare più accogliente: è paesaggio, gusto, bellezza, forte identità. Arriviamo a questo appuntamento a testa alta, senza più debiti, in regola con i pagamenti. Sosterremo questo sforzo con grande forza e dignità. Da quest'anno aumenta la nostra presenza al Vinitaly, è uno sforzo importante che è anche un 'anticipo' di quanto accadrà nel 2015 e anche nel 2016: il Lazio come regione dell'accoglienza. Inoltre siamo orgogliosi
di dire che abbiamo scommesso molto sul Psr, e siamo nelle regioni di testa che hanno visto approvare i loro piani europei”. Quella di Vinitaly, insomma, “non è una parentesi nel deserto ma il tassello di una strategia che sta cambiando la Regione, che diventa più protagonista e più forte”, ha concluso Zingaretti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


( sm / 23.03.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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