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Regioni.it

n. 2707 - martedì 21 aprile 2015

Sommario
- Immigrazione: Anci e Regioni a Governo, subito cabina di regia
- Apprendistato: tipologie contrattuali e revisione mansioni
- Def 2015: Garavaglia, forti preoccupazioni da parte delle Regioni
- Def: Audizioni Comuni e Province
- Def: Audizioni Bankitalia, Corte dei Conti e Ufficio parlamentare bilancio
- Conferenza Stato Regioni giovedì 23 aprile

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Def: Audizioni Bankitalia, Corte dei Conti e Ufficio parlamentare bilancio

Squitieri: timore che da tagli ripetuti di risorse derivino peggioramenti della qualità dei servizi

(Regioni.it 2707 - 21/04/2015) Sul Def Audizioni anche della Banca d’Italia, della Corte dei Conti e dell’Ufficio parlamentare di bilancio, quest’ultimo in particolare si è dimostrato scettico sull’entità e la possibile destinazione del cosiddetto “tesoretto” da 1,6 miliardi da poter utilizzare nel corso del 2015. Anche la Corte dei Conti ha sostenuto che queste risorse vadano utilizzate diversamente.
Il "tesoretto" sarebbe meglio usarlo per dare più equilibrio alla finanza pubblica. Le perplessità arrivano dall'Upb (Ufficio parlamentare di bilancio), che sostiene maggiore prudenza, in quanto appare prematuro considerare acquisite queste risorse.
Per Bankitalia è stato fatto “qualche progresso nel controllo” della spesa che ”resta necessario per il risanamento dei conti pubblici”. Il vice direttore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini in audizione sul Def al Senato, ha quindi chiesto una attenta scelta dei tagli, “una rafforzata attività di revisione della spesa può limitare o evitare l'impatto sulla qualità dei servizi resi ai cittadini”.
Per Signorini il debito pubblico va ridotto per mettere il Paese “in condizioni di sicurezza rispetto a eventuali cambiamenti negli umori dei mercati, che non possono mai escludersi e che colpiscono le finanze pubbliche tanto più duramente quanto più fragili sono le condizioni di partenza”.
Anche se in miglioramento devono ancora consolidarsi i segnali di ripresa si sono “intensificati”. L'occupazione si è stabilizzata e, nel corso dell'anno, “potrebbe tornare a crescere”.
Anche per la Corte dei Conti comunque sarebbe opportuno “non disperdere” il 'tesoretto' ma farne “un uso più proficuo, mantenendo l'impostazione originaria del Def che prevede il sostegno alle riforme”, sarebbe bene inoltre usare "i margini per rafforzare gli investimenti, che sono volano per la ripresa".
La Corte dei conti in audizione ha quindi sostenuto che “possono aprirsi spazi di intervento'”, grazie alla riduzione della spesa per interessi, ma “è indispensabile'” utilizzare le risorse per “incrementare il potenziale di crescita del Paese”.
“C'è il timore che da tagli ripetuti di risorse derivino peggioramenti della qualità dei servizi” che sono soggetti “a rilevanti incertezze e differenze territoriali”, o “aumenti delle imposte”, sottolinea il presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri in audizione in parlamento sul Def. C'è inoltre "preoccupazione per le incertezze del processo di adeguamento e di riassetto dell'organizzazione pubblica e di revisione del sistema fiscale" che hanno "contorni ancora sfocati".
Infine Eurostat rende noto che è sceso nel 2014 il rapporto fra deficit e Pil in Europa: secondo la stima diffusa oggi da Eurostat, e' stato pari al 2,4% contro il 2,9% del 2013 nell'Eurozona, e al 2,9%, contro il 3,2%, in Ue. In aumento il debito, che e' passato dal 90,9% al 91,9% del Pil nell'Eurozona e dall'85,5% all'86,8% in Ue. Fra i principali paesi, solo la Germania registra un attivo di 19 miliardi (0,7% del Pil) mentre il deficit francese e'' stato pari al 4% del Pil, quello greco al 3,5% (con il debito al 177,1%), quello spagnolo al 5,8%. Fuori dall'Euro, il Regno Unito ha registrato un deficit/pil al 5,7% e un debito/pil all'89,4%.

 
 
 
 




( Giuseppe Schifini / 21.04.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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