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Regioni.it

n. 2702 - martedì 14 aprile 2015

Sommario
- Chiamparino convoca la Conferenza delle Regioni per il 15 aprile
- Sanità: Chiamparino, la manovra riguarderà soprattutto beni e servizi
- Immigrazione: sbarchi riaccendono il dibattito
- Bankitalia: a febbraio nuovo record debito pubblico
- Tpl: Trenitalia fa il punto sui contratti di servizio
- Edilizia scolastica: Friuli Venezia Giulia presenta piano

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Immigrazione: sbarchi riaccendono il dibattito

Dichiarazioni di Maroni, Pisapia, Furlan, Zaia e Oliverio

(Regioni.it 2702 - 14/04/2015) L’arrivo ulteriore di immigrati sulle coste della Sicilia e della Calabria ha riproposto il tema al centro del dibattito politico. “In questi casi il governo per fare una cosa seria deve convocare le Regioni, perché ci troviamo a dover ricevere clandestini che vengono messi dalle prefetture in giro, senza essere coinvolti e costringendo i sindaci a fare quello che non vogliono": così il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni ha commentato a margine dell'apertura del Salone del mobile la gestione dell'emergenza immigrazione da parte del governo.
Secondo il Presidente lombardo "è il modo peggiore per gestire un'emergenza perché si crea confusione, e non si danno risposte adeguate. Io sono francamente stupefatto del comportamento del governo”.
Di diverso avviso il Sindaco di Milano . Sull'emergenza profughi “queste le alternative: o li si fa morire nel Mediterraneo o li si accoglie, trovando soluzioni e spingendo perché l'Europa non ci abbandoni. Io non ho dubbi che tra le due soluzioni la scelta dell'accoglienza, con la possibilità che vadano anche in altri Paesi europei, sia quella giusta”, ha detto Giuliano Pisapia, commentando la gestione dell'emergenza immigrazione dopo gli ultimi sbarchi sulle coste italiane. Sulla possibilità che alcuni immigrati possano essere accolti a Milano il sindaco ha precisato che si tratta “di una valutazione che deve fare il prefetto. Milano quando le è stato chiesto ha accolto e ha dato ospitalità. Chiaramente - ha concluso - il problema deve essere risolto anche a livello sovranazionale”.
Quella dell'immigrazione "è una emergenza straordinariamente grave - ha aggiunto - e mi pare che tutti gli appelli all'Europa siano caduti nel vuoto" perché "ancora una volta, ci lascia da soli”. Il governo "sbaglia a chiudere gli occhi e a gestire questa emergenza come se non ci fosse - ha concluso - Dovrebbe fare il contrario di quello che fa".
Per il segretario della Cisl, Annamaria Furlan, “l'Italia non può fare tutto da sola, c'è bisogno di una risposta europea. In questi anni la crescita della disparità sociale, la guerra e i conflitti - ha aggiunto Furlan – rendono il tema dell'accoglienza fondamentale”. Per la Furlan “è assolutamente necessario realizzare a livello europeo, non solo italiano, una politica di integrazione e di accoglienza. Dobbiamo preparare il Paese e l'Europa ad accogliere tante migliaia di uomini, donne, anziani, bambini che fuggono per la fame, per le guerre, per realizzare una condizione più dignitosa per la loro vita. Quindi accoglienza ed integrazione sono la formula per rendere migliore il nostro Paese, l'Europa ed il mondo".
Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha detto “basta a un'operazione di sostanziale fiancheggiamento dei trafficanti di uomini e delle loro reti criminali; basta ai morti gettati in pasto ai pesci; basta all'ipocrisia di un'Europa solidale solo a parole ma granitica nel negare la disponibilità a farsi carico per quota parte dei migranti; basta ai pasticci del governo italiano, incapace di prevedere prima e di affrontare ora l'emergenza che ha contribuito a creare; basta ai diktat che mettono in croce i territori e i sindaci che, sempre di più, di ogni parte politica, dicono 'no' ad altri arrivi. La soluzione – ha spiegato Zaia - deve passare da un blocco del fenomeno alla fonte, usando la forza contro chi ogni giorno riempie i barconi di potenziali vittime, dall'attivazione di un blocco navale a difesa dei confini con funzioni deterrenti, dalla chiusura di Triton e dell'utilizzo delle ingenti somme che esso drena per creare un fondo internazionale con il quale aiutare la gente nel proprio Paese”.
Il presidente della Regione, Mario Oliverio, intervenendo al convegno sul tema: "Accoglienza, buone prassi, integrazione ha detto che “la Calabria, terra di emigrazione ma anche di approdo e di accoglienza per eccellenza, ha necessità, più di altre regioni, di accendere i riflettori su una problematica importante, che è quella dell'accoglienza e dell'integrazione di quanti, disperati e perseguitati, sono costretti a fuggire dai loro paesi per trovare una speranza, un rifugio ed un futuro altrove".  “Rispetto ad un fenomeno che coinvolge migliaia di uomini e donne, molti dei quali perdono la vita in mare nel tentativo di ricostruirsi un futuro - ha proseguito Oliverio - non possiamo girare la testa e assumere atteggiamenti populisti, ma dobbiamo incalzare l'Europa a costruire un adeguato sistema di accoglienza e a stabilire relazioni sempre più intense con le aree di provenienza di questi disperati, la cui condizione è spesso frutto di miseria, sofferenza e squilibri. Bisogna concepire l'accoglienza, insomma, non come una offerta temporanea di ricovero, ma come un sistema di integrazione e di permanenza civile. Fare questo è possibile se c'è una corrispondenza da parte dell'Europa e del Paese. Gli enti locali e la Regione, da soli, non ce la possono fare. Né si può pensare di continuare a costruire recinti dentro cui ammassare, come animali, migliaia di persone”.
“Il sistema di accoglienza - ha aggiunto il presidente della Regione - deve essere adeguatamente sostenuto ed articolato sul territorio. In tal senso ci sono già alcune esperienze positive a cui guardare messe in piedi soprattutto dalla Chiesa, a cui va il nostro ringraziamento che, anche in questo campo, svolge una funzione di supplenza dello Stato. Bisogna smetterla di gridare strumentalmente 'al lupo, al lupo' ed utilizzare il bisogno drammatico di questi esseri umani, facendo finta di non capire che questo atteggiamento lascia spesso questi disperati nelle mani della criminalità organizzata che prima ne organizza gli sbarchi e poi ne utilizza i bisogni, sfruttandoli e trattandoli come bestie. L'operazione di accoglienza, quindi, non deve e non può essere solo di carattere umanitario e di imprescindibile rispetto dei diritti umani, ma è anche interesse di sicurezza sociale e di creazione di un clima di convivenza e di coesione civile”.
“Auspico - ha concluso il presidente della Regione - che la Commissione Parlamentare d'inchiesta sul sistema d'accoglienza e identificazione presieduta da Gennaro Migliore possa al più presto rimuovere situazioni umanamente non più tollerabili e che, soprattutto in Europa, possa aprirsi una nuova stagione di attenzione, di civiltà e di rispetto umano e civile verso una problematica che, se non governata adeguatamente, rischia di esplodere e di ritorcersi contro il nostro Paese e la stessa Comunità Europea”.
 
 
 
 
 
 
 
 


( sm / 14.04.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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