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Regioni.it

n. 2746 - giovedì 18 giugno 2015

Sommario
- Conferenza Regioni: Chiamparino formalizzerà dimissioni il 2 luglio
- Chiamparino su immigrazione, tagli sanità e agenzie per l'impiego
- Chiamparino: Errani ha dimostrato di essere un uomo di qualità
- Rinnovabili: in calo fotovoltaico nel 2014
- Immigrazione: i risultati del confronto Alfano, Regioni e Comuni
- ONU: nel 2014 è migrato un Paese come l'Italia

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Immigrazione: i risultati del confronto Alfano, Regioni e Comuni

(Regioni.it 2746 - 18/06/2015) Al termine del confronto con Regione e Comuni, il 17 giugno, il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, commenta via twitter: “conclusa riunione con comuni e Regioni su immigrazione. Il Paese è più unito di quanto sembri. Si va avanti su equa distribuzione”.
Il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, ha detto di aver ricevuto "una risposta positiva su meccanismi di premialità per i comuni disposti all'accoglienza” dei migranti, attraverso “la disponibilità ad una deroga al patto di stabilità per quegli stessi comuni”. “Abbiamo avuto rassicurazioni sull'individuazione e l'organizzazione degli hub regionali, sull'accelerazione delle procedure per gli aventi diritto all'asilo, sui nuovi bandi per lo Sprar", ha spiegato Chiamparino sottolineando che "l'opposizione di alcune regioni del Nord è esclusivamente politica”. Chiamparino ha infatti sottolineato che c'è una “disponibilità di quasi tutti ad individuare gli hub che dovranno fare la prima accoglienza e quindi coordinare il coinvolgimento dei territori per un'accoglienza diffusa: negli hub dunque i migranti rimarranno solo qualche settimana" e, ha precisato, “i costi sono a carico dello Stato sia per la realizzazione degli hub che per i bandi Sprar”.
Il presidente dell'Anci, Piero Fassino, ha confermato che "il governo si impegna a creare gli hub e ha chiesto alle Regioni di proporre i luoghi dove verranno realizzati". Inoltre il sindaco di Torino accoglie positivamente il proposito del governo di rinnovare i bandi Sprar per concedere “le risorse necessarie ai comuni per l'accoglienza dei profughi”.
I Presidenti di Veneto e Liguria hanno comunque ribadito il loro no a nuovi arrivi di migranti nelle proprie regioni. Ma il piano di redistribuzione del Viminale comunque proseguirà.
Nei prossimi giorni è previsto un ulteriore incontro di Regioni ed Anci con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, prima del vertice europeo del 25 e 26 giugno.
Nel corso della riunione sono stati ripuntualizzati i temi al centro della collaborazione istituzionale: un hub (un centro di prima accoglienza) in ogni regione, deroghe al patto di stabilità per i Comuni che accolgono migranti, rafforzamento dello Sprar (il sistema di accoglienza per richiedenti asilo), accelerazione delle procedure di valutazione dell'asilo, riequilibrio delle presenze degli stranieri ospitati su tutto il territorio nazionale (78mila).
Tema quest’utimo che suscita la reazione critica di Luca Zaia: “ho ribadito al ministro Alfano - dice il no del Veneto ad accogliere altre persone. Abbiamo già dato e non siamo disponibili ad averne di più”.
Sull'immigrazione “serve un tavolo di confronto a Palazzo Chigi con il ministro dell'Economia, quello della Salute e tutte le amministrazioni interessate”: ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. “La Liguria, così come la Lombardia e il Veneto - ha spiegato Toti - sono pronte a collaborare, ma il governo deve prima spiegare ai cittadini come si bloccano gli sbarchi. Siamo molto scettici sulle misure del governo e l'Italia è l'anello debole tra Stati che invece stanno correndo ai ripari”. Il Presidente della Liguria ha poi ribadito il suo no alla tendopoli a Ventimiglia: “sono luoghi che vivono di turismo, ci avviciniamo alla stagione estiva e queste immagini non aiutano”.
Diverso l’approccio del Presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, secondo il quale le Regioni, “sono pronte ad attuare il piano di accoglienza concordato con il Viminale”, ribadendo che “la posizione contraria di alcuni Presidenti è soltanto politica”.
Impostazione confermata dal Presidente della Sardegna: ”gran parte delle Regioni ha confermato la disponibilità a dare il proprio contributo nel quadro degli accordi già presi per la gestione dell'emergenza, condividendo, però, la necessità di una ridistribuzione”, ha riferito Francesco Pigliaru, che ha partecipato all'incontro, preludio a una prossima riunione con il presidente del Consiglio dei ministri. Per Pigliaru l’incontro con ministro dell’Interno ha rappresentato “qualche passo avanti”, anche se le risposte finora arrivate dall'Europa sono “molto insoddisfacenti”, considerato che a una buona parte degli immigrati non sarà riconosciuto lo status di richiedenti asilo e che, quindi, dovrà essere gestita in Italia.
Analoga la posizione del presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani: “è stato un incontro estremamente costruttivo e da parte di tutti c'è la disponibilità a fare la propria parte anche se alcuni di più e altri di meno. Non c'è ancora una idea sugli hub - ha precisato Serracchiani - ci sono alcuni comuni che hanno individuato delle aree" per l'accoglienza. L'orientamento, comunque, è quello di non privilegiare 'grandi assembramenti' perché difficili da gestire. Cosa avverrà se ci saranno regioni che manterranno fermo il loro no al piano del Viminale? "Le competenze - ha risposto Serracchiani - sono del presidente del Consiglio, del ministro dell'Interno e dei prefetti che decideranno".Serracchiani ha poi confermato che, prima del vertice europeo del 25-26 giugno, il presidente del Consiglio Matteo Renzi incontrerà i presidenti delle Regioni proprio sul tema della immigrazione. Sui risultati del vertice del 16 giugno a Bruxelles, Serracchiani ha poi sottolineato che l'Europa “qualcosa in più del solito ha fatto. Ovviamente si dovrà fare di più”.
Anche per il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, “occorre agire per snellire le procedure, che devono essere più rapide per permettere di chiarire nel più breve tempo possibile chi ha diritto all'asilo". Ceriscioli ha apprezzato l'atteggiamento del governo sulla questione, “un approccio concreto e concentrato per la risoluzione dei problemi. Emerge - ha aggiunto - la differenza tra chi vuole gestire i flussi e chi invece vuole usare il problema solo per usarli politicamente, speculando sulle paure e le condizioni economiche dei cittadini”. Il Presidente delle Marche ha però evidenziato che “le contraddizioni arrivano dove c'è inefficienza e concentrazione in determinati territori del fenomeno. Su questo bisogna agire - ha detto ancora Ceriscioli - e su questo si concentrerà l'azione del governo e delle Regioni, portando a compimento l'accordo del 2014”. L'obiettivo è di "lavorare insieme per una distribuzione equa dei flussi, superando la logica della modalità dei bandi prefettizi, che hanno il limite di non prevedere concertazione con i comuni che poi si trovano a gestire gli immigrati".
"Ci siamo fatti carico del progetto di ripartizione deciso a livello nazionale" e al momento in Val d'Aosta sono ospitati 112 migranti su 203 previsti dal primo piano: 62 persone già presenti e 50 arrivate questa settimana. ha detto il presidente della Regione, Augusto Rollandin, in audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema di accoglienza, lamentando "difficoltà di gestione degli arrivi senza un preventivo avviso”. Rollandin ha affermato di aver ricevuto “una telefonata dall'autista dell'autobus" che trasportava i migranti provenienti da Catania "quando era a 50 chilometri da Aosta”, e che "abbiamo dovuto sistemare queste persone in quattro ore". Ha anche aggiunto che sono state effettuate “visite mediche a persone che hanno problematiche come la scabbia e non hanno documenti”, e “ci sono stati dei casi da ricovero”. Altro problema evidenziato è il ritardo nella riunione della commissione che deve compiere il vaglio delle domande di richiesta di protezione: “ad oggi non si è ancora riunita”. Rispondendo ad una domanda in proposito da parte dei parlamentari, ha sottolineato che “l'atteggiamento della popolazione non è contrario” ad ospitare i migranti “ma c'è un po' di paura, anche per questo facciamo uno screening sanitario”.
Alfano e l'Anci, infine, sono giunti ad un accordo sullo smantellamento dei campi rom. "Occorre smantellarli", sostiene Alfano. Ma, precisa il presidente del'Anci, Piero Fassino, superare i campi rom significa superare quelli esistenti per avere soluzioni più civili, nessuno ha in mente le ruspe di Salvini. Il governo creerà un fondo apposito sulla base del quale Comuni e Prefetture faranno gli interventi”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


( red / 18.06.15 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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