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n. 2744 - martedì 16 giugno 2015

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Chiamparino e Rossi su tema migrazione

Domani incontro Alfano e Conferenza Regioni

(Regioni.it 2744 - 16/06/2015) “Bisogna sostenere la battaglia del governo in Europa perché l'Europa faccia la propria parte e non ci sia questo atteggiamento di spudoratezza da parte da alcuni Stati, come la Francia”. Così Sergio Chiamparino, presidente della regione Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni, alla vigilia dell’incontro delle Regioni con il ministro degli Interni, Angelino Alfano. Mentre sull'ipotesi che, prima del Consiglio europeo di Bruxelles, le Regioni siano convocate a Palazzo Chigi, Chiamparino afferma che “per ora non abbiamo ricevuto altre convocazioni”. Quindi nel corso dell'incontro con Alfano e le autonomie locali si discuterà pertanto dell'emergenza migranti e della loro distribuzione sul territorio nazionale.
“Bisogna collaborare – sostiene Chiamparino - al programma del governo pienamente nel fare sì che tutte le Regioni, e sottolineo tutte, facciano la loro parte, come nel piano previsto dal Viminale che tutti abbiamo approvato. La riunione di domani servirà a monitorare il piano, vedere se è necessario fare aggiornamenti, fare verifiche ed eventuali variazioni”.
Inoltre Chiamparino interviene anche sul riconoscimento dello status di rifugiato: “chiederò che si potenzi il lavoro delle commissioni regionali che decidono lo status di rifugiato: mi diceva un mio assessore che si programmano per il 2017 i migranti che fanno la domanda adesso, questo non ha alcun senso”.
“La priorità è velocizzare l'iter, non si possono tenere per anni le persone sul territorio senza sapere se hanno diritto a restare o no - ribadisce Chiamparino - Così si crea disagio per tutti e una situazione di incertezza".
In merito agli accampamenti improvvisati nelle stazioni, Chiamparino sottolinea come “in Piemonte la situazione è al momento sotto controllo, ma il piano deve andare avanti nella sua generalità, se non è così è chiaro che c'è il rischio che alcune Regioni non siano in grado di gestire la situazione, a cominciare da quelle del Mezzogiorno che vanno aiutate per riequilibrare le presenze”. Una battuta anche sull'atteggiamento della Francia: "mi sembra egoista e chiuso ai limiti della spudoratezza: considera Schengen all'esatto opposto dello spirito con cui è nato".
Nel contempo è stato audito il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, al Comitato parlamentare Schengen sull''immigrazione, dove ha sottolineato come l’affidarsi “solo alle prefetture è stato un errore, bisogna coinvolgere di più le Regioni e gli enti locali. Le regioni possono svolgere un ruolo di coordinamento”. “Se il governo ci riconoscesse questo ruolo, potremmo funzionare da collettore tra prefetture ed enti locali”, afferma Rossi. “Dateci non il potere di dire alle prefetture cosa devono fare, ma almeno un ruolo di raccordo”.
In Toscana non è stato fatto un ''hub'' per la ricezione e l''identificazione dei migranti, “perché finora siamo riusciti ad evitarlo” e “se siamo bravi va evitato”. La logica della concentrazione dei migranti per Rossi “è sbagliata”, perché “è possibile prevedere l'arrivo dei migranti, e prepararsi di conseguenza”. Bisogna creare invece “un centro di coordinamento con prefettura e comuni che funziona, individua e preventivamente prepara una serie di soluzioni”. “Dicono che arriveranno 500 mila immigrati. Per ora ne sono arrivati il 15% in più rispetto al 2014 – afferma Rossi - e mi sembra che sui numeri si gioca come si gioca al lotto”. “Quello del'immigrazione è un grande tema nazionale che deve vedere tutti uniti. C'è un accordo tra lo Stato e le Regioni, serve un maggiore coinvolgimento degli enti locali in modo che nessuno dica 'io no'”.


( Giuseppe Schifini / 16.06.15 )
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