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Regioni.it

n. 2747 - venerdì 19 giugno 2015

Sommario
- Emergenza migranti: Serracchiani, Maroni e Toti
- Toscana: la nuova Giunta
- Revisione Statuti: al via Commissione Stato - Regioni autonome
- Parere sul Ddl annuale per mercato e concorrenza
- Report "Prevenzione vaccinale"
- Gli atti della Conferenza Unificata del 7 maggio

+T -T
Revisione Statuti: al via Commissione Stato - Regioni autonome

(Regioni.it 2747 - 19/06/2015) Il 18 giugno si è tenuta corso a Roma, nella sede della Conferenza delle Regioni, la riunione di coordinamento delle Regioni a statuto speciale. Al centro dei lavori, l'importanza di sostenere una posizione condivisa sul fronte delle riforme istituzionali, soffermandosi in particolare sull'utilizzo delle norme di attuazione. Si è trattato di una riunione preparatoria in vista dell’incontro sul tema con il sottosegretario per gli Affari regionali Gianclaudio Bressa, che si è tenuto lo stesso 18 giugno alle 13, convocato per definire nuove regole comuni per la revisione degli Statuti delle Autonomie speciali e modalità più semplici ed efficaci per l'utilizzo delle norme di attuazione allo scopo di rendere più flessibili gli Statuti.
Il confronto (nella sede del Dipartimento Affari regionali) ha visto protagonisti, oltre al sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa, i rappresentanti delle Regioni a Statuto Speciale, tra cui Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Augusto Rollandin, presidente della Valle d'Aosta, Francesco Pigliaru, presidente della Sardegna, Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma di Trento, Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma di Bolzano e Maria Lo Bello, vice presidente della Regione Sicilia.
Al termine dell’incontro si è deciso di istituire una commissione paritetica che lavorerà alla stesura di un testo per la riforma degli statuti speciali. Nel corso del confronto si è iniziato ad esaminare il percorso che dovrebbe portare ad un disegno di legge costituzionale che definisca procedure condivise di modifica degli statuti speciali. Il principio da garantire è quello per il quale le modifiche devono avvenire solo attraverso l'intesa espressa dai consigli provinciali e regionali interessati. Sulla base di questo principio, già contenuto nella clausola di salvaguardia che il governo si è impegnato a garantire nel progetto di legge di riforma costituzionale in corso, il sottosegretario Bressa ha formulato alle regioni a Statuto speciale la proposta di dare vita ad una apposita commissione che lavori
alla stesura di un testo in grado di sancire definitivamente il meccanismo pattizio, definendone anche la proceda applicativa.
I lavori preparatori di questa commissione dovrebbero concludersi durante l'estate. “All'interno di un quadro giuridico comune a tutte le autonomie speciali – ha affermato il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher il percorso avviato oggi dovrà garantire le particolari caratteristiche delle singole realtà, soprattutto per ciò che concerne la difesa e il potenziamento delle competenze”.
La Commissione Stato-Regioni a Statuto speciale avvierà quindi un lavoro preparatorio che dovrebbe portare alla definizione di nuove regole generali e condivise per la revisione degli Statuti delle Autonomie speciali nel contesto della riforma della seconda parte della Costituzione e, parallelamente, di più semplici ed efficaci modalità per l'utilizzo delle norme di attuazione, allo scopo di rendere piu' flessibili gli Statuti stessi.
Per la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, si è trattato di “un incontro molto importante”. Nella sostanza "anche con la riforma del titolo V della Costituzione si stabilisce il principio del cosiddetto 'regime pattizio', vale a dire che gli Statuti verranno modificati previa intesa tra lo Stato e la singola Regione. La Commissione istituita il 18 giugno consentirà prima di tutto di decidere come arrivare a una procedura comune che permetta di disciplinare il regime pattizio”.
La Commissione si riunirà già nei primi giorni di luglio, iniziando a lavorare su un testo condiviso tra tutte le Autonomie speciali.
Un meccanismo pattizio nella revisione degli Statuti delle Regioni speciali è chiaro “un'esigenza comune a tutte le Speciali, ma per quanto riguarda i contenuti in termini di difesa e potenziamento delle competenze, i rapporti fra Autonomie speciali e lo Stato dovranno garantire le specificità e le peculiarità di ciascuna regione e provincia autonoma”. A sottolinearlo, dopo l'incontro di Roma in materia, è il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi. La revisione o la modifica dello Statuto, come evidenzia una nota della Provincia autonoma di Trento, richiedono un quadro di procedure certe. Il principio da garantire è dunque quello per il quale le modifiche devono avvenire solo attraverso l'intesa espressa dai consigli provinciali e regionali interessati. Sulla base di questo principio, già contenuto nella clausola di salvaguardia che il Governo si è impegnato a garantire nel progetto di legge di riforma costituzionale in corso, il sottosegretario agli affari regionali Gianclaudio Bressa, anche recependo le richieste espresse dai presidenti Rossi e Kompatscher lo scorso maggio al premier Matteo Renzi.
I lavori preparatori dovrebbero concludersi durante l'estate.
Siamo “al lavoro per definire come dovrà essere la nuova intesa Stato-Regioni, che oggi è a senso unico”, ha detto il presidente della Regione Valle d'Aosta, Augusto Rollandin. “Un altro problema - ha aggiunto - sono le norme di attuazione che hanno tempi non certi, alcune sono lì da due anni”. Ora “abbiamo nominato una commissione - ha proseguito - con una parte tecnica con l'obiettivo di arrivare ad elaborare un testo con il Ministero”.
Insomma c’è ed è sentita l’esigenza di un po' d'ordine nel sistema di norme che riguardano lo Stato e le regioni a Statuto speciale per avere rapporti più semplici ed efficienti. Il Presidente della Sardegna, Francesco Pigliaru, al termine del tavolo, ha spiegato: “La Sardegna è molto interessata a questo aspetto perché abbiamo bisogno di poter mettere mano ai problemi dell'isola, sarebbe importante avere un contesto in cui i rapporti tra le regioni con specialità e lo Stato siano più semplici ed efficaci”. Il 18 giugno “c'è stato il primo incontro, abbiamo fatto il punto, soprattutto nell'idea di rendere più armonico un sistema di norme che definiscono le nostre prerogative. C'è piuttosto disordine nelle norme tra lo Stato e le regioni a statuto speciale, crediamo sia il momento di mettere un po' di ordine, riaffermando l'importanza della specialità”. La Sardegna ha tra l'altro aperta un'interlocuzione col governo per istituire un tavolo che "entro settembre", secondo il presidente sardo Pigliaru, dia risposte alle richieste su riduzione delle servitù militari, autonomia fiscale, nucleare e trasporti e deficit infrastrutturale.
“Abbiamo consegnato al presidente Renzi un dossier che non è una lamentela, ma una precisa misurazione dei costi aggiuntivi che l'insularità impone ai cittadini sardi: dalla mobilità interna ed esterna all'energia. Su questo chiediamo un intervento adeguato dello Stato. Facendo anche leva sulle mozioni parlamentari- ricorda - abbiamo portato all'attenzione di Renzi e del ministro Delrio il cuore di questa vertenza che è quella dell'insularità e di costi molto importanti che a questa condizione sono legati. Noi e il governo abbiamo preso l'impegno di definire entro settembre azioni che siano di mitigazione rispetto a questa condizione che dal punto di vista dei costi è fortemente sfavorevole”.



 
 
  
 
 


( sm / 19.06.15 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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