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Regioni.it

n. 2739 - martedì 9 giugno 2015

Sommario
- Immigrazione: prosegue il dibattito nelle regioni
- Immigrazione: interviste di Chiamparino e Maroni
- Marini rilancia la regione Umbria
- Eurostat, Confcommercio e Confindustria vedono la ripresa
- Rete Rirva: dati su ritorno immigrati nei loro Paesi
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di maggio 2015

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Immigrazione: interviste di Chiamparino e Maroni

(Regioni.it 2739 - 09/06/2015) Il dibattito nelle Regioni e fra le Regioni sul tema immigrazione ha avuto una larga eco e puntuali ricadute sugli organi di informazione. Ne sono, fra l’altro, evidente testimonianza le tre interviste rilasciate a “la Stampa”, “la Repubblica” e “il manifesto” dal presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino.
“Se il governo applicasse lo stesso principio che Maroni vorrebbe per i Comuni – ha spiegato Sergio Chiamparino, a la Repubblica - dovrebbe tagliare i fondi alla Lombardia. Credo che la posizione del presidente lombardo vada ignorata. E si dia disposizione ai prefetti perché tutti accolgano i migranti. Se c'è un ambito in cui il centralismo è sacrosanto è proprio la gestione dell'immigrazione”.
Per il quale "la politica ha anche un compito pedagogico, deve aiutare le comunità a capire che accogliendo chi fugge dalla fame e dalla guerra si svolge una funzione di alta qualità morale”. A Maroni che sostiene che la Lombardia è la terza regione italiana più 'penalizzata', replica: “Non si possono sommare immigrati e profughi. Se si conteggiano anche gli immigrati che lavorano da anni in Italia i calcoli non tornano. Questa è soltanto strumentalizzazione politica”. Quanto all'ipotesi di incentivi ai Comuni disponibili, per Chiamparino “basterebbe rendere più flessibile il patto di stabilità, con l'esclusione delle spese affrontate dai Comuni per l'accoglienza.
Servono poi strutture da utilizzare sul modello di hub regionali, non vogliamo tendopoli. Non soluzioni a medio e lungo periodo, ma per smistamento e prima accoglienza. E tempi più rapidi delle commissioni”. E comunque “la strategia è aprire centri di prima accoglienza nei Paesi di partenza e creare corridoi umanitari per sottrarre le persone agli scafisti”.
Chiamparino, presidente del Piemonte e presidente dimissionario della conferenza delle regioni ha poi spiegato a “La Stampa che "la redistribuzione delle quote di migranti – aggiunge - é il frutto di due accordi unitari fra lo Stato e le Regioni. Accordi firmati anche da Zaia come ha ammesso ieri (8 giugno). Egli spiega di aver fatto un gentleman agreement. Ma quello è un patto e va rispettato”.
“Sarebbe davvero curioso - sottolinea Chiamparino - che un governo di centrosinistra possa premiare quelle regioni che esprimono chiusura, egoismo e mancanza di solidarietà. In questo caso applicare il centralismo è giusto ed è necessario andando incontro alle richieste che per primi hanno avanzato i Comuni e che il Piemonte sostiene”. “Bisogna - spiega anche – velocizzare l'iter per verificare le domande d'asilo: se serve più personale, si potrebbe usare quello delle Province”.
Nell’intervista concessa a “il manifesto” Chiamaprfino è ancora più netto: “il governo ignori Maroni e dia disposizione ai prefetti perché tutte le regioni accolgano i migranti”.
Alcune dichiarazioni appaiono evidentemente strumentali e anche false, non si può mettere “insieme profughi appena arrivati e immigrati che magari sono lì da vent'anni. Credo, quindi, che il governo faccia bene a ignorarli e a procedere sulla strada decisa”.
“Mi pare evidente che quando Maroni dice di voler tagliare i trasferimenti ai comuni che accolgono gli immigrati (cosa che non può tecnicamente fare e che potrebbe dare la stura a una serie di legittimi ricorsi), anche il governo sia legittimato a dire che potrebbe tagliare i trasferimenti alle regioni che non li vogliono accogliere. Ma questo è un tema troppo importante per giocare a rubamazzetto”.
Quanto poi all'accoglienza dei migranti in Piemonte, Chiamparino ha spiegato che la regione “fa già la sua parte, come ha sempre fatto. Anzi, rivendico orgogliosamente di rappresentare una regione che si distingue per apertura e solidarietà, noi siamo per un Nord che rifiuta la chiusura e l'indifferenza. Un Nord che, a ben vedere, è poi anche quello della Lombardia e del Veneto, dove ci sono grandi tradizioni di accoglienza cui non fanno onore le posizioni dei miei colleghi”.
“La posizione della Conferenza delle Regioni - ha concluso Chiamparino - è chiara ed è stata siglata all'unanimità ad agosto 2014. Ci siamo impegnati a aiutare le regioni rivierasche nella gestione degli sbarchi, non è possibile che siano lasciate da sole ad affrontare un'emergenza umanitaria. Una compattezza che ci aiuta anche in sede europea, perché la battaglia del premier Renzi in Europa è difficile. Per questo è sbagliato dare un segnale di divisione di fronte a numeri tutto sommato esigui e sostenibili”.
Maroni ha replicato con un’intervista a “Libero” secondo il Presidente della Lombardia l’affermazione di essere stato la causa di uno scontro Nord-Sud è "un'altra stupidaggine. Io ho parlato di come le Regioni si dividono i profughi. Abbiamo il 9% di immigrati contro il 2-3% della maggioranza delle regioni "rosse". Non è un po’ una discriminazione? Io chiedo una più equa distribuzione su base nazionale. E voglio che le Regioni siano coinvolte in questo lavoro. Intanto bisogna fermare i flussi. Questo stallo – ha spiegato - è frutto della palese incapacità del governo di essere credibile a livello internazionale. La soluzione c'è: campi profughi in Libia. Fatti dall'Onu, gestiti dai caschi blu e con l'intervento dell'Unione Europa. In queste strutture - continua - potremo accertare chi tra questi migranti ha veramente diritto al diritto d'asilo. Chi non ha diritto rimarrà lì. In condizioni di sicurezza, senza che nessuno rischi la vita in mare”.
All'osservazione che per aprire campi profughi servirà un intervento militare, Maroni replica: "Sì, qual è il problema? Abbiamo bombardato la Libia senza chiedere il permesso a nessuno. Siamo intervenuti dappertutto. I caschi blu sono stati per anni in Serbia e Montenegro con i risultati che tutti conoscono. Adesso li utilizzeremo per una missione umanitaria. Altrimenti saremo invasi e alle mie proteste seguiranno quelle dei cittadini, che difficilmente saranno altrettanto composte. Rischiamo il pandemonio. In tutto ciò - conclude - l'attuale maggioranza pensa a insultare me. Per me non è un problema, tanti nemici tanto onore”.


( sm / 09.06.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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