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n. 2701 - lunedì 13 aprile 2015

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Rossi e Serracchiani su riforma Regioni autonome

(Regioni.it 2701 - 13/04/2015) Il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, ha sollevato la questione “che senso abbia anche dopo la riforma istituzionale mantenere le Regioni a statuto autonomo”. Ha subito controbattuto Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, sostenendo le “ragioni” delle “speciali”.
“Mi pare - afferma Rossi - che non esista più una questione giuliana che spinse De Gasperi a riconoscere quel particolare statuto, che continuiamo ancora oggi a pagare; né francamente mi sembra che esista una questione di autonomismo siciliano, che spinse allora a riconoscere la partecipazione del presidente della Regione Sicilia alle sedute del Consiglio dei ministri”.
Per Rossi la riforma delle Regioni a statuto speciale permetterebbe anche di riequilibrare i finanziamenti tra tutte le Regioni, “consentirebbe da un lato di trovare risorse, da un altro per Regioni virtuose come la Toscana di avere magari qualche risorsa in più, che di questo tempo non guasta”.
Risponde a stretto giro Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, sottolineando che “né lo Stato né la Toscana né alcuna regione ordinaria paga un euro per il nostro Statuto speciale”.
“Le regioni speciali - aggiunge Serracchiani - non solo sono spesso gravate di pregiudizi, ma si commette anche l'errore di considerarle tutte uguali, senza distinguere tra chi è virtuoso e chi no”.
Serracchiani pertanto aggiunge che il “Friuli Venezia Giulia ha uno Statuto speciale per radici storiche ma non si è fermato al dopoguerra, trovando nel ruolo internazionale una missione utile al Paese. Abbiamo nutrito la nostra specialità dimostrando di saperci amministrare bene, facendo riforme più avanzate nelle materie in cui abbiamo competenza”.
Ma Rossi evidenzia ancora che “se si discute di riformare il titolo V bisogna per forza parlare dello statuto speciale, altrimenti questa resta una riforma a metà. E, quel che è peggio, si rischia di creare due Italie diverse, mettendo in discussione il principio di uguaglianza tra cittadini. Io apprezzo molto quello che fa Serracchiani in Friuli ma penso anche che le ragioni storiche e geopolitiche che hanno portato alla nascita delle regioni a statuto speciale non esistano più. È un altro mondo. Ci vuole più coraggio, persino il Muro di Berlino è stato abbattuto”.
Serracchiani quindi ribadisce che “deve essere chiaro che il Friuli Venezia Giulia è una regione che, senza godere di flussi privilegiati di risorse statali, ha concorso più delle ordinarie al risanamento della finanza pubblica. E deve essere ancora più chiaro che la nostra Regione sostiene con risorse proprie il sistema sanitario della regione e il trasporto pubblico locale".
Comunque per Rossi le Regioni a statuto speciale “ricevono finanziamenti per i servizi incomparabilmente superiori rispetto a quelli che hanno il resto delle altre Regioni”. Un'ultima battuta da parte di Rossi: “le Regioni sono troppe e alle volte troppo piccole, riformarle sarebbe giusto”.
Infine il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ribatte che quanto sostenuto dal presidente della regione Toscana “non è assolutamente vero e che ci sono territori a Statuto speciale dove l'autonomia è stata usata bene, a vantaggio dei cittadini e a risparmio per lo Stato". Per Ugo Rossi la Provincia autonoma di Trento e quella di Bolzano contribuiscono “da diversi anni al risanamento dei conti pubblici nazionali, il cui stato non è certamente imputabile al comportamento delle stesse”.



( gs / 13.04.15 )
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