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Regioni.it

n. 2698 - mercoledì 8 aprile 2015

Sommario
- DEF: Chiamparino, non ci sono margini per altri tagli alle Regioni
- Il Governo avvia l'esame del Def 2015
- Cgia: studio sul peso dei tagli a Regioni ed Enti locali
- Svimez: spending review e divari regionali
- Gli atti della Conferenza Stato-Regioni del 25 marzo
- Gli atti della Conferenza Unificata del 25 marzo

+T -T
Il Governo avvia l'esame del Def 2015

Nel Documento di economia e finanza il debito pubblico si stabilizza nel 2015

(Regioni.it 2698 - 08/04/2015) Il Consiglio dei Ministri del 7 aprile ha avviato l’esame del Documento di economia e finanza (previsto dalla legge di contabilità e finanza pubblica, n.196 del 2009), la cui approvazione è prevista entro il 10 aprile di ogni anno
Nella presentazione si sostiene che siamo in un “quadro macro favorevole all’Italia e all’Eurozona: il prezzo dell’energia ha subito un drastico calo e al tempo stesso il rapporto euro/dollaro è più coerente con i fondamentali delle due aree economiche”.
Il Governo quindi lavora in una prospettiva non più emergenziale e “intende cogliere l’opportunità offerta dalla finestra temporale favorevole dando continuità alla propria strategia di medio termine: riduzione delle tasse compensata da risparmi sulla spesa, ripresa degli investimenti, gestione responsabile del bilancio statale, riforme strutturali”.
Il quadro tendenziale aggiornato consentirebbe di raggiungere il pareggio di bilancio strutturale già nel 2016, tuttavia il Governo “ha ritenuto opportuno confermare al 2017 il conseguimento di tale obiettivo così da conferire una natura espansiva alla programmazione per il 2016.
Per il 2016, infatti, il Governo si impegna a cancellare l’aumento delle tasse contemplato dalle clausole di salvaguardia, per un valore corrispondente a 1 punto di PIL. Questo intervento viene effettuato grazie ai risparmi della revisione della spesa e al beneficio che si registra grazie alla crescita maggiore e alla spesa per interessi sul debito inferiore rispetto alle previsioni precedenti”.
Il ricorso alla “clausola delle riforme” prevista dalle linee guida sulla flessibilità delle regole europee pubblicate dalla Commissione a gennaio di quest’anno, consente di contenere l’aggiustamento strutturale a 0,1% del PIL rispetto allo 0,5% altrimenti richiesto dalle regole comuni.
Il debito pubblico si stabilizza nel 2015 e comincia il percorso di riduzione a partire dal 2016. “Un percorso che libererà il Paese da un grave fardello. La regola del debito viene quindi rispettata e l’obiettivo viene centrato nel 2018”.
Il quadro programmatico contempla una crescita superiore alle precedenti previsioni, grazie alla cancellazione delle tasse contemplate per il 2016 dalle clausole di salvaguardia e nonostante l’impatto negativo dei risparmi sulla spesa.

 

PIL (variazione su anno precedente)

2015

2016

2017

2018

Stime aprile 2015

+0,7%

+1,4%

+1,5%

+1,4%

Stime autunno 2014

+0,6%

+1,0%

+1,3%

+1,4%

 

 

QUADRO PROGRAMMATICO

2015

2016

2017

2018

DEFICIT NOMINALE / PIL

-2,6%

-1,8%

-0,8%

0

DEFICIT STRUTTURALE / PIL

-0,5%

-0,4%

0

0

DEBITO PUBBLICO / PIL

132,5%

130,9%

127,4%

123,4%

 

 

QUADRO TENDENZIALE AGGIORNATO

2015

2016

2017

2018

DEFICIT NOMINALE / PIL

-2,5%

-1,4%

-0,2%

+0,5%

DEFICIT STRUTTURALE / PIL

-0,5%

0

+0,5%

+0,8%

DEBITO PUBBLICO / PIL

132,4%

130,3%

127,2%

123,7%

 

 

QUADRO PROGRAMMATICO NOTA AGG. DEF

2015

2016

2017

2018

DEFICIT NOMINALE / PIL

-2,9%*

-1,8%

-0,8%

-0,2

DEFICIT STRUTTURALE / PIL

-0,6%*

-0,4%

0

0

DEBITO PUBBLICO / PIL

133,4%

131,9%

128,6%

124,6%

(*): Il rapporto deficit/PIL per il 2015 è stato corretto a 2,6% con la legge di stabilità 2015.

 

 






( red / 08.04.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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