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Regioni.it

n. 2694 - martedì 31 marzo 2015

Sommario
- Ospedali psichiatrici giudiziari: si lavora per voltare pagina
- Trasporto pubblico locale: Caldoro, "basta tagli"
- Sale disoccupazione a febbraio, mentre cala in Europa
- Terzo settore: emendamento al Decreto su delega al Governo per riforma
- Sanità: firmato regolamento su standard assistenza ospedaliera
- Apprendistato: posizione su Decreto per contratti e mansioni

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Ospedali psichiatrici giudiziari: si lavora per voltare pagina

Il ministro della Giustizia: "si supera una vergogna italiana, invito tutte le forze politiche ad evitare la strumentalizzazione"

(Regioni.it 2694 - 31/03/2015) E’ scaduto il 31 marzo il termine per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, fissato dal decreto-legge n.211 del 22 dicembre 2011. Da domani, primo aprile, le misure di sicurezza del ricovero in Opg e dell'assegnazione a casa di cura e custodia saranno eseguite presso strutture residenziali socio-sanitarie denominate Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza (Rems).  
Sotto il monitoraggio dell'Organismo di coordinamento istituito presso il Ministero della Salute – spiega una nota del ministero della Giustizia - quasi tutte le regioni hanno individuato e allestito le strutture che saranno disponibili entro il termine previsto: sono strutture definitive o in alcuni casi provvisorie, predisposte per garantire il rispetto della scadenza fissata dalla legge. Alcune regioni completeranno tale percorso nelle prossime settimane: si tratta del Friuli Venezia Giulia, della Puglia, della Provincia autonoma di Trento e del Piemonte, che avrà la disponibilità di tali strutture solo fra qualche mese. Nel caso della Regione Veneto, che in mancanza di strutture individuate non risulta in condizione di prestare l'assistenza alle persone sottoposte a misure di sicurezza detentiva, sarà necessario procedere alla nomina di un Commissario straordinario (L. 30 maggio 2014, art. 1 co. 2) perché provveda in via sostitutiva a dare attuazione a quanto richiesto dalla legge. Per le altre regioni inadempienti eventuali commissariamenti si moduleranno in relazione alle concrete caratteristiche delle diverse realtà. Sarà il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, in collaborazione con l'Autorità giudiziaria, con le Regioni e con le Province autonome, a provvedere ai trasferimenti presso le Rems dei soggetti destinatari delle misure di sicurezza.
In una lettera inviata nei giorni scorsi al ministro della Salute Beatrice Lorenzin in merito alla chiusura degli Opg, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha segnalato l'opportunità che la prosecuzione della positiva esperienza dell'Organismo di coordinamento del ministero della Salute possa essere sostenuta dalla istituzione in ambito regionale di analoghi meccanismi di raccordo delle competenze coinvolte e della cooperazione istituzionale, anche sollecitando il contributo delle competenti Autorità giudiziarie.
“Il Veneto non cambia idea, perché con la nostra scelta stiamo difendendo la dignità dei malati, e la sicurezza dei territori e dei cittadini, dall'ennesima vergogna perpetrata da un Governo che scarica qua e là malati di mente pericolosi per sé e per gli altri così come sta facendo con gli immigrati”, così il Presidente Luca Zaia reagisce all'annuncio da parte del Ministero di Grazia e Giustizia del commissariamento del Veneto. “Strutture inadatte e improvvisate per nostra scelta in Veneto non ne faremo - aggiunge -. Le cosiddette Residenze per l'Esecuzione della Misura di Sicurezza Sanitaria provvisorie (Rems) sono in realtà irrealizzabili, in quanto, giustamente, lo stesso Ministero di Grazia e Giustizia ha indicato severi parametri, sia per le caratteristiche delle stanze di degenza (anche un banale lavello in ceramica, se infranto, può diventare un pericolo letale per il malato e per chiunque altro) sia per la necessità di attrezzare in maniera molto particolare finestre e uscite, sia per l'obbligo di predisporre un'adeguata recinzione e la relativa sorveglianza. Strutture così in Veneto non ce ne sono e se un futuro Commissario ne indicherà una lo farà assumendosene tutte le responsabilità”. “La legge che decise della chiusura degli Opg - prosegue Zaia - fu approvata nel 2012 e il Governo ha lasciato dormire la questione per 3 anni, mentre il Veneto, già nel 2013, aveva individuato la sede di una Rems definitiva, redatto il progetto e inviato lo stesso al Governo, che lo ha approvato. Da allora il silenzio più assoluto da Roma fin quando, un paio di settimane fa, sono stati finalmente messi a disposizione i fondi necessari. Solo ora il Veneto è stato messo nelle condizioni di fare le cose per bene e di realizzare una struttura adatta a rispettare la dignità dei malati e la sicurezza dei cittadini. Anche lavorando giorno e notte - conclude - il buon senso dice che non occorreranno meno di 2-3 anni per realizzare l'opera, partendo dall'indizione della gara d'appalto e seguendo tutte le regole che accompagnano la costruzione di un'opera pubblica. Fino a quel momento malati di mente di questa tipologia, molti dei quali responsabili di gesti di grande efferatezza, in Veneto non ne arriveranno, se non per manu militari da parte di un Governo che, come anche in altre vicende pressoché quotidiane, continua a non tenere nella benché minima considerazione i reali interessi dei cittadini e dei territori”. “Il Veneto si è attenuto alle disposizioni normative, i ritardi sono imputabili al governo se ora vogliono scaricare le responsabilità sulle Regioni hanno sbagliato indirizzo”, aggiunge l'assessore veneto alla Sanità Luca Coletto commentando il commissariamento della Regione relazione in mancanza di strutture alternative (Rems) agli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) in chiusura da oggi. “Per dare attuazione a quanto previsto dalla legge – conferma Coletto - ci eravamo attivati nel 2013 presentando un progetto definitivo. Ce lo hanno approvato nel 2014 ma i finanziamenti sono arrivati 15 giorni fa. In Veneto residenze con misure di sicurezza (Rems) definitive non ce ne sono per realizzarne una con i soldi in mano servono almeno due anni”.
Per il ministro della Giustizia Andrea Orlando con la chiusura degli Opg "Si supera una vergogna italiana, è un passaggio che restituisce dignità ad esseri umani che spesso sono stati in condizioni davvero inaccettabili”. Ed è un’azione che “non espone la collettività a rischi per la sicurezza, invito tutte le forze politiche ad evitare la strumentalizzazione. I più pericolosi, semplicemente, vengono ospitati da strutture più idonee”.
Il Lazio si adegua alla legge nazionale e permettendo il superamento dei vecchi ospedali giudiziari sostituendoli con i Rems, residenza per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria. Il 31 marzo, infatti, il Presidente, Nicola Zingaretti, e il Ministro della giustizia, Andrea Orlando, hanno inaugurato la prima di queste strutture a Pontecorvo, in provincia di Frosinone, che ospiterà 11 donne. Gli OPG si sarebbero dovuti chiudere, secondo la legge 9/2012, inizialmente nel 2013, le successive proroghe hanno spostato questa scadenza a oggi, data ultima entro cui tutte le Regioni devono adeguarsi per spostare i rimanenti 741 pazienti presenti.
Le strutture regionali ospiteranno cittadini, residenti nel Lazio, attualmente internati negli Opg di Aversa, Napoli, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere (solo femminile) comprese le donne internate nella Casa di Cura e Custodia di Solliciano.
Complessivamente la Regione Lazio attiverà da subito 4 strutture provvisorie destinate ad accogliere 79 ospiti (68 uomini e 11 donne). Per il funzionamento di queste strutture saranno assunti a tempo indeterminato, attraverso un concorso pubblico, 132 operatori tra medici, psicologi, infermieri, personale ausiliario e ammnistrativo. La prima fase del progetto Rems prevede l'attivazione di 4 sedi provvisorie. Pontecorvo: questa struttura è un ex spdc (servizio psichiatrico di diagnosi e cura). Avra' 11 posti letto per pazienti donne. Il personale, in attesa del regolare concorso e' stato selezionato tra i dipendenti della Asl di Frosinone ed è stato adeguatamente formato per poter
accogliere e assistere i pazienti che saranno trasferiti, dall'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere e dalla Casa di Cura e Custodia di Solliciano. A Ceccano la struttura prevede 20 posti letto maschili. I lavori sono in corso e la loro conclusione è prevista entro il mese di aprile. A Subiaco la struttura prevede 20 posti letto maschili. I lavori sono in corso, apertura fine aprile. A Palombara Sabina la struttura prevede 28 posti letto maschili. Lavori
in corso così come le procedure di selezione del personale. La seconda fase vedrà l'attivazione delle 3 Rems definitive.
Nel Lazio il tempo stimato per le aperture delle definitive va da un minimo di un anno ad un massimo di due anni e saranno: Rieti: in questa struttura ci saranno posti letto per donne; Ceccano (Fr): in questa struttura ci saranno posti letto per uomini: Subiaco (Rm): in questa struttura ci saranno posti letto per uomini. Ciascuna Rems dovra' essere dotata di un totale di 24 operatori (12 infermieri, 6 operatori sociosanitari, 2 medici psichiatri, un tecnico per la riabilitazione psichiatrica, uno psicologo, un assistente sociale, 1 amministrativo). Nel Lazio gli operatori saranno 27, tre in piu': ritenendo sottostimata la presenza in particolare di medici psichiatri, ha chiesto e ottenuto per le Rems maschili che il personale fosse composto da 27 persone. Il totale del personale necessario a pieno regime per le Rems definitive del Lazio e' di 132 unita'. Ad aprile 2013 la Regione Lazio ha firmato il decreto 96 sul fabbisogno di strutture sanitarie residenziali terapeutiche alternative agli ospedali psichiatrici giudiziari. A luglio 2013 e' stato firmato il decreto 300 e a febbraio 2014 il DCA 72, con cui sono state individuate le strutture nel Lazio da trasformare in Rems. Le Categorie di pazienti destinate ai rems saranno: internati prosciolti per infermita' mentale; internati con infermita' mentale sopravvenuta per i quali sia stato ordinato l'internamento in OPG o in CCC; internati provvisori imputati, in qualsiasi grado di giudizio, sottoposti alla M.S. provvisoria in OPG; internati con vizio parziale di mente dichiarati socialmente pericolosi e assegnati alle CCC, eventualmente in aggiunta alla pena detentiva.
Il superamento dell'Opg e' uno degli obiettivi prioritari della Regione Toscana, che in questi anni ha posto particolare attenzione alle problematiche degli internati e detenuti nell'Opg di Montelupo, individuando tra gli obiettivi prioritari dei propri atti di programmazione in ambito sanitario il superamento dell'Opg attraverso percorsi socio-assistenziali e di cura da realizzarsi nell'ambito territoriale. Le residenze individuate per ospitare gli internati toscani che si trovano ora nell'Opg di Montelupo sono:
- Istituto Mario Gozzini - Localita' Sollicciano Firenze - Azienda USL 10 di Firenze;
- Struttura Psichiatrica Residenziale "Le Querce" Firenze - Azienda USL 10 di Firenze;
- Comunita' Terapeutica "Tiziano" Aulla - Azienda USL 1 Massa e Carrara;
- Struttura residenziale "Morel" Ospedale Volterra - Azienda USL 5 di Pisa;
- Modulo residenziale "I Prati" Abbadia S. Salvatore - Azienda USL 7 Siena;
- Modulo residenziale in struttura terapeutico riabilitativa di Arezzo - Azienda USL 8 Arezzo.
Nella delibera della Giunta regionale si stabilisce anche di impegnare la Asl 10 di Firenze ad eseguire l'analisi di fattibilità inerente la quantificazione e qualificazione degli interventi di adeguamento dell'Istituto Mario Gozzini a Sollicciano (conosciuto come "Solliccianino"), corredandola di cronoprogramma. Di attivare un tavolo regionale congiunto delle autorità coinvolte nel processo di superamento dell'Opg, coordinato dalla direzione generale diritti di cittadinanza e coesione sociale, con la partecipazione del provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria per la toscana,
del presidente del Tribunale di sorveglianza, del direttore generale dell'azienda usl 10 di Firenze ed il supporto dei Settori regionali e territoriali competenti, al fine di garantire la sinergia delle azioni di rispettiva competenza e presidiare il monitoraggio ed il coordinamento degli interventi volti ad assicurare il superamento dell'Opg. Di organizzare corsi di formazione per gli operatori del settore finalizzati alla progettazione e alla organizzazione di percorsi terapeutico-riabilitativi e alle esigenze di mediazione culturale; riqualificare i dipartimenti di salute mentale, contenendo il numero complessivo di posti letto da realizzare nelle strutture sanitarie; predisporre percorsi terapeutico-riabilitativi individuali di dimissione di ciascuna delle persone ricoverate in Opg.
Dal 2011 ad oggi sono stati promossi e sostenuti a livello regionale 65 programmi di dimissione dall'Opg, per favorire il rientro degli internati toscani nel territorio di provenienza. I 65 percorsi di dimissione attivati sono stati diretti per il 73% in comunita' terapeutiche psichiatriche, per il 9% in comunita' terapeutiche per doppia diagnosi, il 14% in residenze sociali e il 4% al domicilio proprio o dei familiari. Con varie delibere, la giunta regionale ha stabilito il potenziamento della rete dei servizi territoriali, l'attivazione delle residenze intermedie, la realizzazione di una residenza destinata ad accogliere i
pazienti internati con misure di sicurezza detentiva (Rems: residenza sanitaria per l'esecuzione della misura di sicurezza), la formazione professionale e l'aggiornamento continuo degli operatori, l'adeguamento della dotazione di personale, il sostegno dei percorsi di dimissioni per i pazienti internati toscani e per gli stranieri senza fissa dimora. Ad oggi nell'Opg di Montelupo sono presenti 115 pazienti internati, di cui 49 toscani, il resto da altre regioni. In piu', 1 uomo toscano è nell'Opg di Reggio Emilia e 2 donne toscane sono nell'Opg di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova (l'Opg di Montelupo e' solo per uomini). I pazienti di altre regioni verranno presi in carico dalle rispettive Regioni.
Santi Consolo, capo del Dipartimento della polizia penitenziaria, appare un po’ pessimista: “al 25 marzo gli internati negli Opg erano 698. Siamo disponibili a chiuderli tutti quanto prima, con la dovuta gradualità che attiene al rispetto degli internati, e a trasferirli presso le Rems, ma queste strutture devono confermare le disponibilità reali" e finora "tutte queste richieste da parte delle Rems non arrivano. Quindi sono un po' sfiduciato”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


( sm / 31.03.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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