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Regioni.it

n. 2707 - martedì 21 aprile 2015

Sommario
- Immigrazione: Anci e Regioni a Governo, subito cabina di regia
- Apprendistato: tipologie contrattuali e revisione mansioni
- Def 2015: Garavaglia, forti preoccupazioni da parte delle Regioni
- Def: Audizioni Comuni e Province
- Def: Audizioni Bankitalia, Corte dei Conti e Ufficio parlamentare bilancio
- Conferenza Stato Regioni giovedì 23 aprile

+T -T
Def 2015: Garavaglia, forti preoccupazioni da parte delle Regioni

(Regioni.it 2707 - 21/04/2015) Le Regioni non hanno esitato a manifestare critiche e preoccupazioni sul DEF 2015 – per bocca del Coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni Massimo Garavaglia - in occasione di un’audizione di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato che si è tenuta il 20 aprile.
“Preoccupano molto – tra l’altro - le clausole di salvaguardia, che ammontano a 16,1 miliardi, che con probabilità altissime nel prossimo anno potranno tradursi in ulteriori costi, con una facile previsione di aumento delle tasse”.
L’Assessore della Lombardia ha poi ironizzato sul cosiddetto 'tesoretto', “nato certamente nel nome della finanza creativa, che non avrebbe fatto, ai suoi tempi, neanche l'ex ministro Tremonti”. Ma soprattutto Garavaglia ha sottolineato gli elemnti che mergono dal raffronto tra il contributo previsto dalla legge di stabilità tra Regioni e Enti locali da una parte e Ministeri dall'altra: dal 2015 al 2017 il contributo previsto per tutte le Regioni, anche quelle a statuto speciale, si avvicina a 16 miliardi, a cui vanno sommati i 9 miliardi delle Province e 4,8 miliardi dei Comuni. “Quindi - ha detto Garavaglia - oltre 28 miliardi di euro, che sovrastano di gran lunga i 9,1 di tagli fissati per i Ministeri". Nel 2015, ha ricordato ancora, il contributo in percentuale delle Regioni sulla spesa primaria è stata pari al 4,9%, contro soltanto l'1,2% dei Ministeri. “Se i ministeri avessero rispettato il target dei tagli di spesa del 3%, se il governo avesse fatto la sua parte, si sarebbero recuperati oltre 2,5 miliardi aggiuntivi che avrebbero sistemato un bel numero di problemi”. La realtà è che le Regioni hanno contribuito per il 4,88%, le Province per il 9,68% e i Comuni per il 2,04 per cento, mentre i tagli dei ministeri arrivano “appena all'1,19%”.
Quanto alla spesa sanitaria occorre ricordare che “è la componente più importante per le Regioni, e nel 2015 sono stati tagliati 2,3 miliardi, che ha un'incidenza del 6,8% del Pil. Per questa ragione chiediamo che venga rivisto il Patto per la salute 2014-2016”. Allo stesso tempo, ha aggiunto, "le regioni sollecitano il governo a portare avanti la riforma delle Agenzie, Agenas e Aifa, dell'Istituto Superiore della Sanità e ad iniziare una nuova governance complessiva del sistema”.
“Nel 2015 c''è stato un taglio di 2,3 miliardi al fondo sanitario. Pensare di ridurre la spesa in sanità, rispetto ai Paesi Ocse – ha concluso Garavaglia - è molto pericoloso e c''è il rischio che i cittadini scappino quindi avrebbe anche degli effetti devastanti sulla finanza pubblica”.


( sm / 21.04.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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