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Regioni.it

n. 2720 - lunedì 11 maggio 2015

Sommario
- Cgia: in 13 Regioni nessun aumento Irpef
- EXPO 2015: calendario eventi promossi dalla Conferenza delle Regioni
- Agricoltura: intesa condizionata a decreto per gestione PAC 2014-20
- Consiglio dei ministri 8 maggio: esaminate alcune leggi regionali
- Elezioni regionali: 7 candidati alla presidenza in Umbria
- La meravigliosa storia dell'acqua a EXPO 2015

+T -T
Cgia: in 13 Regioni nessun aumento Irpef

(Regioni.it 2720 - 11/05/2015) Niente aumenti Irpef in 13 Regioni. Lo rileva uno studio della Cgia di Mestre. Pertanto nel 2015 la maggioranza dei presidenti di regione non ha aumentato l'addizionale regionale Irpef rispetto allo scorso anno.
In 13 regioni, quindi, la situazione è rimasta inalterata, in 2 le aliquote sono addirittura diminuite e in altre 3 il ritocco è stato leggerissimo. Solo in 3 Regioni - Lazio, Liguria e Piemonte - gli aumenti ci sono stati, soprattutto per i contribuenti con redditi che superano i 35.000 euro.
“Va segnalato - osserva Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia - che la quasi totalità delle regioni ha deciso di non aumentare l'aliquota fino al livello massimo. Dal 2015, infatti, i governatori hanno la possibilità di elevarla sino al 3,33%: opzione che è stata sfruttata solo dal Piemonte, per i redditi oltre i 75.000 euro, e dal Lazio. Ricordo, inoltre, che la legge di Stabilità ha tagliato 3,5 miliardi di euro di trasferimenti alle Regioni a statuto ordinario. Nonostante ciò, non aver agito sulla leva fiscale dimostra che la stragrande maggioranza dei presidenti ha operato con un grande senso si responsabilità nei confronti dei propri residenti".
Quindi Lazio, Liguria e Piemonte sono le Regioni che hanno aumentato le addizionali Irpef.
Emilia Romagna, Lombardia e Provincia Autonoma di Trento hanno ritoccato leggermente le addizionali Irpef.
La Calabria e il Molise le hanno diminuite.
Le Regioni che non le hanno modificato sono: Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli V.G., Marche, Provincia Autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto.
Viene anche specificato che alcune regioni sono state obbligate per legge a ritoccare le aliquote.
Da quest'anno, inoltre, per differenziare le aliquote delle addizionali, i Governatori hanno l'obbligo di fare riferimento ai medesimi scaglioni di reddito Irpef. Così Emilia Romagna, Liguria e Lombardia hanno dovuto cambiare il meccanismo di differenziazione vigente sino al 2014. Calabria e Molise, invece, hanno ridotto l'imposta: a differenza dell'anno scorso, nel 2015 non hanno applicato la maggiorazione dello 0,3% prevista per legge per le regioni che sono sottoposte ai piani di rientro a causa del deficit sanitario.
Nella Provincia Autonoma di Trento, dove viene applicata l'aliquota base dell' 1,23% su tutti i livelli di reddito, dal 2015 è stata eliminata l'aliquota dello 0,5% che si applicava sui redditi al di sottodei 15.000 euro. Sotto questa soglia di reddito si verificano degli aumenti di imposta che, però, non interessano i pensionati, per i quali la Provincia Autonoma ha azzerato l' aliquota, facendoli così risparmiare.
Nel caso di disavanzo sanitario, le aliquote sono cresciute obbligatoriamente nella misura massima stabilita dalla legislazione vigente.
Se il Piano di rientro non viene rispettato (e la Regione continua a essere in disavanzo), le aliquote dell'addizionale regionale sono aumentate di un ulteriore 0,3% oltre la misura massima prevista dalla legislazione. Nel corso degli anni il gettito dell'addizionale regionale Irpef è salito in maniera esponenziale.
Se nel 1999 (anno di introduzione) le Regioni incassarono 2,4 miliardi di euro, nel 2014 il gettito complessivo ha toccato i 10,9 miliardi di euro (+350% in 15 anni).
Nel corso degli anni il gettito dell’addizionale regionale Irpef è sempre cresciuto. Se nel 1999 (anno di introduzione) le regioni incassarono 2,4 miliardi di euro, nel 2014 il gettito complessivo ha toccato i 10,9 miliardi di euro (in 15 anni l’aumento è stato del +350 per cento).
In una nota la regione Liguria spiega che “Liguria, Lombardia e Emilia-Romagna "non hanno 'scelto' di aumentare l'Irpef. Tale incremento è conseguenza della norma nazionale che ci obbliga a omogeneizzare il nostro sistema di calcolo a quello del Mef”.
Quindi si afferma che “all'interno della Conferenza Stato-Regioni la Liguria insiste affinché possano essere usati gli scaglioni in essere in ciascuna regione: il nostro sistema infatti è più equo, perché colpisce i redditi più alti e consente di esentare quelli bassi. L'auspicio è che lo Stato conceda alle singole regioni la libertà di continuare ad applicare sulla propria quota di imposte il metodo di calcolo che ritengono più opportuno. Un'autonomia che dal 2008 a oggi ci ha evitato di prendere dalle famiglie liguri a basso reddito oltre 150 milioni di euro”.

 

Regioni che hanno aumentato le addizionali Irpef

Lazio;

Liguria;

Piemonte

Regioni che hanno ritoccato leggermente le addizionali Irpef

Emilia Romagna;

Lombardia;

Provincia Autonoma di Trento

Regioni che hanno diminuito le addizionali Irpef

Calabria;

Molise

Regioni che non hanno modificato le addizionali Irpef

Abruzzo;

Basilicata;

Campania;

Friuli Venezia Giulia;

Marche;

Provincia Autonoma di Bolzano;

Puglia;

Sardegna;

Sicilia;

Toscana;

Umbria;

Valle d’Aosta;

Veneto

 

REGIONI CHE NON HANNO MODIFICATO LE ADDIZIONALI IRPEF (importi in euro) Reddito

2014 e 2015

Provincia autonoma di Bolzano

Friuli V.G.

Sardegna Valle d'Aosta Veneto

Basilicata

Marche

Puglia

Umbria

Toscana

Abruzzo Sicilia

Campania

10.000

0

70

123

123

123

133

123

142

173

203

15.000

0

105

185

185

185

200

185

213

260

305

20.000

0

246

246

246

261

271

266

285

346

406

25.000

62

308

308

308

338

343

348

356

433

508

30.000

123

369

369

369

417

420

430

433

519

609

35.000

185

431

431

431

502

505

514

517

606

711

40.000

246

492

492

492

587

591

598

601

692

812

45.000

308

554

554

554

672

676

682

685

779

914

50.000

369

615

615

615

757

762

766

769

865

1.015

60.000

492

738

738

1.038

928

933

937

939

1.038

1.218

70.000

615

861

861

1.211

1.100

1.105

1.110

1.111

1.211

1.421

80.000

738

984

984

1.864

1.273

1.278

1.288

1.283

1.384

1.624

90.000

861

1.107

1.107

2.097

1.446

1.451

1.471

1.456

1.557

1.827

100.000

984

1.230

1.230

2.330

1.619

1.624

1.654

1.629

1.730

2.030

150.000

1.599

1.845

1.845

3.495

2.484

2.489

2.569

2.494

2.595

3.045

200.000

2.214

2.460

2.460

4.660

3.349

3.354

3.484

3.359

3.460

4.060

300.000

3.444

3.690

3.690

6.990

5.079

5.084

5.314

5.089

5.190

6.090

[CGIA Mestre] QUEST’ANNO POCHE REGIONI HANNO AUMENTATO L’IRPEF - 11.05.2015

 



( Giuseppe Schifini / 11.05.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore editoriale: Marcello Mochi Onori
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

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