Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 2694 - martedì 31 marzo 2015

Sommario
- Ospedali psichiatrici giudiziari: si lavora per voltare pagina
- Trasporto pubblico locale: Caldoro, "basta tagli"
- Sale disoccupazione a febbraio, mentre cala in Europa
- Terzo settore: emendamento al Decreto su delega al Governo per riforma
- Sanità: firmato regolamento su standard assistenza ospedaliera
- Apprendistato: posizione su Decreto per contratti e mansioni

Documento della Conferenza delle Regioni del 25 marzo

+T -T
Apprendistato: posizione su Decreto per contratti e mansioni

(Regioni.it 2694 - 31/03/2015) La Conferenza delle Regioni ha preso posizione sul Decreto relativo alle tipologie contrattuali e alla revisione della disciplina delle mansioni (L. 183/2014) per l’apprendistato.
In un documento approvato il 25 marzo le Regioni danno un parere sostanzialmente favorevole sul decreto, ma evidenziano “criticità di merito e di metodo” e formulano alcune osservazioni chiedendone il recepimento nel testo definitivo.
Fra le criticità di merito rientra l’esigenza di “mantenere la possibilità di conseguire il diploma di scuola secondaria superiore attraverso l'apprendistato di primo livello. Secondo le regioni va poi rafforzata “la semplificazione procedurale del contratto di apprendistato di primo e di terzo livello, sia per il datore di lavoro sia per l'istituzione formativa che accoglie l'apprendista”. Infine la Conferenza delle Regioni chiede “una indicazione a livello nazionale di attribuzione dei crediti formativi […]al fine di evitare modalità di attuazione fortemente differenziate sul territorio”.
La proposta delle regioni contiene poi in allegato anche “un'ipotesi di adattamento del testo”.
Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it. Di seguito si riporta il documento (senza l’ipotesi di adattamento del testo) .
Le Regioni e le Province Autonome, nella riflessione condotta sul rapporto “La buona scuola”, hanno posto particolare attenzione al rafforzamento della relazione tra scuola e lavoro.
Nel documento, inviato al Presidente del Consiglio il 17 ottobre 2014, si legge, infatti: "Abbiamo necessità che il nostro sistema di istruzione, formazione e del mercato del lavoro diventi sempre più efficiente, che porti un numero sempre maggiore di giovani ad uno sviluppo sempre più elevato di conoscenze e competenze. L'obiettivo è elevare i risultati complessivi del sistema. Nei Paesi europei dove è minore la differenza tra il tasso di disoccupazione generale e quello della disoccupazione giovanile - Germania, Olanda, Austria, Danimarca - vi è un rapporto stretto e organico tra sistema scolastico - formativo e sistema produttivo. L'incontro con il mondo del lavoro è dinamico e continuo e la collaborazione tra scuole e imprese avviene nel corso del percorso educativo, ma anche fin dalla progettazione degli interventi, con analisi di previsione nel medio periodo delle competenze necessarie all'ingresso in un mondo del lavoro come quello attuale altamente specializzato e complesso ... ... " ( cfr. "per un contributo al dibattito su La buona scuola" - Conferenza delle Regioni e Province Autonome)
Nello specifico, per quanto attiene l'istituto dell'apprendistato, nel documento di dettaglio consegnato, a dicembre 2014, al Ministro Giannini, veniva segnalato, tra l'altro, quanto segue:
Per valorizzare l'apprendistato di primo e terzo livello si propone:
- di introdurre elementi di flessibilità nella retribuzione, allineando i trattamenti retributivi alla componente lavorativa/formativa, in una logica di proporzionalità tra formazione e salario;
- di introdurre forme di sgravio retributivo ulteriori e più consistenti a favore dei datori di lavoro che vogliano assumere lavoratori mediante contratto di apprendistato
- di procedere ad una semplificazione degli adempimenti e delle procedure di attuazione.
- di rivedere la disciplina in materia, ai fini di una maggiore compattezza e gestibilità della stessa costituendo una tipologia unica di apprendistato finalizzato al conseguimento della qualifica, diploma professionale e/o diploma di scuola secondaria superiore.
- Introduzione di incentivi alle assunzioni in apprendistato che, oltre a differenziarsi a seconda della natura a tempo pieno o parziale del contratto, siano proporzionali alla durata dello stesso. Al fine di evitare che siano incentivate solo le assunzioni di studenti in procinto di conseguire il titolo di studio (ossia di coloro che devono partecipare solo all'ultimo anno di corso) sarebbe opportuno prevedere incentivi più elevati per le assunzioni che intervengono agli inizi dei percorsi di studio di terzo livello e quindi prefigurano contratti di apprendistato di più lunga durata.
- necessità di procedere alla revisione del repertorio di Istruzione e Formazione professionale attraverso l'ampliamento delle qualifiche e dei diplomi di riferimento a livello nazionale
- necessità di diffondere le buone prassi attivate in alcune regioni: fra esse si annoverano le esperienze che collocano la formazione in alcune parti dell'anno (ad es: learning week attivati in Regione Veneto; sistema a blocchi della Provincia di Bolzano; formazione a distanza secondo le modalità attivate in Regione Liguria)
- necessità di diffondere modalità attuative standard che prevedano l'integrazione tra erogazione di formazione a costi standard - erogazione di incentivo al lavoratore (nei casi in cui non vi sia una contrattazione che riduce i costi retributivi) - erogazione di sgravi all'impresa; il modello potrebbe essere diffaso mediante Garanzia Giovani e consolidato attraverso i finanziamenti del POR FSE 2014-20
Molti degli elementi segnalati per l'apprendistato di primo e terzo livello sono stati recepiti nell'articolato di cui al Capo V dello schema di decreto legislativo recante il testo organico delle
tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni, in attuazione della legge 10
dicembre 2014, n. 183 (approvato in cm il 20 febbraio u.s.).
Per questo motivo, si esprime parere favorevole pur evidenziando alcune criticità di merito e di metodo che si riportano di seguito, chiedendone l'accoglimento nel testo.
Per quanto riguarda il metodo si evidenzia che:
- la normativa vigente prevede, sulla materia in argomento, competenze concorrenti tra Stato e Regioni e Province Autonome. In coerenza occorre attivare un confronto in Conferenza Stato Regioni;
- si suggerisce di definire da subito, senza il rinvio ad un successivo decreto, gli strumenti che rendano maggiormente attrattivo per le imprese il ricorso al contrato di apprendistato, come gli incentivi, chiarendone l'interazione con il nuovo contratto a tutele crescenti e un aumento degli sgravi contributivi per l'apprendistato di 1° e 3° livello, a fronte dei maggiori oneri formativi.
Per quanto riguarda il merito si evidenzia l'importanza di:
- mantenere la possibilità di conseguire il diploma di scuola secondaria superiore attraverso l'apprendistato di primo livello, in un'ottica di sviluppo organico dei sistemi formativi, nel rispetto delle normative regionali già operanti sui territori. Ciò anche in considerazione dei livelli EQF cui sono agganciati i titoli conseguibili con tale livello di apprendistato. Il tutto va inserito nell'ottica della costruzione del sistema duale, garantendo in primo luogo. la "portabilità" del contratto all'interno di un sistema a sviluppo verticale;
- prevedere l'avvio degli apprendistati di 1° e 3° livello in concomitanza con il calendario ordinario delle attività gestite dai sistemi di Istruzione, Formazione e dell'Università;
- chiarire il rapporto dell'apprendistato di primo livello rivolto ai minori con le normative poste a loro tutela che limitano la possibilità di operare all'interno del contesto lavorativo, disincentivando le imprese all'assunzione dei minori stessi;
- rafforzare la semplificazione procedurale del contratto di apprendistato di primo e di terzo livello, sia per il datore di lavoro sia per l'istituzione formativa che accoglie l'apprendista. A questo proposito si suggerisce di eliminare il protocollo di cui all' art. 41 comma 6, da stipulare tra istituzione formativa cui lo studente è iscritto e il datore di lavoro.
In alternativa, si chiede di prevedere l'intesa della Conferenza Stato-Regioni sul Protocollo stesso, in sostituzione del previsto parere;
- prevedere una indicazione a livello nazionale di attribuzione dei crediti formativi di cui all'art.43 comma 2, previsti nel numero massimo di 60, al fine di evitare modalità di attuazione fortemente differenziate sul territorio.
In allegato si riporta un'ipotesi di adattamento del testo.
Roma, 25 marzo 2015
Link al documento integrale:
 
Vedi anche i seguenti articoli su “Regioni.it”


( sm / 31.03.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top